Gli interventi di Umberto Calcagno, Giancarlo De Sisti e Vincenzo Morabito a Radio Punto Nuovo

Calcagno: “La Turchia non sarà sottovalutata, ma Italia favorita. Insigne? Può trascinare gli azzurri con i suoi colpi”

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Umberto Calcagno, vicepresidente Figc e Presidente AIC: “La presenza dei tifosi allo stadio Olimpico è veramente un bel segnale. Il mondo del calcio negli ultimi mesi è stato bravo a dare messaggi di speranza, quella di questa sera sarà una grande festa sperando ovviamente in un risultato positivo. Siamo parlando di un compimento di un percorso nel quale i calciatori hanno dato un ottimo esempio. l’Italia può arrivare tra le prime quattro, la gara di stasera è la più difficile da affrontare a livello psicologico e sarà importante partire bene. Storicamente, abbiamo qualcosa in più nel nostro approccio nelle gare ad eliminazione diretta. Sono speranze che arrivano dal percorso fatto da questa nazionale: arrivammo da un periodo molto complesso dopo l’eliminazione dal mondiale, il comportamento di questo gruppo in campo e anche fuori dal campo ha fatto crescere questo Grande entusiasmo nei confronti della nazionale con messaggi estremamente positivi. Mancini? È stato estremamente bravo a creare il gruppo ed a circondarsi di persone nelle quali ripone grande fiducia. La figura di Luca Vialli è molto importante. La struttura del club Italia ormai coincide con quella di un vero e proprio club. Turchia? Nessuno sottovaluterà una squadra importante come la Turchia. Ma, se l’Italia riuscirà ad esprimere i valori che possiede abbiamo qualcosa di più rispetto a loro. Insigne? Riponiamo tante speranze in lui, nella sua classe, nel suo poter dare qualcosa in più a livello di giocate. Gli episodi valgono qualcosa in più in queste competizioni ed Insigne può essere tra quelli che trainano il gruppo con i suoi colpi e non solo”

De Sisti: “Vi racconto i segreti della vittoria del ’68. Jorginho mio erede, l’Italia autorizza a sperare”

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Giancarlo De Sisti, vincitore dell’Europeo nel ’68: “Tra il 68′ ed il 70′ Non pensavo di essere tra i migliori centrocampisti italiani. Valcareggi Mi volle come centrocampista d’ordine: quel ruolo lo dividevo con Bulgarelli che poi si fece male e Juliano. In nazionale se giocavi bene contava poco, deve vincere la squadra: se così non fosse andata, qualcosa doveva cambiare. Noi, nel ’68, abbiamo avuto la fortuna della monetina contro la Russia, in finale recuperammo contro la Jugoslavia quando meritavamo di perdere. La ripetizione l’abbiamo vinta perché Valcareggi cambiò 5 calciatori che non avevano giocati due giorni prima ed erano meno stanchi degli altri. In difesa avevamo tribolato molto ed inserì Roberto Rosato come schermo davanti alla difesa e questo fu il segreto del nostro successo. I giornalisti bombardavano per non far giocare Burgnich che rispose con una grande partita. Jorginho mio erede? Ha la cadenza, interviene sul breve e cadenzato nella corsa come me. Verratti, Locatelli, Barella sono fortissimi. L’Italia gioca bene, Mancini l’ha rifondata, tranne Bonucci e Chiellini e ci autorizza a sperare, abbiamo visto cose meravigliose finora”

Morabito: “Si chiedono milioni per portare un giocatore a parametro zero: è un insulto ai tifosi. Tutti i club dovrebbero comportarsi come il Milan”

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Vincenzo Morabito, agente: “Non c’è una critica preventiva nei confronti della redazione di Report né di Sigfrido Ranucci. Un certo tipo di giornalismo serve a mettere in evidenza certi temi. A volte, poi, certi temi vengono elaborati altre volte, purtroppo, scompaiono nel nulla. Sono stato contattato da Report per una trasmissione sulla figura dell’agente. Ho ritenuto gli argomenti che mi hanno sottoposto come domande molto interessanti, sono partito in questo lavoro negli anni ’90 e mi hanno percepito come memoria storica. Sui fuorionda, invece, ritengo assolutamente scorretto andarli a trasmettere, sono aneddoti un po’ anche da bar che non hanno aggiunto nulla al programma, anzi hanno tolto. Ero molto soddisfatto dopo la chiacchierata a telecamere accese, ma hanno inserito pochi stralci dell’intervista. Essermi trovato in una cosa di questo genere non è assolutamente il mio obiettivo, anche se c’è l’orgoglio di essere considerato un uomo che in questi 30 anni ha sempre lavorato in modo professionale, etico. Forse, non paga dal punto di vista economico, ma non mi importa. I fuorionda? Il cameraman aveva spento la telecamera, non potevo sapere che fosse ancora lì a registrare. È stato fraudolento. Il giudizio su un calciatore non lo dai con gli aneddoti, lo dà il campo. Avevo indicato la via per migliorare il sistema. In Inghilterra l’ agente fa la fattura al club per farsi pagare la commissione con un controllo della Football Association che se accerta anomalie non fa attuare il pagamento in attesa di ulteriori verifiche. C’è una gran parte del mondo del calcio che vuole fare le cose fatte bene come già accadono in altre parti del mondo. Il campo dirà se Muriqi è bravo o non è bravo, non io. Deregulation? Arrivata perché la Fifa aveva troppi procedimenti e si è voluto sgravare di questa responsabilità. Così facendo, però, sono entrati tutti nella classe degli agenti con un netto peggioramento della professionalità della nostra categoria. Oggi, si chiedono milioni per portare un giocatore a parametro zero come fossero noccioline. Ed è un insulto ai tifosi che consentono anche a noi di vivere come procuratori. Raiola, Barnett, Mendes ed altri hanno creato una loro piccola associazione che vogliono porsi in un campo dove possono anche fregarsene dei regolamenti Fifa. Non vogliono la limitazione del 10% sulle commissioni e così via. Sei i club si mettessero d’accordo e non pagassero certe commissioni come ha fatto il Milan per Donnarumma allora cambierebbe il sistema. Abbiamo bisogno della politica: non possiamo cambiare un malcostume con le trasmissioni televisive. Non è report che deve andare avanti, dopo ci deve essere la politica con gli organi che devono essere istruiti debitamente a fare il resto”

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