Gli interventi di Katia Serra e Matteo Bassetti a Radio Punto Nuovo

Serra: “Nel calcio tanto maschilismo. Molte delle critiche ricevute sono sessiste”

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuta Katia Serra, ex calciatrice ed opinionista: “L’emozione c’è stata, è stato un privilegio. Forse, non ho avuto neanche il tempo di rendermi conto di tutto quello che è successo vista la velocità con la quale è accaduto. Da sabato 12 Il telefono continua a squillare ed è una favola che è finita benissimo. Come tutti tifavo per questo trofeo, raccontarlo così è stato qualcosa più speciale ed indimenticabile questo Europeo per me. Meglio giocarlo o raccontarlo? Prima il massimo divertimento era giocarlo, ora con l’età che cambia ed i tanti infortuni mi danno l’opportunità di spiegarlo e mi diverte. Faccio come facevo da bambina in classe, che il lunedì spiegavo le gare della domenica. Mancini è un visionario, grazie a questa sua visione è venuto fuori questo progetto incredibile. Ha avuto la capacità di coinvolgere tutti. Non mi piace salire sul carro dei vincitori, non credevo che fosse la favorita l’Italia, vedevo più avanti Francia e Belgio. Poi, come tutti ho iniziato a crederci. Ora sono disoccupata? Avevo un contratto a gettone per l’evento ma ora sono a casa. Ovviamente ringrazio la Rai, facendomi entrare nella storia. È un percorso che parte da lontano. Bizzotto è una garanzia, io ero conosciuta in Rai per il percorso. Sono arrivata tranquilla all’evento. All’inizio c’è stato imbarazzo con Rimedio e Di Gennaro che sono stati fantastici. Nel calcio c’è ancora tanto maschilismo. C’è un fattore che ancora deve essere cancellato. Molte delle critiche che ho ricevuto sono state sessiste. Ci sono abituata e non mi sorprende più. Penso che siano delle critiche pretestuose che confermano quanto maschilismo ci sia ancora in Italia. Jorginho? Ha fatto un Europeo strepitoso, è stato il leader tecnico-tattico. Jorginho è migliorato tantissimo anche nella fase di non possesso. Quindi, lui è leader non solo nel dettare i tempi di gioco, ma anche in quella del pressing”

Bassetti: “Ridicolo dire che non si doveva festeggiare in piazza la vittoria dell’Italia. De Laurentiis ha ragione: da agosto stadi pieni per i vaccinati, senza mascherina”

A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Matteo Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive dell’Ospedale S. Martino di Genova: “Spero che si smetta di dire che si doveva evitare di festeggiare la vittoria dell’Italia. Sono pensieri ridicoli. Bisognava dire che al massimo doveva festeggiare in piazza solo che aveva il green pass. Basta con il balletto di chi doveva o non doveva festeggiare. Come per lo scudetto per l’Inter o per altre occasioni, i festeggiamenti ci sono stati e non hanno condotto risultati sensibili. Ci potrebbe essere un lieve incremento dei contagi, ma basta fare ‘al lupo al lupo’. Chi ha fatto il doppio vaccino può sentirsi tranquillo. Se anche dovessi avere il Covid lo avrà in una fase talmente leggera che non se ne accorgerà neanche. I nostri politici non comprendono quanto sia importante il vaccino. La qualità della nostra classe politica e molto bassa. Vaccino obbligatorio? Non è possibile per tutti, ci sono libertà costituzionali che non possono essere infrante. Ma, non possiamo dire ai ragazzi di non andare in presenza a scuola a settembre perché i loro professori non si sono vaccinati. È inaccettabile in un paese decente. Per tutti gli altri che non hanno fatto il vaccino bisogna fare come hanno fatto i francesi, senza che l’impasto Non si prendono aerei, non si va al ristorante, creando un obbligo indiretto. Non è abbastanza il 60% degli italiani vaccinati. Gli italiani che non si vogliono vaccinare non meritano questo sistema sanitario. Gli italiani che hanno deciso di non vaccinarsi non meritano questo stato. Ci sono tanti paesi del mondo che anelano il nostro sistema sanitario. Il presidente De Laurentiis ha pienamente ragione: stadio pieno con vaccinati e senza mascherina assolutamente si può già dal 22 agosto”.

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