Gli interventi di Gigi De Canio, Umberto Chiariello e Fabio Viviani a “Tutti In Ritiro”

A Tutti In Ritiro, trasmissione in onda ogni sera fino al 25 Luglio su Canale 21 a partire dalle ore 23, è intervenuto Gigi De Canio, che si è soffermato sulla fase difensiva di Luciano Spalletti: ” È da tanto tempo che l’uso delle macchine, come ad esempio i droni, portano un vantaggio per gli allenatori. Il ritiro è il momento perfetto per capire al meglio i movimenti richiesti dall’allenatore”. Spalletti in conferenza stampa ha parlato della costruzione dal basso e De Canio si è soffermato sui benefici di questo approccio tattico: “La costruzione dal basso è fondamentale per dominare la partita. Se però l’avversario ti studia tu devi avere un piano B e un piano  C. La tattica individuale del calciatore è ancora più importante della tattica collettiva. Bisogna allenare il giocatore a pensare”. Sul “quadrato” usato durante la partitella: “Durante le partitelle mancano i riferimenti delle linee, che sono fondamentali per allenare i difensori avendo la linea come punto di riferimento per capire quando aggredire il portatore palla. Dai 22 metri il difensore deve uscire sull’attaccante: o prendendo la palla o facendo fallo”.

Sul confronto tra Demme ed un ex pupillo di Spalletti, emerso in conferenza: “Demme e Pizarro sono due giocatori molto diversi – spiega De Canio – Ma sono certo che Demme potrà crescere molto con i consigli di Spalletti. Il centrocampista tedesco deve imparare a gestirsi meglio, a volte è troppo confusionario. Un centrocampista deve sapere come posizionare il corpo per poter anticipare la copertura dei difensori e velocizzare il gioco. Altrimenti farà solo passaggi in orizzontale”.

Sul ritorno dell’ex vice allenatore di Sarri: “Calzona, come tutti i vice allenatori, è importante. Ma alla fine le decisioni le prende l’allenatore: ovvero Spalletti. Si spera che quest’anno ci si possa allenare e provare di più. Le parole non bastano per far assimilare nuovi meccanismi”.

Capitolo Insigne: “Il presidente sa che un giocatore di qualità come Insigne va trattato per come merita. Lorenzo ha un grande amore per la maglia e la città e certamente vorrà rimanere. Io sono molto fiducioso”.

Tra gli ospiti in studio c’era anche Umberto Chiariello, che è intervenuto sul movimentato valzer delle panchine di serie A: “Rivedere Spalletti è come un deja vu per me. È come se fossimo tornati negli anni ’60 in cui dopo un periodo drammatico per l’Italia ci fu l’affermazione dei grandi allenatori. Fino ad ora il mercato non lo hanno fatto i calciatori ma gli allenatori come Mourinho, Sarri e Allegri. Spalletti è un herreriano. La gente non capisce cosa dice in conferenza ma i giocatori lo seguono”.

Chiariello ha fatto poi notare una novità proposta dal nuovo tecnico azzurro: “Spalletti dopo due anni di fermo è alla sua prima esperienza con la nuova regola del rinvio dal fondo, con la palla che può subito essere giocata dal portiere verso un difensore all’interno dell’area di rigore”.

Un retroscena sull’ex centrocampista azzurro Jorginho: “Durante il ritiro veniva ripreso da Sarri perché giocava spalle alla porta. Sarri gli ha insegnato come posizionarsi  in diagonale e oggi è un maestro in quel ruolo”.

Chiariello non ha dubbi su quale sarà il modulo utilizzato dal nuovo tecnico dei partenopei: “Spalletti giocherà con un 4-4-2 o 4-2-3-1. Zielinski sarà una pedina fondamentale per legare centrocampo e attacco, esattamente come faceva Perrotta ai tempi della Roma”.

Il giornalista  ha detto la sua sulla tanto discussa coppia difensiva degli azzurri: “Koulibaly e Manolas non sono fatti per giocare insieme. Sono due stopper, manca un regista difensivo”.

Chiariello ha poi elogiato il lavoro della prima punta azzurra: “Osimhen è il primo ad aiutare la squadra in fase difensiva. È generoso e si sacrifica sempre per il gruppo. In passato il miglior difendente del Napoli era Cavani”.

Poi una provocazione sul rinnovo di Insigne: “Perché dovrebbe rinnovare ad una cifra più bassa rispetto a quanto guadagnano i vari Koulibaly, Lozano e Mertens? Se non abbassa l’ingaggio anche a questi giocatori perché Insigne dovrebbe farlo? Io credo che rimarrà un altro anno e poi andrà via alla scadenza del suo contratto con il Napoli”.

Nel corso della trasmissione è intervenuto anche Fabio Viviani, ex vice-allenatore del Napoli ai tempi di Reja : “A Napoli vi divertirete a interpretare le parole di Spalletti. Spesso cerca di mandare dei messaggi tra le righe . Il modulo? Non credo proprio che il Napoli giocherà con il 4-3-3, credo opterà per il 4-2-3-1”.

Viviani ha poi ribadito l’importanza del play a centrocampo: “La postura è fondamentale per il centrocampista che gioca davanti alla difesa. Deve avere gli occhi anche dietro la testa per poter trovare il calciatore libero tra le linee”.

Sul dualismo Ospina-Meret: “Spalletti a seconda delle sue richieste sull’impostazione del gioco potrà decidere chi far giocare dei due. Sono comunque due ottimi giocatori”. E sulla coppia Koulibaly-Manolas: “Una coppia come quella Koulibaly-Manolas può garantire la possibilità alla squadra di giocare e pressare alto, lasciando tanto campo alle spalle. È solo questione di tempo, devono solo avere la possibilità di allenarsi insieme e con continuità”.

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