AMARCORD: Verona-Napoli, occhio a Giulietta!

Non è il caso di preoccuparsi di “Giulietta” per quanto concerne le sue qualità morali, il problema è che “Giulietta” da un po’ si sta divertendo a fare la “bestia nera”. Il pari che a fine stagione costò l’accesso alla Champions’ League, il pari di quest’anno, primo colpo all’autostima degli azzurri, per non parlare del 3-1 al Bentegodi dello scorso campionato, pochi giorni dopo la sconfitta in finale di Supercoppa, il momento più buio della gestione Gattuso. Vittoria in rimonta degli scaligeri che ribaltano il vantaggio lampo di Lozano, un’occasione per Demme poi solo Verona a parte un velleitario tiro di Politano nel finale; al 34° il pari di Di Marco che si riscatta dopo l’errore iniziale sul vantaggio azzurro, il vantaggio di Barak al 62° ed il tris di Zaccagni al 79°. Zaccagni, ora alla corte di Sarri, sia pure in prestito, avevo messo lo zampino anche nel gol del 2-1 facendo capire quanto avrebbe fatto comodo alla causa azzurra.

Verona-Napoli si giocò il 23 giugno 2020 alla ripresa per l’interruzione Covid e finì 0-2 con le reti dell’ormai ex Milik e Lozano. Ancora in estate, il 20 agosto 2017, il Napoli di Sarri passò per 3-1; gara di apertura, azzurri avanti di tre reti, autogol di Souprayen, 2-0 di Milik, tris di Ghoulam e rete della bandiera di Pazzini. Proprio come nel 1984, gara d’esordio ed identico punteggio solo che a vincere fu il Verona. Prima di Maradona in Serie A, il Verona vinse al fulmicotone quel campionato e poi sparì; gara senza storia  con reti di Briegel, Galderisi, Bertoni e Di Gennaro. Ben pochi alibi il molto più recente 2-0 del 15 marzo 2015, con Toni mattatore unico ma non senza una grossa mano dalla difesa azzurra; doppietta dell’attaccante, per gli azzurri, nel finale, un palo di Gabbiadini. Tra le cause della disfatta anche lo scriteriato turnover di Benitez che schierò Zapata lasciando in panchina Higuaìn

Il Bentegodi per molti anni è stato terreno fertile; l’ultima sconfitta risaliva al 14 gennaio 2001 (Napoli avanti con Bellucci e ribaltato da Mutu e Adailton). Da allora, tenendo conto che le due squadre non si sono incontrate tutti gli anni, il Napoli ha sempre conquistato punti. Come il rotondo 3-0 del 12 gennaio 2014 (Mertens, Insigne e Dzemaili) e il 2-0 firmato da Insigne e Higuaìn nell’ultima sfida del 22 novembre 2015.

Quattro reti il 23 febbraio 1986, due per parte. Maradona segnò la doppietta, uno su rigore, che permise al Napoli di rimontare il doppio svantaggio di Sacchetti e Galderisi. Il Verona non era più quello dello scudetto, tuttavia il 12 aprile 1987, Domenica delle Palme, l’undici veneto sgambettò malamente il Ciuccio lanciato verso il primo storico scudetto. Primo tempo, e risultato finale, 3-0: vantaggio di Pacione, autogol di Sola e tris di Elkjær su rigore. Dopo l’1-1 della stagione 1987-88, due successi partenopei: l’11 dicembre’88 fu Crippa a firmare la vittoria per 1-0, il 10 settembre 1989 andarono in gol Mauro e Careca, su rigore, prima del gol della bandiera di Gutierrez. A fine stagione il Napoli vinse il suo secondo titolo, il Verona retrocesse in Serie B.

Poi gli anni 90, tempi difficili per entrambe: l’Hellas Verona fallisce nel ’91, il Napoli si ridimensiona sino alla retrocessione del 1998, vissuta tra mille problemi societari. Quindi un ciclo di incontri in B cominciato con la vittoria dei veneti lanciati verso la A il 6 giugno 1999, 1-0, Marasco, contro un Napoli ancora stordito dalla botta della retrocessione, ed è finito con la vittoria azzurra del 26 maggio 2007, 1-3 (Domizzi, Calaiò, Pulzetti, Dalla Bona) Napoli promosso e Verona retrocesso in C1 dopo i playout.

Antonio Gagliardi

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