Gli interventi di Franco Ordine, Gaetano Fontana e Antonello Valentini a Radio Punto Nuovo

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Franco Ordine, giornalista: “Telenovela Osimhen? Sono cose sempre esistite, inutile farne vittimismo per un titolo. Sono solo pettegolezzi da spogliatoio, non contano nulla. Oggi le quote dei bookmakers danno l’Inter nuovamente favorita per lo scudetto, io non ho mai cambiato idea: Inter e Napoli sono favorite, Milan terzo. Continuo ad avere quest’idea, piantata sulla base dei fatti. Do 40% all’Inter, 40% al Napoli e 20% al Milan per le possibilità scudetto. Il problema vero di fondo che purtroppo tra gli interisti si ignora è la malsana idea secondo cui, siccome hai subito qualche torto negli anni passati, tutto quello che di buono ti viene regalato è una giustificazione. Gli interisti non sono piangioni, dicono che sia dovuto per riparare agli anni passati. Deferimenti Napoli? Nessuna ripercussione, non credo proprio. Non ci sono state conseguenze sulla classifica quando non venivano pagati gli stipendi, figuriamoci ora. Bologna-Milan? È successo già altre volte: l’anno scorso se il Milan vinceva con il Cagliari aveva già la Champions assicurata. Quando ha la pressione addosso vengono fuori tutti i vizi di gioventù, quando invece tutti li considerano spacciati rialzano la testa. Napoli ora o mai più? Pensarla così sarebbe un errore, il problema vero è l’età media della squadra perché è nel pieno della sua maturità. Però nello sport ora o mai più non si dice mai”.

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Gaetano Fontana, ex Napoli ed allenatore: “Il mio calcio era più pratico e viveva di più sulle qualità individuali. Nasceva la tattica abbinata all’abilità calcistica. Oggi è un vantaggio per i giocatori avere informazioni su come ragiona un singolo elemento avversario, ci sono conoscenze sui principi e gli sviluppi più approfonditi. Oggi c’è una conoscenza diversa e per un atleta questo è un vantaggio. Siamo indietro in Italia rispetto ai campionati stranieri perché c’è una cultura che differenzia le cose. Chi ti dà intensità, chi ti dà volume di corsa sono i giocatori evoluti ma allo stesso tempo giocano. In Italia facciamo fatica a reclutare giovani calciatori che al primo errore bocciamo, siamo costretti ad appoggiarci all’usato sicuro. Negli altri Paesi hanno la pazienza di aspettare invece. Napoli-Fiorentina? Pesa di più l’assenza di Torreira per la Viola invece che quella di Anguissa. Le squadre cercano di bloccare Torreira nella prima costruzione e Italiano lo sgancia appoggiandolo agli attaccanti, cosa che è risultata vincente perché con i suoi inserimenti ha anche determinato alcune partite. Lui ha raggiunto una completezza e mancando lui sarà un vantaggio per il Napoli. Anguissa recentemente è venuto meno e il Napoli ha trovato nuovi equilibri in quella zona di campo. Benevento in Serie A? C’è la possibilità, vincendo la partita da recuperare andrebbero a 3 punti dalla prima. L’organico è pronto per andare fino in fondo, anche se non è semplice vincerle tutte. Caserta vive per il calcio e fa esprimere i suoi giocatori al meglio. Ci possono essere dei cali, sono pur sempre uomini. Il Covid incide tanto, non è un’influenza da smaltire. Bisogna mantenere accesa la luce, la scintilla che faccia intuire che possono giocarsela fino alla fine”.

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Antonello Valentini, ex dirigente FIGC: “Napoli e Bari? I De Laurentiis decideranno cosa fare. In base ad una norma approvata dalla Federazione dalla stagione 2024/25 non potranno più avere la doppia proprietà. Decideranno loro se vendere il Napoli o il Bari, in base alle convenienze, gli interessi se e quando vendere quale società. Chiaro che non si possono paragonare le due società, il Napoli è una grande realtà del calcio europeo. Però bisogna rispettare la storia e le tradizioni di ogni singola piazza. All’inizio dei De Laurentiis sono stato critico perché per me avevano sottovalutato la piazza e rischiavano di farla diventare una succursale del Napoli. Non può essere per una questione di serietà e coerenza. Devo dire che dopo i primi due anni di incertezze, i De Laurentiis hanno invertito la rotta e con i nuovi uomini sono arrivati i risultati. Non conoscevo Luigi De Laurentiis, ma qualche mese fa mi ha chiamato lamentandosi di quanto scritto da me per quanto riguarda la norma. Gli ho risposto ‘Io scrivo quello che voglio, faccio il giornalista ed esprimo le mie opinioni. Non accetto lezioni sulla mia correttezza professionale e sul diritto di manifestare il proprio pensiero. Le dico di più, la doppia proprietà la condivido, la condividevo e voi, che avete avuto delle obiezioni, vi siete mossi tardi. Avete perso tempo perché sono mesi che la Federazione parla di eliminare la doppia proprietà, voi avevate all’interno della Lega Serie C il presidente Ghirelli, che è membro del Consiglio federale’. Il Napoli aveva all’interno della Lega Serie A due consiglieri federali. In quella sede avreste dovuto immediatamente sollevare la questione. Hanno perso un sacco di tempo, finché si è arrivati all’approvazione del Consiglio federale della norma contro la doppia proprietà. Adesso si sono affidati all’avvocato Grassani per contestare la costituzionalità o la legittimità di questa norma. Vedremo cosa decideranno gli organi competenti. Non me ne vorranno gli amici napoletani, amo la città, ma da tifoso del Bari mi auguro, dopo aver criticato a suo tempo De Laurentiis, che decidano di puntare sul Bari vendendo il Napoli. Questa del Bari è anche una vittoria del calcio meridionale. In questo sprint finale, non essendo tifoso di nessuna in A, mi auguro che il Napoli, facendo tutti gli scongiuri, possa finire alla grande questo campionato. Ci siamo capiti (ride, ndr)”.

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