Gli interventi di Antonio Giordano, Corrado Orrico e Giorgio Perinetti a Radio Marte

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Giordano, giornalista

“Nei minuti finali di Empoli è successo quello che può succedere in una partita di calcio. Certo, non accade spesso, ma è successo qualcosa che non ti aspettavi. 

Ritiro, tweet e dietrofront? Al giorno d’oggi esiste un livello di comunicazione alto e non accadrebbe una cosa del gente a Juve, Inter, Milan, Roma o Atalanta. Il Napoli si porta dietro dei difetti storici, l’organizzazione centralizzata attorno alla figura emerge in quei 3 tweet in 17 ore. 

Il mercato del Napoli verrà orientato su due elementi: la qualificazione in Champions e la cessione di alcuni giocatori. Insigne è già andato via, c’è da capire quale sarà il futuro di Osimhen, Koulibaly e Fabian, vedremo chi andrà via. 

Nessuno mette in discussione che il futuro di Spalletti sia a Napoli, lo dice il contratto, a me piuttosto sembra incredibile mettere in discussione Spalletti. 

Ci sono degli atteggiamenti schizofrenici che appartengono all’ambiente perché al di dà delle analisi giuste dopo una sconfitta così clamorosa, mettere in discussione un allenatore non credo sia corretto”.  

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Corrado Orrico, allenatore

“Ad Empoli sul 2-0 è mancata al Napoli l’umiltà di difendere il risultato e la sottovalutazione dell’Empoli che non era nuovo ai ritorni scoppiettanti sul finale. Il mio amico Spalletti doveva mettere più giocatori di forza e meno calciatori raffinati e non adatti al ritorno violento dell’Empoli. Non solo Demme e non Zielinski, avrei dato più forza al centrocampo e a tutta la difesa. 

A Napoli non vedo spogliatoio diviso, rapporti precari tra allenatore e società, i problemi sono solo tecnici e Spalletti deve rivedere qualcosa. Mancano i giocatori boscaioli, cioè quelli che vanno nel bosco e fanno legna. E’ probabile che la rosa del Napoli sia insufficiente. Il Napoli squadra è questa, arriva terza ed è un successo”. 

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Giorgio Perinetti, dirigente

“Il ritiro non-ritiro è la conseguenza della sconfitta clamorosa di Empoli, non solo inaspettata, ma impensabile. Il ritiro può essere imposto dalla società, ma questo delegittima l’allenatore e probabilmente il secondo tweet del Napoli indica proprio che l’allenatore concorda con la società. Poi, dopo un confronto tra presidente e allenatore, è stato deciso che la squadra poteva allenarsi e sostituire il ritiro con le cene di gruppo che fanno molto più bene. Il ritiro una volta era incontro, condivisione adesso invece, i giocatori vanno in camera e sono occupati con i social e la play station. Sarebbe stato più giusto non prendere decisioni nell’immediato, ma aspettare di passare la notte e confrontarsi. 

Ho sempre ritenuto il Napoli l’alterativa più pericolosa dell’Inter. I fatti mi stanno smentendo e questo calo così netto credo sia frutto di poca brillantezza fisica e non lucidità mentale”. 

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