Gli interventi di Benoit Cauet, Sergej Aleinikov e Bryan Roy a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Benoit Cauet, ex calciatore, fra le tante, di Paris Saint Germain ed Inter. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

In ambito di calciomercato, il Milan ha messo nel mirino Renato Sanches e Sven Botman, oltre ad aver già acquistato Yacine Adli dal Bordeaux: questi calciatori potrebbe consentire al Milan di compiere un passo in avanti?
“Questi calciatori sono in orbita Milan già da un po’ di tempo. Renato Sanches e Sven Botman sono stati protagonisti di una stagione fantastica nell’anno in cui il Lille si aggiudicò la Ligue 1, non tanto, invece, nell’ultima annata. Sono profili perfetti per il campionato italiano, hanno qualità straordinarie. In particolare Renato Sanches, giocatore fortissimo, che in Francia è esploso completamente, dopo la regressione vissuta in Baviera al Bayern Monaco. Per quanto concerne Yacine Adli, quest’anno è stato condizionato dalla stagione del Bordeaux e dalle difficoltà finanziarie ed economiche del club. La sua annata è stata piuttosto discreta, non forse come quella precedente, ma resta un calciatore ugualmente talentuoso, il quale possiede un’ottima visione di gioco”.
Hai vestito la maglia del Psg, questa squadra ci insegna che non basta avere tanti soldi per vincere: cosa manca a questo club per poter trionfare?
“Al Psg manca ciò che ha invece il Real Madrid. Forse il sacrificio da parte di tutti, una società particolarmente organizzata e disciplinata, soprattutto per la gestione complicata di alcuni calciatori. Non basta alcune volte avere dei campioni per vincere, anche se durante la sera della finale di Champions gli spagnolo avevano in panchina grandi giocatori, i quali hanno accettato e rispettato le scelte di Ancelotti perché può succede di non giocare. A Parigi, invece, lo scenario è differente, resta una società che non è in grado di imporre la propria importanza”
Il Bayern Monaco potrebbe presentare un’offerta al Napoli per Osimhen, gli azzurri potrebbero sostituirlo con Terrier: come vede questi possibili colpi?
“Osimhen è un calciatore straordinario, quest’anno ha mostrato le sue capacità esplodendo completamente. È un ragazzo d’oro, il quale offre costantemente un apporto rilevante al Napoli. È stato fondamentale ed ha attirato naturalmente l’attenzione di alcune squadre, soprattutto il Bayer Monaco per sostituire il partente Lewandowski. Anche Terrier è un calciatore molto importante, in Francia ha fatto molto bene”.
Dopo alcuni anni al Napoli, Milik è approdato al Marsiglia: il braccio di ferro effettuato con la società ha dato ragione a De Laurentiis e Giuntoli?
“A Marsiglia Milik si è ritrovato, è un calciatore amato dai tifosi ed ha disputato una buona stagione. Si è fatto valere ed è stato determinante in più di un’occasione. Dopo gli infortuni rimediati, si è ritagliato il suo spazio in Francia, anche perché la squadra ha la stessa volontà e determinazione del Napoli. Il club è comunque contento del suo lavoro”.
Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, l’Italia ha perso anche la sfida con l’Argentina: forse mancano i fondamentali tecnici alla Nazionale di Mancini?
“Non è bastata la vittoria dell’Europeo all’Italia, anche se è stata brava a creare un certo tipo di mentalità. Il percorso europeo è stato fantastico, è stata una cavalcata incredibile. Dopo, però, quando si vince, si riscontrano delle difficoltà come la Francia al termine del successo dei Mondiali. Bisogna considerare i problemi affrontati dalle squadre in seguito al conseguimento di alcune vittorie. La Nazionale italiana, tuttavia, ha alcuni calciatori importanti su cui contare”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Sergej Aleinikov, attualmente allenatore ed ex calciatore, fra le tante, di Juventus e Lecce. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Allegri è tornato alla Juve questa stagione senza brillare: come giudica il suo ritorno alla corte bianconera? “Il mio parere è questo: un tecnico che ha svolto un ottimo lavoro in una squadra, nel ritornare in quel determinato club fa sempre fatica a ripetere i risultati positivi precedenti. Con tutto il rispetto, tutti i grandi allenatori tornati nelle loro vecchie squadre, non hanno ottenuto gli effetti sperati”. Kvaratskhelia sarà presto un nuovo calciatore del Napoli: quali saranno le difficoltà che riscontrerà nell’ambientazione con il calcio italiano? “I ragazzi di oggi sono particolarmente abituati ai cambiamenti. Conoscendo leggermente calciatori di origini georgiane, essi hanno delle caratteristiche tecniche simili agli italiani; Kvhvicha, dunque, non dovrebber riscontrare particolari difficoltà all’approdo in Serie A. Potrebbe far bene, ma esiste anche la possibilità che possa incontrare delle complicazioni, nessuno lo saprà finché non scenderà in campo”. Il Lecce è finalmente tornato in Serie A: con una rosa costituita da una sfilza di giovani, quanto sara difficile conseguire l’obiettivo? “Sarà difficile ottenere la salvezza in Serie A il prossimo anno per il Lecce di Baroni con una rosa di così tanti giovani, sarà un lavoro pesante perché in alcune circostanze è importante avere calciatori d’esperienza in grado di assicurare la competenza necessaria alla permanenza nel massimo campionato”. Al termine di una grande stagione, la Salernitana ha raggiunto l’obiettivo salvezza, anche se ieri c’è stato l’addio clamoroso del ds Sabatini: cosa pensa a riguardo? “È un episodio inspiegabile ciò che è successo a Salerno. La Salernitana, infatti, ha disputato un campionato straordinario, un vero miracolo sportivo. Nel calcio, tuttavia, possono succedere cose Inspiegabile”. La stagione di Lobotka al Napoli è stata straordinaria, grazie anche all’apporto delle sue caratteristiche: come giudica la crescita dello slovacco, arrivato in città come oggetto misterioso ed invece si è affermato ai massimi livelli? “Per un calciatore è rilevante sempre trovare la squadra adatta ed esaltare le sue caratteristiche. Per un ragazzo, se riesce a scovare la sua realtà ideale ed ottiene la fiducia dell’allenatore, la maturazione è una conseguenza naturale. Se nella prossima stagione Stranislav dovesse ripetere la stagione disputata, confermerebbe le sue ottime qualità”. Fabian Ruiz potrebbe salutare il Napoli in estate: gradirebbe la coppia di centrocampo Anguissa-Lobotka? Quale nome, inoltre, consiglierebbe al dirigenza azzurra per sostituire lo spagnolo? “È un discorso particolare, preferisco non consigliare così tanto, non conoscendo particolarmente bene le dinamiche. Pobga ha lasciato lo United a parametro zero e potrebbe approdare alla Juve: come giudica il suo ritorno? “Si tratta di un trasferimento che potrebbe comportare delle conseguenze sia positive sia negative. Dipende molto dall’ambiente nel quale dovrà inserirsi e dal meccanismo della Juve. Se il calciatore, infatti, non è pronto per il gioco di Allegri, sarà difficile che possa esprimere al massimo le sue potenzialità”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Bryan Roy, direttore del settore giovanile dell’Ajax ed ex calciatore dei lancieri.
Di seguito un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Non sei più parte dell’organigramma dei lancieri? “Già tanti anni ormai, da giugno 2014. Adesso sono all’interno della dirigenza dell’Ajax ed ho una vita tranquilla, no stress”. Raiola era un grande procuratore, ma era anche amico dei calciatori: ti ricordi i primi approcci di Mino con l’Italia? “Io e Mino lavoravamo insieme per rilevare e condurre i giovani olandesi in Italia. Mino era una persona molto allegra, dall’indole tranquilla. Faceva un grande lavoro, non era facile gestire un’attività del genere. Era ancora giovane, oltre ad essere unico nell’attività che svolgeva”. Sei arrivato a Foggia nel 1992 e hai dovuto raccogliere l’eredità di un grande bomber come Signori: è stata una responsabilità onerosa? “Non era facile per me raccogliere l’eredità di Signori, di un calciatore che aveva fatto così bene. C’era molta pressione circa il mio trasferimento in una realtà così differente e provinciale, rispetto a quella dell’Ajax: Mino, infatti, mi ha aiutato tanto i primi mesi, i quali sono stati fondamentali per me. Era seduto sempre accanto al mister, senza di lui non sarebbe stato lo stesso”. Per il suo passato all’interno della dirigenza dell’Ajax, conosci bene De Ligt: questo centrale può raccogliere l’eredità di Bonucci e Chiellin nel prossimo biennio? “De Ligt ha disputato un buon campionato, gioca in un’ottima squadra come la Juve, ma in qualsiasi squadra sarebbe capace di assumersi ogni genere di responsabilità”. Noa Lang ha intenzione di terminare la sua esperienza al Club Brugge: in orbita Milan, che impatto potrebbe avere con il campionato italiano? “Ho conosciuto Noa molto piccolo e già da tanti anni fa era molto. Sono felice della sua crescita e mi auguro possa approdare al Milan. È un calciatore straordinario, uno dei talenti più promettenti del calcio olandese”. Zeman ha lasciato recentemente il Foggia per la terza volta: che ricordo pui riportare di questo grande allenatore? “Zeman è stato uno dei tecnici più importanti della mia carriera, mi ha insegnato tante nozioni. Ma non solo io, tanti altri calciatori hanno ricevuto i suoi insegnamenti preziosi. È stato un tecnico unico e rivoluzionario”.

 

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