Gli interventi di Paolo Bargiggia e Mauro Bergonzi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Paolo Bargiggia, giornalista esperto di calciomercato. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Pensiero sul calcio spezzatino? “Non voglio cadere nella trappola della nostalgia, ma lo divisione delle gare non avvicina il tifoso al sistema calcio. Serve purtroppo per le esigenze delle tv, ormai è un protocollo decretato”. Come hai visto la gara tra Lazio e Napoli? “Bisogna prima aggiungere qualcosa. La gara di questa sera dell’Atalanta può cambiare le sorti della classifica. Se dovesse perdere nuovamente il Monza, l’esperienza di Stroppa potrebbe già terminare. Gli inidizi del suo possibile sostituto conduno a Donadoni, ma ci sono riflessioni ed allo stesso tempo perplessità, anche su Thiago Motta. Settimane fa mister De Zerbi ha rifiutato l’incarico di allenare i brianzoli. Attualmente, il Bologna è in pressing sul tecnico italiano, i dirigenti dei felsinei potrebbe optare per l’esonero di Mihajlovic. L’alternativa a De Zerbi potrebbe essere Ranieri. Ad inizio stagione Roberto è stato contattato anche dall’Atalanta, ma non era convinto per le sue origini bresciane. Dopo il Lecce, anche il Napoli ha effettuato una telefonata all’allenatore per un’indagine esplorativa. La dirigenza azzurra non vuole comunque cambiare guida tecnica; ci sono stati dei colloqui con Spalletti e l’allarme sembra essere rientrato, in seguito anche successo con la Lazio. Ad oggi bisogna fare alcune riflessioni: è necessario effettuare pochi cambi, Kvaratskhelia è insostituibile e Raspadori non può essere il sostituto del georgiano”. Sulla questione turnover? “Senza entrare nei particolari, a Spalletti è stato ribadito di applicare un turnover ponderato. Non si può dopo quattro partite apportare così tante modifiche alla formazione titolare, non c’è neppure l’esigenza di prendere questa decisione”. Per quanto concerne il mercato degli azzurri? “A gennaio la società ha scelto di non affondare il colpo Kavas. Si sta optando per il rinnovo di Meret, che ha chiesto delle precise garanzie. Il Psg aveva accettato la cessione del costaricano nelle ultime ore di mercato, ma Keylor si è sentito bistrattato dai parigini. Aveva deciso alla fine di non trasferirsi e di restare in Francia. È necessario aggiungere che la dirigenza partenopea vuole avviare i contatti per i rinnovi di Politano, Lobotka e Rrhamani”. Juve e Roma due squadre simili: giudizio sulla loro comunicazione dei due club? “Questo parallelismo tra Allegri e Mourinho è già noto. Si tratta di due tecnici non evoluti dal punto di vista del gioco, ancorati al passato. Sono simili, le loro idee calcistiche non divertono e raccolgono la metà del potenziale delle squadre allenate. Non svolgono la fase offensiva e non riempiono mai l’area avversaria. A Firenze i bianconeri hanno disputato una partita al di sotto delle aspettative. Non comprendo neppure la decisione di Max di non schierare Vlahovic e il senso di alcune sostituzioni effettuate nel corso della gara. Comunque Allegri non ha un dirigente di spessore che lo aiuti a comprendere determinate dinamiche, la Juve sembra una società abbandonata a sé stessa per i tanti ruoli coperti dall’allenatore. Per quanto concerne Mourinho, maschera le sue lacune e le prestazioni negative, ponendo l’attenzione verso aspetti differenti. È inutile attaccare il sistema arbitrale, come fatto anche da Sarri. Mettere in discussione un organismo nazionale si ritorce soltanto contro l’andamento della squadra”. Come giustifichi la pochezza della fase difensiva dell’Inter con il Milan? Giudizio sull’assenza di Gosens? “La società dovrebbe lavorare sul calciatore. Il problema dell’Inter è legato anche in parte ad Inzaghi, un allenatore bravino, ma non bravo, e alle sue decisioni a partita in corso. Manca la mentalità vincente proposta da Conte. Alcuni nerazzurri, inoltre, stanno riscontrando delle difficoltà dal punto div vista fisico, soprattutto i tre difensori centrali Skriniar, De Vrij e Bastoni. Le idee calcistiche di Simone sono molto prevedibili; non conosco, inoltre, il motivo per il quale i nuovi acquisti trovano poco spazio”. Milan favorito per lo scudetto? “Direi di sì, è la favorita per la vittoria finale”. Dove può arrivare il Napoli in Champions? “Può andare avanti, a patto che Spalletti accentui l’intensità degli allenamenti della squadra. Luciano ha abitudini consolidate, anche la gestione delle sedute è sempre la medesima. Un possibile cambiamento potrebbe influenzare il cammino degli azzurri in Champions”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’ex arbitro Mauro Bergonzi. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Lamentale in seguito a Lazio-Napoli: parere sull’operato di Sozza? “È il miglior talento che abbiamo in Italia dal punto di vista arbitrale. È deciso e sicuro, il suo lavoro è sempre adeguato. Durante la gara tra biancocelesti ed azzurri, l’episodio Mario Rui-Lazzari doveva essere fischiato ed assegnato il rigore ai capitolini. Ma la responsabilità non è di Sozza, ma del Var, il quale sarebbe dovuto intervenire ed optare per il penalty ai padroni di casa”. Giudizio sulle dichiarazioni polemiche di Sarri verso gli arbitri? Possibile squalifica per il tecnico? “Non sono state parole felici. L’atteggiamento dei calciatori biancocelesti nelle prime giornate di campionato non è stato adeguato, hanno accerchiato l’arbitro: è una condotta sbagliata, sono necessariamente dei comportamenti differenti da parte dei giocatori”. Pensiero sull’ammonizione di Chiffi a Theo Hernandez? “Rocchi sta tentando di inserire arbitri sconosciuti e promettenti in partite rilevanti come il derby. Chiffi è meno robusto, più raffinato. Ha diretto il suo primo derby e l’ha portato a casa, anche se non ho gradito il suo operato. Ha gestito la partita con timore, ha poca personalità. In quella circostanza sarebbe stato opportuno richiamare soltanto il milanista Theo, senza estrarre il cartellino giallo. Bisogna essere determinati ed avere tanta grinta, altrimenti non si possono dirigere partite di un certo spessore”.

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