Gli interventi di Umberto Chiariello, Raffaele Di Fusco e Claudio Gavillucci a Radio Napoli Centrale

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale: “Il Napoli torna in campo, è la prima ad aprire l’ottavo turno di campionato alle ore 15:00 di sabato contro il Torino. Vincerà il Napoli nei panni del Matador – che non è più Cavani – o il Toro sarà un avversario troppo ostico per gli azzurri? Ricordando che a Milano, contro l’Inter, ha dominato ed Handanovic ha fatto la miglior partita della stagione. Torino ostico, Juric non gioca bene, ma fa giocare male gli avversari con un uomo contro uomo, senza una punta di spessore segna poco. Ripartendo dal Torino, il Napoli non si fermerà più: 12 partite consecutive. L’unica settimana tipo di questo ciclo, che si conclude il 12 novembre, sarà quella che porta alla partita contro la Roma. Torna Demme, Lobotka avrà un’alternativa; recupero lampo per Politano; Osimehn potrebbe rientrare da qui a poco e nel frattempo Raspadori e Simeone si mettono in mostra; anche Ndombele è tornato in forma. Il vero problema del Napoli sarà la turnazione, 12 partite consecutive non si possono giocare con la stessa squadra. Come ha detto Spalletti, ‘devono giocare tutti’, soprattutto per evitare di infortunare la squadra come successo alle avversarie. Il problema non è fare turnover, ma come farlo. Il calcio è bello e fetente, non sarà mai scienza esatta, ci sarà il caso ad incombere ed i centimetri, a volte, allungano la vita”.

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Raffaele Di Fusco, ex Napoli e Torino: “Parole di Cassano? Non ha tanta dimestichezza con l’italiano, bisogna interpretare quello che dice. È un bel calciatore, ma non dovrebbe mai dire una cosa del genere: ovunque è andato l’hanno cacciato, più scappato di casa di lui? Mi sembrano assurde le sue parole. La squadra del primo scudetto di Maradona era composta da grandi giocatori e altri di ottimo livello. Siamo abituati alle Cassanate, ma l’espressione usata da lui è offensiva. Catanzaro? Ci andai perché volevo giocare, all’epoca le regole erano diverse. Fui l’unico a chiedere di andar via ai tempi di Maradona, poi fui costretto a tornare. All’epoca non c’era lo svincolo, firmai con Allodi tre anni di contratto in bianco pur di andare a giocare. Bruno Giordano? Uno dei più grandi attaccanti, di una precisione di altissimo livello, era veloce, ma il suo punto debole era il colpo di testa. La mia parata più bella? Quella ad Avellino su Colomba. Scappati di casa in questo Napoli? Bisogna capire come si interpreta, ma qualche scappato di casa in squadra non fa mai male. Napoli-Torino? C’è bisogno che il Napoli faccia il Napoli, in quel caso il Toro è inferiore”.

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Claudio Gavillucci ex arbitro: “Maria Sole Ferrieri Caputi in Sassuolo-Salernitana spero sia un punto di partenza, per la collega sarà una bella vetrina e bisogna subito buttarsi alle spalle l’esordio perché dovrà essere un percorso che porterà le donne ad avere più opportunità, come accade in altri sport. Il movimento arbitrale femminile, come quello calcistico, negli ultimi anni ha avuto la giusta rilevanza e spero si prosegua su questa strada. Tra i punti dell’agenda di Trentalange c’era da mettere in pratica lo sviluppo del movimento femminile all’interno dell’arbitraggio. Nel momento del fischio iniziale, il calcio trasforma tutti, dal punto di vista della personalità sono convinto che le donne sono superiori agli uomini in ogni campo. Il punto debole potrebbe essere l’aspetto atletico, ma nel caso specifico, la Ferrieri Caputi viene dall’atletica leggera e sembra essere superiore a tanti colleghi uomini. Arbitri donne in Inghilterra? In giro per l’Europa si sta spingendo l’arbitraggio femminile. In Inghilterra c’è la Welch che non ha ancora arbitrato in Premier. Polemica con Sarri? Fino al momento in cui l’AIA si riparava dietro un muro di gomma, sono stato il primo a restarne contrariato. C’è stata un’apertura mediatica e non mi aspetto che un allenatore qualificato come lui si lasci andare ad uno sfogo del genere di fronte ad un episodio che non era così clamoroso. Do 100% ragione all’AIA. Quando inizieranno a parlare gli arbitri dopo le partite? Non è una questione che riguarda solo l’AIA, ci sono dinamiche relative anche al giudice sportivo e va gestito insieme alla FIGC. Ritengo che, più che parlare dopo una partita, si potrebbe dare la possibilità di poter ascoltare colloqui tra VAR e arbitro e renderebbe tutto molto trasparente. Credo che dalla stagione prossima, come succede già negli USA, accadrà anche in Italia. Gli arbitri e i giocatori non sono abituati a farsi ascoltare, quindi va capito da un punto di vista tecnico come filtrarle senza fastidi”.

Commenti