Un piccolo stop forzato che ha fatto trepidare i tifosi azzurri, ma che trova subito rassicurazioni cliniche da parte degli esperti. Scott McTominay si sottoporrà a un intervento di ablazione ad campo pulsato (PFA) per correggere una lieve aritmia benigna riscontrata di recente. A fare chiarezza sull’entità dell’anomalia e sulle tempistiche per il ritorno in campo è il dottor Luigi Piccenna, cardiologo dell’ospedale Cardarelli di Napoli.
«Come ci si accorge di un’aritmia?»
«Un atleta conosce benissimo il proprio corpo essendo sottoposto a sforzi continui e viaggiando a frequenze più alte delle persone comuni. Accorgersi di un’alterazione del normale ritmo sinusale del cuore è facile perché è come sentire un rotolamento all’interno del cuore che subito ti fa capire che c’è qualcosa di strano, di anomalo.»
«In che consiste l’intervento di correzione mediante ablazione?»
«La PFA è un tipo di ablazione a campo pulsato, l’acronimo in inglese di Pulsed Field Ablation. È una tecnica abbastanza recente e non è termica. Si utilizza soprattutto per la fibrillazione atriale. Sfrutta impulsi elettrici brevissimi ad alta intensità che vanno a colpire le cellule deputate a quell’aritmia. È un’indagine molto selettiva. Le membrane delle cellule miocardiche vengono bucate e muoiono.»
«Quali sono i termini di recupero per interventi del genere?»
«Di solito si parla di due o tre giorni di degenza, quattro o cinque di riposo e poi nell’arco di una settimana o al massimo dieci giorni, e dopo i normali esami di controllo come l’Holter cardiaco per escludere complicanze, l’atleta può ritenersi pronto a ripartire e a ricominciare.»
«Di solito c’è il rischio di complicanze?»
«No. Come detto, la PFA è un intervento molto selettivo perché va a colpire direttamente le cellule che sono state la causa dell’aritmia. È mirato e non va a ledere le strutture vicine. In sintesi, concludo dicendo che la fibrillazione atriale, che si presenta in cuori sani come nel caso di McTominay, può essere un episodio isolato nella vita di una persona e quindi non ripresentarsi più.»
«Al tifoso, ora, chiediamo: quanto perderà in queste settimane il Napoli senza Scott?»
«Perderà molto a centrocampo ma anche in attacco visto che McTominay ha sempre segnato come una punta. Per fortuna, anche per il tipo di intervento a cui verrà sottoposto, rientrerà bene sia fisicamente che psicologicamente. Quando risolvi un problema del genere migliora anche la tua qualità di vita. Sei più sereno.»
Il quadro medico descritto dal dottor Piccenna traccia un percorso di rientro lineare per il centrocampista scozzese. Grazie alla natura benigna del disturbo e all’efficacia della tecnica PFA, l’operazione permetterà a McTominay di tornare a disposizione di Massimiliano Allegri subito dopo la sosta per le nazionali, pienamente ristabilito e pronto a riprendere il proprio ruolo centrale nel centrocampo partenopeo.