Chiariello, Prandelli, Di Fusco, Ordine a Radio Napoli Centrale

Raffaele Di Fusco: “Allegri deve trovare la formula per De Bruyne. Sosta troppo lunga”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Raffaele Di Fusco: “Non è un problema ritornare dopo un infortunio, Meret non vedrà l’ora di ritornare in campo. L’unico pericolo è che magari vorrà strafare, ma non è da Meret. Solitamente succede per chi torna da un infortunio e vuole strafare per mettersi in mostra. Convinto del 3-4-2-1? Se Max ritiene di fare questo passaggio, per i vari infortuni e per dare supporto a Hojlund, in ottima forma insieme a De Bruyne. De Bruyne deve crescere in leadership in campo? Non deve crescere, è già un leader. Ma con il Belgio gioca meglio perché nel campionato italiano c’è più tattica, ha bisogno di più libertà. Va lasciato libero. Allegri vorrà dare una formula per lasciargli libertà. La lunga sosta? Le soste così lunghe fanno bene per chi ha bisogno di recuperare da un infortunio, ma non per i calciatori. Così lunghe non servono secondo me. Delle soste vanno fatte, perché si gioca molto, ma non così lunghe. Cosa mi aspetto da Como-Roma? Insieme all’Inter sono squadre che esprimono un calcio propositivo, giocando in maniera differente. La rosa più forte ce l’ha l’Inter. Progetto di risistemare la classifica? Già andare in Champions quest’anno è difficile. Serve fare punti con le piccole, altrimenti diventa dura. Ci siamo indeboliti con gli infortuni. E il gap è aumentato con le altre, visto che si sono rinforzate. Il lavoro di Allegri va guardato a marzo”

Franco Ordine: “Ecco che cosa chiederei ad Allegri. Malagò-Buonfiglio-Abodi, telenovela di Totò”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Franco Ordine: “Come sono stato senza Serie A? Non ho avuto nostalgia. Abbiamo avuto lo psicodramma Malagò-Buonfiglio-Abodi, che ci ha impegnati per molti giorni. Non voglio fare paragoni storici impegnativi. Nel passato ci sono stati altri casi. L’unico interprete imbattibile di questa telenovela poteva essere Totò. Solo lui avrebbe potuto concludere questo psicodramma del calcio italiano, ma anche di tutto lo sport visto il coinvolgimento del CONI. Allo studio ci sarebbe l’uscita del segretario della FIGC Brunelli, considerato l’autore dell’errore sul tesseramento. Sarà sostituito da Viglione. Noto uomo di potere e noto tifoso Inter. Le prime cinque giornate ci hanno regalato l’inedita candidatura di Roma e Como. Le settimane però sono lunghe e comincia un nuovo campionato. Le carte saranno rimescolate. Juventus e Napoli sono dietro, ma scaleranno posizioni. Cosa chiederei ad Allegri? Gli chiederei se alla luce del rendimento super di Vergara, De Bruyne, Hojlund, avesse fatto una riflessione. Evidentemente non è un problema di preparazione. Io penso che il Napoli a pieno regime, con tutta la rosa, alla lunga può dire la sua. Quanto spaventa il Sassuolo di Aquilani al Milan? Tantissimo, perché il Sassuolo sceglie le partite di grande appeal per fare le grandi imprese. Era successo già con Grosso. Ed è successo quest’anno con la Juventus. Il Milan gioca contro il Sassuolo la quarta partita fuoricasa in sei giornate. Ora nella politica calcistica il Milan conta come il sette di bastoni a briscola”

Cesare Prandelli: “Io vicino al Napoli, ho parlato con De Laurentiis. De Bruyne non va ingabbiato. Allegri? È quello giusto!”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Cesare Prandelli: “Se ci avrei creduto che l’Italia non avrebbe centrato il Mondiale nei successivi 12 anni? C’erano già avvisaglie all’epoca. Vedevamo nei settori giovanili giocatori interessanti, che però non venivano fatti giocare. Eravamo preoccupati. Roberto Mancini ha deciso in maniera perentoria che questa è la strada, è una rivoluzione. Abbiamo visto molti ragazzi interessanti. Abbiamo visto una squadra che ha voglia di stare in campo, di essere protagonista. C’è grande voglia di fare, di rischiare. Si è ridato entusiasmo all’ambiente. La cosa più importante è ricominciare dai giovani. Non abbiamo campioni o grandissimi talenti, ma giovani che possono fare cose interessanti. Doumbia mi ricorda un po’ Verratti? Sì, strano che quel Verratti non fu preso in Serie A. L’unica richiesta importante arrivava dal PSG, non ebbe richieste dalla Serie A, me lo disse stesso Marco. Allora vuol dire che un po’ di responsabilità ce l’hanno anche i dirigenti. È cambiato il trend in Serie A? Forse si, per un solo motivo: se hai giovani interessanti devi farli crescere perché altrimenti devi andare sul mercato. Ma molti ragazzi arrivati dall’estero hanno fatto fatica, meglio andare sui nostri giovani. Come credo che Allegri possa affrontare queste difficoltà? Ho una grande considerazione di Allegri. La squadra è potenzialmente forte. Deve cercare di recuperare tutti i giocatori. Una volta fatto, vedremo un Napoli molto più propositivo. Un riferimento è che De Bruyne in Nazionale ha dimostrato il campione che è, magari non bisogna ingabbiarlo in un ruolo preciso, ma lasciarlo libero. Penso che Max possa fare bene con un recupero completo dei giocatori. La difesa a tre e quel tridente con Neres De Bruyne e Hojlund? Sì, quel tridente offensivo è molto interessante. Io non sono amante dei sistemi di gioco. Siamo diventati specialisti dei sistemi di gioco, ma il sistema di gioco è un richiamo della fase difensiva. Io voglio capire quanti giocatori attaccano, quanti ne restano dietro e fanno le preventive. Secondo me il calcio è questo. Il Napoli deve togliersi di dosso questa rigidità e Allegri è la persona giusta per valorizzare tutti i calciatori. I miei attaccanti hanno segnato molto? Ho avuto fortuna (ndr). Ho avuto Gilardino, Adriano, Mutu, Toni e tanti altri o anche Balotelli. Penso che se hai attaccanti con il senso del gol, il tuo sviluppo è quello di far concludere l’attaccante. A me non piace quando l’attaccante partecipa, fa gioco. Solo Harry Kane lo fa. Io gli attaccanti li volevo in area di rigore, io ti do la possibilità di avere 3-4 palle gol e se dopo sei bravo, la butti dentro. Pio Esposito e Hojlund possono fare questo lavoro? Certo. In questi anni abbiamo cercato con insistenza il passaggio filtrante, va anche bene. Ma gli attaccanti sognano di avere palla dagli esterni. E dobbiamo rivedere un po’ lo sviluppo offensivo. Se vedo qualcosa dei miei insegnamenti su Abate e Aquilani? Abate aveva tempi perfetti, creava superiorità a centrocampo, poi aveva questa capacità di attaccare la profondità. Con Aquilani abbiamo discusso un po’ quando smise, perché gli chiedevo delle cose e lui non si sentiva pronto. Era un giocatore di grandissima qualità. Lui mi disse di averlo capito dopo, Alberto è molto introspettivo, cerca qualità, fa autonanalisi. È molto intrigante il suo percorso. Io non mi aspetto nulla dai miei ex calciatori, ne ho avuti tanti. Gilardino era nato per il gol, pensavo che avesse solo quella capacità di lettura. Ma sta dimostrando di avere grandi letture durante le partite. Ha grande capacità di trasmettere carattere. Non mi meraviglio più di nulla. L’importante è trovare l’ambiente giusto. Il rimpianto più grande? La finale EURO 2012 sì. Quello è stato un grande percorso. Come stato anche il percorso verso il Mondiale, con la qualificazione a due giornate d’anticipo. Poi al Mondiale, con quel morso di Suarez, eravamo in dieci. Non siamo stati molto fortunati, però ci siamo arrivati. Se sono stato vicino al Napoli? Sono stato vicino al Napoli, De Laurentiis mi chiamò molte volte, ma ero CT della Nazionale. Avevo un impegno troppo importante, ero rispettoso del mio ruolo. A malincuore dissi di no. Ci siamo anche visti con De Laurentiis. Ci siamo anche parlati, però avevo preso un impegno e io li mantengo. Ero rispettoso nei confronti della federazione”

Umberto Chiariello: “Ecco l’ostacolo sul nuovo centro sportivo del Napoli”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Umberto Chiariello: “Ho letto molte inesattezze. Qual è lo stato dell’arte sui campi sportivi a Qualiano? Faccio una cronologia. Sono stati individuati territori atti a costruire il centro sportivo del Napoli. È previsto un laghetto per un vezzo del Presidente. Sono previsti 10 campi di calcio. Di cui un piccolo stadio da 2000 posti per la Youth League. Sono previsti parcheggi. Occorrono 18 ettari. Il Napoli, dopo un lungo girovagare, si è armato di tecnici professionisti, è andato a fare visure dappertutto. Questi terreni di Qualiano sono stati esaminati in ogni dettaglio: sono stati fatti i carotaggi. Il Presidente De Laurentiis ha voluto conoscere il Sindaco di Qualiano, perché vuole conoscere le persone, perché non vuole avere problemi di natura cammorristica. Ha trovato interlocutori validi. Già nel gennaio 2024 ci fu un primo approccio tra un dirigente del Napoli e l’amministrazione, poi sembrava decaduta questa possibilità. Nel 2025 ha ripreso quota questa possibilità e si è arrivati a identificare i terreni certificati ARPAC, ossia la certificazione che i terreni agricoli siano buoni. Qualcuno ha soffiato sul fuoco e si è fatta circolare che in prossimità dei terreni individuati ci sia una vecchia cava dismessa, da anni chiusa. Questa cava sarebbe stata identificata come una sentina di rifiuti tossici. Ma non è vero. Si tratta di una cava chiusa. Non ci sono discariche nei pressi e non ci sono rifiuti tossici. Questi territori, in parte, erano soggetti a beni ambientali. C’era un vincolo archeologico per cui si sono dovute individuare aree senza questo vincolo. E sono state trovate: ci sono due proprietà che hanno questi terreni. È iniziata così la trattativa. Si è trovato un primo accordo intorno ad una cifra. Si tratta di terreni agricoli. Questa cifra è stata smussata di pochi spiccioli. I proprietari hanno accettato anche uno sconto. La cosa fondamentale è che al termine dell’acquisto notarile il Napoli spenderà qualche milione d’euro che oltre a servire per acquisire dei terreni di cui stiamo parlando, servono anche per gli oneri di urbanizzazione che sono obbligatori per legge. Il Comune è pronto ad ampliare e mettere in sicurezza la strada d’accesso per il centro sportivo. Non è affatto saltata la trattativa. Il Napoli deve investire qualche milione per acquistare il terreno, poi magari 40 milioni per il centro sportivo e deve avere la certezza che si tratti di un acquisto a prova di bomba. Dunque, i legali stanno facendo le pulci perché non ci devono essere ostacoli. Purtroppo una particella di questi terreni, che appartengono a queste due società, è risultata ad essere soggetta di un’antica ipoteca. Quanto questa ipoteca possa ostacolare la trattativa non sono in grado di saperlo. Qualora non si riuscisse a rimuovere l’ostacolo le strade sono due: o trovano una nuova particella di terreno che sostituisca quella interessata dall’ipoteca e la cosa va avanti o la trattativa potrebbe saltare. Quello che mi risulta è che Aurelio De Laurentiis vuole andare avanti e aspettare che i tecnici risolvano il problema. Per questo non si è firmato in questi giorni. L’amministrazione di Qualiano si è messa a disposizione. L’acquisto è subordinato all’approvazione della ZES della variazione della destinazione d’uso in edilizia sportiva. De Laurentiis vorrebbe iniziare i lavori con l’anno nuovo, l’idea è cominciare entro la primavera i lavori per il nuovo centro sportivo. Non c’è nessun sequestro, nessuna inchiesta in atto. Sono tutte sciocchezze. C’è una particella che blocca l’acquisto e si sta lavorando per trovare la soluzione a questo problema insorto. L’ostacolo è tecnico giuridico, un’ipoteca è comunque un problema da risolvere. La disponibilità di costruire il centro sportivo a Qualiano è totale”

Commenti
Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui