Nel calcio esistono gol sbagliati a porta vuota che entrano di diritto nelle classifiche delle gaffe più clamorose di sempre. Raramente, però, dietro un errore apparentemente inspiegabile si cela una motivazione che esula dalle leggi della fisica e sfocia nel paranormale. È quanto accaduto il 1° maggio 2005 allo stadio Ciutat de València, durante la sfida del campionato spagnolo tra i padroni di casa del Levante e il Málaga.
Nel corso della partita, il centrocampista portoghese del Málaga, Sérgio Paulo Barbosa Valente – noto a tutti come Duda –, si ritrovò al termine di un’azione d’attacco con il pallone tra i piedi a pochissimi metri dalla linea di porta, dopo aver superato l’estremo difensore avversario. Con la porta completamente spalancata e senza alcun difensore a contrastarlo, il gol pareva una pura formalità. Tuttavia, anziché scagliare la sfera in rete, il calciatore si bloccò per una frazione di secondo e tentò un passaggio impreciso e goffo verso un compagno di squadra, vanificando l’occasione.
Lo sconcerto tra i tifosi sugli spalti e i telespettatori fu immediato, ma le spiegazioni fornite dal protagonista nel dopogara e negli anni successivi trasformarono la vicenda in un vero e proprio caso di cronaca insolita. Duda dichiarò con totale convinzione di essersi arrestato perché una figura indistinta e spettrale si era palesata improvvisamente proprio sulla linea di porta, sbarrandogli la vista e disorientandolo al momento dell’impatto con il pallone.
Ad alimentare la suggestione attorno all’episodio intervenne anche il folklore locale legato all’impianto di Orriols, la cui porta sud fu costruita su un terreno che la leggenda popolare vuole segnato da antiche dispute territoriali e presunte maledizioni. Che si sia trattato di un’illusione ottica momentanea, di un vuoto di concentrazione o di una genuina manifestazione di suggestione sul terreno di gioco, l’errore di Duda resta una delle pagine più enigmatiche della storia della Liga spagnola.