Stefano Sorrentino, Alessio De Giuseppe e Diego Armando Maradona jr a Terzo Tempo Calcio Napoli

Sorrentino a Terzo Tempo: “De Bruyne è un campione, ma non un leader. Se non è felice a Napoli, non è obbligato a restare”

Stefano Sorrentino, ex portiere, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “De Bruyne? C’è differenza tra essere un campione ed essere un leader. Mi dispiace dirlo, in questo caso si parla di un campione che non è un leader. Ha parlato quando è andato via Conte, così siamo tutti capaci. Uno con gli attributi parla chiaramente. A Villarreal è stato richiamato da Allegri e ha fatto finta di non sentire, mandandolo a quel paese. Se De Bruyne non è contento, non è felice, non è obbligato a stare a Napoli. Io personalmente non me lo terrei. È il giocatore più forte, che ha più curriculum. 

Mi sarei aspettato che il ds Manna si fosse presentato in conferenza stampa dopo la partita contro il Porto. Oppure, domani prima della Lazio. 

Il Napoli ha giocatori che devono essere messi sotto pressione, come succedeva con Conte negli ultimi due anni. Con Allegri questo non succede, c’è un rapporto diverso.

Gattuso? Mi sento spesso con lui, quando è stato ufficializzato alla Lazio gli chiesi chi glielo avesse fatto fare. Lui mi ha risposto chiaramente che queste sfide gli piacciono”.

DAZN, De Giuseppe a Terzo Tempo: “Napoli in netta difficoltà, i giocatori non hanno la mente libera. Non penso che Allegri sia il primo dei colpevoli”

Alessio De Giuseppe, giornalista di DAZN, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero:
“Tra Juventus e Napoli c’è stata una situazione abbastanza analoga. Però ci sono delle basi che sembrano mancare nei due ambienti. Al Napoli la vittoria di domenica serve ad Allegri. De Bruyne? Tecnicamente indiscutibile, però l’atteggiamento nell’intervallo contro la Juventus sapeva di passività, anche a livello di linguaggio del corpo, che non è d’aiuto alla squadra. Sembrava distaccato e disinteressato con quell’atteggiamento. Mi risulta che abbia accettato di buon grado il nuovo ruolo da regista.
Allegri non penso sia il primo dei colpevoli, anzi. Era stato preso per gestire lo spogliatoio, ma è difficile. L’età media è molto alta, ci sono tanti infortuni. Il problema è della scorsa estate, sul mercato sono arrivati solo Badiashile e Favasuli.
McTominay dopo la partita contro il Porto mi ha stupito. Era molto arrabbiato e nervoso. Hojlund penso si riferisse al fatto di assumersi delle responsabilità insieme alla squadra. 
Contro la Juve ho visto Allegri impazzire a inizio ripresa quando la squadra iniziava a verticalizzare tanto. C’era stata una comunicazione di Allegri verso Landucci, che aveva comunicato di dover gestire il pallone. Non è stato ascoltato, Rafa Marin ha verticalizzato di nuovo e poi sull’azione successiva è arrivato il gol della Juve. La sensazione è che siano talmente in difficoltà e con la mente non libera che non riescano a seguire le indicazioni.
Domenica in teoria si affrontano lo spogliatoio più unito, ovvero la Lazio, e quello che sembra più spaccato, quello del Napoli. Sarà interessante capire come si comporteranno in campo”.

Maradona jr. a Terzo Tempo: “Il ciclo del Napoli è finito e si fa fatica ad ammetterlo”

Diego Armando Maradona junior, allenatore, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero:
“La sensazione è quella di non avere un obiettivo comune, che ognuno sia un’entità a sé. Non vedo questa unione e la voglia di arrivare a un obiettivo tutti insieme e su questo ha responsabilità l’allenatore, però si è sempre parlato di un gruppo bello, unito, però poi vedo che questa cosa si è sfaldata. Perché 
Il Napoli contro il Porto ha preso il primo gol dopo pochi minuti perdendosi il giocatore più pericoloso in area. Nella seconda rete c’è troppa distanza tra i difensori, poi il 3-1 è arrivato con un’altra disattenzione su calcio d’angolo. Tutto ciò dimostra che la squadra non c’è con il cervello dentro la partita.
C’è una frase di Politano che ci fa capire la situazione mentale della squadra. Lui ha detto che una cosa è perdere 2-1 e un’altra è prenderne quattro. Ed è tristissima. E la cosa ancora più triste è che ha ragione.
I numeri nel calcio danno al massimo un 20% di quello che succede dentro al campo. Io mi chiedo perché si faccia così tanta fatica ad ammettere una cosa naturale: è finito un ciclo. Ed è una cosa normalissima. Però c’è un’altra cosa che mi lascia perplesso. Non è vero che la società non ha capito, perché ha provato a togliersi dei giocatori e non c’è riuscito. So per certo che il Napoli ha provato a togliersi 4-5 calciatori e non c’è riuscito. Il Napoli ha ricevuto un’offerta di 16 milioni per Lang e non l’ha dato via. Se un allenatore come Conte dice dopo quattro mesi che certi giocatori non sono adatti per certi obiettivi, vuol dire che poi il club è tornato indietro. 
Penso che De Bruyne possa essere sfruttato da regista con la Lazio, che lascia tanti spazi e la sua qualità può portare dei benefici. Mi piacerebbe vedere più Vergara che Giovane vicino a Hojlund, perché tende di più a buttarsi nello spazio”.

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