
Kokorin e Mamaev “alla sbarra” e sotto gli occhi di tutti. Fotografi, giornalisti, poliziotti, giudici e familiari. Il primo si è presentato con sua madre – visibilmente sconvolta e in lacrime al momento della sentenza – mentre Mamaev era insieme a sua moglie. Vite sconvolte e famiglie distrutte “per una birra in più”, come riferito dal vice-presidente della Duma di Stato Igor Lebedev. I due calciatori, ubriachi di prima mattina, hanno aggredito due persone e adesso rischiano fino a 7 anni di carcere. Intanto, in attesa del giudizio definitivo, andranno 2 mesi in prigione. Decisione dei giudici, una misura preventiva influenzata dal fatto che entrambi “hanno le risorse per fuggire”. Nonostante le richieste di entrambi – libertà vigilata o su cauzione – i giudici hanno rifiutato. Sarà carcere.
Cosa rischiano Kokorin e Mamaev
Pugno di ferro quindi, con la legge non si scherza. E adesso? Nonostante due lettere di pentimento, Kokorin e Mamaev andranno nella sezione 2 del carcere di nel carcere di Butyrka, a Mosca. Saranno isolati, non potranno parlare tra loro o con gli altri detenuti. In cella saranno da soli. Loro, un frigo e una tv, ovviamente niente telefoni. Rischiano fino a 7 anni di reclusione per le due aggressioni, la prima nel caffè ai danni di Denis Pak – funzionario del Ministero del Commercio a cui Kokorin ha lanciato una sedia – e la seconda a Vitaly Solovchuk, autista di una tv. Ora cosa li aspetta? In base all’articolo 116 del codice penale della Federazione Russa, i due calciatori rischiano fino a due anni di reclusione per l’aggressione al caffè (pena massima, la minima è 360 ore di lavoro obbligatorio). Mentre riguardo il caso di Solovchuck – “danni alla salute”, art. 112 – rischiano fino a 5 anni di carcere (l’uomo è finito all’ospedale) Al tempo stesso, l’avvocato di Denis Pak li ha accusati anche di teppismo. Capitolo campo: la Russian Premier League ha parlato chiaro in una nota ufficiale: “Non c’è posto per i bulli nel calcio, siamo davvero indignati”. Mentre lo stesso Lebedev ha aggiunto che i due “sono morti come calciatori”. Mai più in Nazionale, forse mai più in Russia, soprattutto perché la federazione sta valutando una squalifica a vita per entrambi.
Fonte: Sky