Brasile-Messico, le chiavi della sfida

L’ingresso di Filipe Luis non cambia nulla nei meccanismi del Brasile: si attacca prevalentemente a sinistra e l’interazione con Neymar (che tende a rimanere largo) è sempre di qualità.

Neymar rispetto alle qualificazioni, dove tendeva ad accentrarsi di più partendo da sinistra, preferisce ora legare il gioco venendo incontro e semplificando i movimenti di Coutinho, che partendo da mezzala può rimanere più frequentemente nella sua posizione più interna. Forse riportare il fuoriclasse del PSG in posizione più esterna è un atto funzionale a esaltarne la migliore qualità tecnica, quelle del dribbling (addirittura 9 riusciti contro la Serbia) mentre Coutinho in posizione più interna può agire più da rifinitore soprattutto per gli scatti in profondità di Gabriel Jesus e Paulinho: contro il Costa Rica il fantasista del Barcellona ha messo a segno 6 passaggi chiave, contro la Serbia ben 4 filtranti.

In ogni caso la catena sinistra del Brasile non necessariamente è utile per sfondare su quel lato, ma anche per poter poi scoprire spazio sul lato debole per gli uno-contro-uno di Willian, le sovrapposizioni di Fagner (che sarà ancora confermato, con Danilo non al meglio) e gli inserimenti di Paulinho. In questo senso sta tornando utile un’insospettabile precisione di Casemiro nei cambi di gioco: rispetto alla partita con la Svizzera il mediano del Real Madrid ha aumentato la sua quantità di passaggi lunghi, mettendone a segno 4 su 5 tentati contro il Costa Rica e addirittura 6 su 6 tentati contro la Serbia.

Le contromosse del Messico

La prima annotazione da fare, tuttavia, è che la catena sinistra del Brasile si andrà a scontrare con la zona destra del Messico, che è quella dove gli uomini di Osorio difendono meglio. Il terzino Alvarez e soprattutto l’esterno Layun (che in realtà è un terzino naturale) sono più efficaci in fase difensiva rispetto agli omologhi del lato sinistro, Gallardo e Lozano rispettivamente. Inoltre nella zona di centro-destra agirà anche Herrera, che nel 4-4-1-1 difensivo del Messico gioca come mediano destro e dovrà vedersela principalmente con Coutinho, sfruttando la sua irruenza senza palla (a volte perfino eccessiva) per limitarne il talento e l’influenza: Herrera contro la Germania è stato il giocatore messicano con più contrasti effettuati (8) e ha messo a segno 2 palloni intercettati.

Il Messico difende di base a zona ma spicca per un fortissimo orientamento sull’uomo: la difesa si disallinea piuttosto facilmente per seguire gli scatti in profondità o i movimenti incontro degli attaccanti avversari, mentre gli esterni di centrocampo sono spesso chiamati a ripiegamenti profondissimi per coprire gli inserimenti soprattutto delle mezzali avversarie, un compito che spetterà appunto a Layun su Coutinho e soprattutto a Lozano su Paulinho.

In fase di possesso gli uomini di Osorio cercano spesso la giocata in verticale con il riferimento su Chicharito Hernandez, che parte nominalmente come centravanti del 4-2-3-1 ma che il più delle volte viene incontro e offre precisi appoggi di prima liberando spazio all’attacco alla profondità di Vela e Lozano. In questo senso Casemiro sarà chiamato a un puntuale lavoro difensivo in quella zona, simile a quello efficace svolto in finale di Champions League su Firmino che nel Liverpool svolge una funzione da centravanti di raccordo piuttosto simile a quella di Chicharito Hernandez nel Messico.

Per aprire spazi in verticale il Messico potrebbe anche cercare di disporsi a 3 in costruzione, come ha fatto soprattutto contro la Svezia alzando il terzino sinistro Gallardo: La linea a 3 del Costa Rica, ad esempio, attraeva sempre il pressing di Willian, Gabriel Jesus e Neymar e il Messico potrebbe così sfruttare l’allungamento del Brasile per mettere in atto le sue veloci combinazioni in verticale. In quel caso l’ampiezza viene garantita a destra da Layun a tutta fascia, mentre a sinistra si alternano Gallardo e Lozano, uno in posizione più interna e uno vicino alla linea laterale, con Gallardo che in alcuni casi svolge la funzione di vero e proprio falso terzino nelle coperture preventive in caso di palla persa.

Fonte: Sky

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