Negli ottavi di finale d’Europa League, il Napoli affronterà la Dinamo Mosca, che nel turno precedente ha battuto nel doppio confronto l’Anderlecht. Il ruolino di marcia dei russi fino ad ora in Europa è stato impressionante: è l’unica squadra ad aver terminato il proprio girone a punteggio pieno, e ha vinto 7 gare nelle ultime 8, pareggiandone solo una. In campionato la Dinamo è al terzo posto in classifica, ma con una gara da recuperare: alla ripresa del campionato dopo la sosta invernale, ha battuto l’Ufa (11mo in classifica) con un secco 3-1: reti di Ionov, Valbuena e Kuranyi, una vittoria che consolida la squadra moscovita al terzo posto a due soli punti dal secondo posto del Cska Mosca.
L’infortunio dell’esterno destro d’attacco , in dubbio per la sfida col Napoli, è stato l’unico segnale negativo del match. Ionov, dopo avere segnato un gol e fornito l’assist per il raddoppio della Dinamo, è uscito dal campo malconcio per uno scontro con un avversario al 39’.
La Dinamo (4-2-3-1) ha giocato in scioltezza con le sue manovre offensive di qualità ispirate dal francese Mathieu Valbuena (31 anni), autentico “cervello” della squadra. Hanno funzionato le sovrapposizioni sulle corsie esterne dove dominano Igor Denisov a destra e l’ungherese Balasz Dzsudzsak a sinistra. Nessun problema in difesa dove giganteggia il congolese Christopher Samba (30 anni, 1,93), centrale in coppia con lo slovacco Tomas Hubocan (30 anni). Nelle ultime 11 partite, la Dinamo ha segnato 23 gol incassandone 14 confermando d’essere una squadra molto offensiva.
Stanislav Cherchesov, ex portiere e allenatore della squadra dallo scorso 9 aprile è la guida della Dinamo Mosca che è stata potenziata negli ultimi anni con l’arrivo di molti calciatori che giocano in diverse Nazionali. La curiosità riguarda un suo precedente personale quando difendeva i pali dello Spartak di Mosca: nella stagione ’90-’91, i russi eliminarono infatti i partenopei dalla maggiore delle due competizioni Europee ai calci di rigore.
L’attuale rosa è composta da ottimi giocatori: la maggior parte degli investimenti sono arrivati in concomitanza della crisi e del fallimento dell’Anzhi: Kokorin, Dzsudzsak, Ionov, Zhirkov, Denisov e Samba. Kevin Kuranyi e il già citato Mathieu Valbuena (ex O. Marsiglia, avversario del Napoli l’anno scorso in Champions), tra gli altri, sono andati a rinforzare la squadra russa portando soprattutto una maggiore dose di esperienza in campo internazionale. Kokorin è l’uomo simbolo della squadra: gioca molto di sponda con la squadra, aiutandola a salire in contropiede e sviluppare la manovra.
Il 4-2-3-1 di Cherchesov è un 4-4-1-1 in fase di non possesso molto compatto, che non offre spazi e di rado si sbilancia. Il gioco della squadra allenata da Cherchesov si basa sulla velocità degli esterni e grazie ad una punta centrale prolifica e mobile. Paradossalmente, però, il tallone d’Achille di una squadra allenata da un ex portiere è proprio il titolare fra i pali: Gabulov e Shunin sono tutt’altro che insuperabili. La squadra solitamente si schiera col 4-2-3-1, modulo speculare a quello del Napoli, ma a differenza di Benìtez il tecnico opta anche per il classico 4-4-2.
Il dato che può far ben sperare Benitez e gli azzurri è che la retroguardia moscovita concede sempre qualche occasione di troppo: provare a chiudere la qualificazione domani al San Paolo in vista della sempre ostica trasferta gelida russa.
Giuseppe Di Marzo
