EDITORIALE POST CHAMPIONS – Cambiano gli allenatori ma la musica è sempre la stessa, ancora non ci siamo

Editoriale post Champions League – Il Napoli, sotto la guida del nuovo arrivato in panchina, Francesco Calzona, pareggia nuovamente per 1 a 1, al Maradona, al cospetto dei catalani del Barcellona, nel primo match degli ottavi di Champions. L’approccio degli azzurri, alla partita, non è dei più felici, giocatori molto timorosi dell’avversario a cui concedono una buona mezz’ora di supremazia territoriale nella quale i blaugrana sfiorano, un paio di volte, la rete, sventata dalle parate di Meret, assai attento e concentrato. Solo nel finale del primo tempo, il Napoli esce fuori alla distanza, senza tuttavia essere mai pericoloso. Nella rfipresa registriamo il vantaggio degli ospiti sempre a causa di errori difensivi. Poi  arriva il pari di Osimhen nell’unico tiro in porta scagliato contro l’estremo difensore tedesco che, di interventi veri e propri, non ne fa mai. Miglioramenti in fase offensiva quindi, pure con il ct della Slovacchia non si vedono, tuttavia il nuovo allenatore è appena arrivato e ha svolto solamente due allenamenti prima di questo ottavo di andata. I partenopei restano ancora molto lontani dalllo standard abituale della stagione dello scudetto. Calzona, in conferenza stampa si è detto soddisfatto dei suoi calciatori che hanno lottato fino all’ultimo per non uscire battuti davanti ai propri tifosi ma, a mio modesto avviso, non hanno disputato una gran partita, cambiano gli allenatori ma la musica pare essere sempre la stessa, ancora troppi passaggi all’indietro e scarsa personalità in avanti, tanto è vero che il gol, giunge  grazie ad uno spunto personale del nigeriano, unico e solo goleador della squadra. Le idde dell’ex vice di Sarri, sulla carta,  non sono male, però, al momento restano tali. Rispetto a Mazzarri avrà anche più coraggio, tuttavia, nettere fuori Kvaraskhelia, il quale, pur non brillando, può sempre cacciare fuori dal cilindro il famoso coniglio è stato un azzardo. Un giocatore simile dotato di estro e fantasia, se fossi un allenatore non lo toglierei mai. Il merito dell’ultimo arrivato è quello di aver messo grande energia in campo facendo entrare Lindstrom, Traorè, Simeone e Raspadori giocando, quindi con quattro punte, senza paura. In realtà, il Napoli questa gara, ha  rischiato di perderla, ma anche di vincerla negli ultimi minuti se avvesse avuto più concretezza offensiva. Ora il tecnico azzurro avrà a disposizione 20 giorni per ricompattare una squadra che, ieri, è sembrata ancora ammalata.  Il bomber nigeriano, benché non al top, si è rivelato il salvatore provvidenziale, senza il quale, a causa delle solite carenze in avanti, probabilmente, il Napoli avrebbe subito un’altra sconfitta. E’stato decisivo pure per il subentrante allenatore, che, grazie a lui, ha potuto debuttare con un risultato positivo, eppure è stato tirato fuori dal campo subito dopo la sua rete, anzi la sostituzione stava per effettuarsi qualche secondo prima e per fatalità non è successo, quando si dice il destino. Teniamoci stretto questo risultato, perché era impossibile che da un giorno all’altro ci fosse una svolta, solo il tempo ci dirà se Calzona sarà stato capace di fare meglio dei suoi predecessori. 

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