Il prossimo ostacolo sulla strada del Napoli porta il nome del Cagliari, una squadra che negli ultimi mesi ha cambiato pelle, identità e persino guida tecnica. Con l’arrivo in panchina di Fabio Pisacane, ex difensore rossoblù e simbolo di determinazione, i sardi hanno intrapreso un percorso più pragmatico, fatto di organizzazione tattica, densità centrale e tanta compattezza. Una formazione che magari non incanta, ma che sa rendersi ostica, soprattutto quando può giocare sulle seconde palle e sulle transizioni.
Di seguito l’analisi completa del loro momento, del sistema di gioco, dei numeri e degli uomini da tenere realmente d’occhio.
L’ALLENATORE: FABIO PISACANE, GRINTA E ORDINe
Pisacane è stato promosso in estate alla guida della prima squadra, dopo anni nel settore giovanile. La sua filosofia è chiara: solidità prima di tutto, blocco squadra corto, aggressività nei duelli, sfruttamento delle fasce e del contropiede.
È un tecnico “di campo”, pratico, che preferisce un calcio reattivo piuttosto che possesso insistito.
IL MODULO: 3-5-2 COME BASE, FLESSIBILITÀ COME REGOLA
Il Cagliari si dispone nella maggior parte delle gare con un 3-5-2 molto riconoscibile:
Difesa a tre con centrali fisici, capaci di reggere numerosi duelli.
Esterni a tutta fascia che devono lavorare tanto in copertura e nelle ripartenze.
Mediana a tre dove la fisicità è dominante: inserimenti, pressing e coperture preventive sono il cuore del sistema.
Due attaccanti: uno più dinamico e tecnico (Esposito), l’altro più strutturato e fisico (Borrelli).
In alcune situazioni Pisacane passa a un 3-4-2-1 o abbassa un interno per creare un 3-6-1 difensivo, ma la filosofia non cambia: squadra corta, intensità e ricerca della profondità.
I NUMERI FINO A OGGI: 11 PUNTI E UNA DIFESA CHE SCRICCHIOLA
Il Cagliari occupa attualmente la 14ª posizione con 11 punti conquistati:
2 vittorie
5 pareggi
5 sconfitte
Gol fatti: 1 a partita di media
Produzione offensiva limitata: i rossoblù non trovano con facilità soluzioni pulite e spesso vivono di episodi.
Gol subiti: 1.42 a partita
Il dato che pesa di più. La difesa non è sempre impermeabile e concede occasioni in quasi tutte le sfide.
Clean sheets: pochissime
Il Cagliari subisce con regolarità: dettaglio molto importante in chiave match.
COMPORTAMENTO IN TRASFERTA
Curiosamente, i numeri esterni sono meno negativi rispetto a quelli casalinghi:
1.17 gol subiti fuori casa, contro 1.67 alla Unipol Domus.
Questo significa che lontano dalla Sardegna il Cagliari si compatta di più, rinuncia a salire e attende l’errore dell’avversario per poi colpire in ripartenza.
Non sono però una squadra che chiude completamente la porta: le occasioni le concedono sempre.
GLI UOMINI CHIAVE
Sebastiano Esposito
Giocatore più tecnico della squadra. Abbina rapidità, dribbling e mobilità: è lui l’arma più pericolosa nelle transizioni.
Gennaro Borrelli
Punta fisica, fondamentale per duelli aerei, sponde e lotta su ogni pallone. Nel 3-5-2 è il riferimento centrale.
Elia Caprile
Portiere affidabile, ex Napoli, probabilmente il migliore della rosa. Tiene in piedi il Cagliari in molte partite.
Michael Folorunsho
Centrocampista dinamico, box-to-box, dotato di grande potenza. Altro ex partenopeo, è il fulcro della mediana, ottimo nei recuperi e negli inserimenti.
Gli esterni
Elemento decisivo nel sistema di Pisacane: spingono molto ma devono anche correre all’indietro per coprire il 3-5-2. Palestra è un giovane molto interessante e risulta già sui taccuini dei migliori club europei.
PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI
Punti di forza
Compattezza e densità centrale.
Transizioni rapide con Esposito.
Buona struttura fisica per difendere i duelli.
Portiere di livello.
Punti deboli
Difesa perforabile con grande regolarità.
Produzione offensiva bassa se non trovano spazi.
Fasce vulnerabili quando gli esterni sono costretti a difendere basso.
Mediana che soffre se pressata con continuità.
COSA ASPETTARSI CONTRO IL NAPOLI
Il Cagliari verrà a contenere, tenere blocco basso e colpire sulle ripartenze.
Pisacane non verrà per giocare “a viso aperto”: proverà piuttosto a sfruttare eventuali errori tecnici o spazi dietro gli esterni.
Per batterli, servirà: ritmo alto, ampiezza, pressione costante sulla loro mediana e attenzione ai ribaltamenti di Esposito e alle seconde palle su Borrelli.
Una partita che il Napoli può indirizzare, ma da non sottovalutare: il Cagliari non è brillante, ma è ostico, fisico, ruvido. E quando si chiude nei 20 metri finali diventa squadra difficile da scardinare.