IL SALISCENDI: Gilmour faro del Napoli, Hojlund si incaponisce e tradisce

Torna l’appuntamento con «Il Saliscendi», la rubrica che analizza luci e ombre dell’ultimo impegno agonistico del Napoli. Nel pareggio per 1-1 maturato al «Franchi» contro la Fiorentina, emergono due prestazioni diametralmente opposte che hanno caratterizzato la contesa nel capoluogo toscano.

IL MIGLIORE: Billy Gilmour

È una prestazione totale, da leader tecnico e tattico, quella messa in campo dallo scozzese sul terreno di Firenze. Oltre a trovare la gioia personale con la rete del momentaneo vantaggio, il mediano macina chilometri per tutto l’arco della gara, confermandosi centrocampista universale di assoluto valore. Dotato di una straordinaria visione di gioco, illumina la manovra azzurra con aperture illuminanti, mantenendo una lucidità tattica invidiabile anche nei momenti di massima pressione viola. Impeccabile in entrambe le fasi, si rivela preziosissimo anche in interdizione recuperando un quantitativo enorme di palloni.

IL PEGGIORE: Rasmus Hojlund

Una giornata decisamente no per l’attaccante, apparso meno efficace del solito e mai realmente incisivo. Certamente non aiutato dal canovaccio della gara, caratterizzato da troppi lanci lunghi che lo hanno visto spesso isolato nella morsa dei difensori fiorentini, il centravanti ci mette del suo peccando di eccessivo egoismo. In più di un’occasione si incaponisce in percussioni solitarie e infruttuose anziché servire i compagni meglio posizionati, vanificando potenziali ripartenze e finendo per spegnere la spinta offensiva della squadra.

Il punto strappato a Firenze lascia in dote la certezza di un Gilmour sempre più imprescindibile per geometria e sostanza, ma evidenzia la necessità di servire meglio Hojlund, chiamato a sua volta a giocate più altruiste e funzionali al collettivo.

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