L’esperto di calciomercato prevede un gennaio di interventi in difesa, a centrocampo e in attacco: «Non può bastare il solo Hojlund». E spiega il mercato estivo ridotto a Favasuli e Badiashile con i limiti di bilancio del club
Mentre Scott McTominay si avvicina al rientro in campo, in casa Napoli resta aperto il tema del rinnovo. A fare il punto è Gianluca Di Marzio nell’intervista sul calciomercato per bet365.com: «Il rinnovo di McTominay è un tassello importante. La società è già al lavoro per cercare di trovare un’intesa e credo che alla fine possa essere trovata». Ma il giornalista guarda anche al mercato di gennaio, quando il Napoli proverà a rinforzare tutti i reparti dopo un’estate condizionata dai limiti di bilancio, che hanno ridotto gli acquisti a Favasuli e Badiashile. In attacco, avverte Di Marzio, non può bastare il solo Hojlund.
L’inizio di stagione del Napoli ha sollevato qualche dubbio sulla rosa costruita in estate. Pensi che manchi ancora qualcosa e, se sì, quale reparto andrebbe rinforzato? E quanto sarà importante per il Napoli assicurarsi il futuro di McTominay, viste le recenti discussioni sul suo conto?
Sicuramente il Napoli ha bisogno di rinforzarsi. In estate non lo ha fatto anche perché aveva tanti giocatori in rosa che rientravano dai prestiti, e perché aveva dei limiti legati al proprio bilancio e a condizionamenti interni che gli hanno impedito di fare determinate operazioni e di spendere. Tant’è che il mercato del Napoli si è ridotto a Favasuli e Badiashile, due operazioni assolutamente low cost. Credo che già a gennaio il Napoli proverà a intervenire, perché praticamente tutte le aree della squadra hanno bisogno di essere rinforzate e rinfrescate. Ci sono giocatori che probabilmente sono arrivati un po’ a fine ciclo, e servono sicuramente forze fresche, sia in difesa che a centrocampo, e anche in attacco, perché non può bastare il solo Hojlund. Il rinnovo di McTominay è sicuramente un tassello importante: la società è già al lavoro per cercare di trovare un’intesa e credo che alla fine possa essere trovata. Non vedo le parti così distanti.
La Juventus ha cambiato molto in estate, con diversi nuovi acquisti, ma la stagione ha evidenziato alcune difficoltà. Pensi che la rosa sia all’altezza degli obiettivi del club, o manca ancora qualcosa?
Penso che la Juventus abbia fatto tanto, ma non il massimo per potenziare la squadra, anche qui per tanti problemi legati a investimenti passati e quindi al Financial Fair Play. È stato sancito un nuovo Settlement Agreement con la UEFA, che partirà adesso e avrà durata di tre anni, nei quali la Juventus potrà sì spendere, ma dovrà farlo in maniera contenuta e mantenendo determinati accordi presi con la UEFA. Sicuramente la Juve può essere ancora migliorata. Può essere migliorata a centrocampo, dove, anche a causa di infortuni, manca un giocatore in grado di poter accompagnare l’azione offensiva, come potrebbe essere Sarr, che hanno preso dal Tottenham. Ma servono più giocatori con quelle caratteristiche e con il cambio di passo, perché è un centrocampo molto monopasso. Anche davanti ci sarà da capire il futuro di Woltemade, se resterà o meno. Ma, a prescindere da Woltemade, un altro grande attaccante la Juventus dovrà comunque prenderlo. Anche in difesa, sugli esterni e a sinistra la Juventus avrà bisogno di un intervento. È un restyling che è appena iniziato e che avrà bisogno, secondo me, almeno di un altro mercato, se non due, per poter avvicinarsi a una squadra competitiva per tornare a vincere lo Scudetto. E poi, per essere competitiva in Europa e in Champions League, magari l’anno prossimo, serviranno ancora determinati investimenti.
Anche il Milan ha cambiato molto in estate, con un nuovo allenatore, l’addio a Rafael Leão e gli arrivi di giovani di talento come Gila e Moreira e del nuovo attaccante Gonçalo Ramos. Finora però la squadra non ha convinto. Dove può arrivare il Milan in Serie A e di cosa ha bisogno Amorim a gennaio per costruire una squadra vincente?
Penso che il Milan abbia fatto un buon mercato, inserendo tre giocatori forti. Moreira credo che possa essere un’ulteriore sorpresa e possa fare ancora meglio di quel che ci si aspetti: penso che possa essere uno dei tre migliori acquisti del calciomercato italiano. Penso che Amorim abbia bisogno di tempo per costruire un’identità, e il Milan secondo me può arrivare nelle prime quattro. A gennaio avrà bisogno almeno di un difensore centrale, secondo me, per migliorare la propria affidabilità, visto che fino ad adesso il Milan ha subito troppi gol. Ma sarà soprattutto una questione di assimilare le idee di Amorim, più che di andare a comprare tanti giocatori nel mercato di gennaio.
Quale club vedi oggi come principale rivale dell’Inter?
Penso che l’avversario principale per l’Inter sia la Roma, perché ha già lavorato un anno con Gasperini e ha acquisito ancora di più la sua mentalità e il suo modo di giocare, e perché si è rinforzata ancora con i giocatori giusti, come Balerdi, Rodrigo Mora e lo stesso Molina. Non ha perso nessun giocatore importante durante l’estate, dunque, se riuscirà a mantenere un livello di intensità alto e soprattutto se riuscirà ad avere un Dybala senza infortuni, la Roma è quella che si può avvicinare di più all’Inter.
La Roma ha iniziato la stagione in modo convincente e i tifosi sognano lo Scudetto. Pensi che Gasperini riuscirà a portare trofei a Roma, e di cosa ha bisogno la squadra per essere competitiva sia in Europa che in Serie A?
Sì, penso che la Roma possa essere competitiva fino alla fine. Non so se possa vincere lo Scudetto, ma mai come quest’anno penso che possa lottare fino alla fine. Dipenderà dalle condizioni fisiche di Dybala e da come la Roma riuscirà a gestire i momenti di difficoltà, perché l’ambiente romano e romanista vive di equilibri molto sottili. Bisognerà capire, alle prime sconfitte e al primo momento critico, come la squadra e l’allenatore reagiranno, e anche come reagiranno al doppio impegno tra Europa e campionato, dato che anche giocare la Champions League toglie energie. Non so quanto la Roma oggi possa essere attrezzata per poter essere competitiva sia in Europa che in Serie A. In Serie A vedo la Roma in grado di lottare fino in fondo, in Europa ancora no, e sicuramente per essere competitiva anche in Europa avrà bisogno di migliorare ancora la squadra, se non a gennaio, in estate. Ma anche qui c’è un Financial Fair Play che sicuramente incomberà ancora di più.
Pensi che la Lazio possa proseguire il suo ottimo inizio di stagione? Perché è partita così bene nel 2026/27, e quale giocatore ti ha impressionato di più finora?
Penso che la Lazio possa continuare così. Non so se possa arrivare tra le prime quattro e quindi in Champions League, ma sicuramente è una squadra tosta, che riflette quello che è il DNA del suo allenatore. Penso che Gattuso stia trasmettendo tanto a questa squadra, che aveva bisogno, evidentemente, di una scossa emotiva e di un allenatore con una determinata personalità. Quindi credo che il merito sia principalmente di Gattuso e di alcune scelte di mercato oculate. Non solo quelle di quest’estate, ma anche quelle del mercato scorso, per esempio, quando è arrivato un giocatore come Taylor dall’Ajax, che si sta rivelando molto importante per i meccanismi della Lazio. L’acquisto più importante di quest’estate è stato sicuramente Frattesi, protagonista a tratti nell’Inter, dove è stato comunque decisivo con i suoi gol per portare i nerazzurri in finale di Champions League un anno e mezzo fa. Aveva bisogno di continuità, di un allenatore che gli desse una maglia da titolare senza discussioni. L’ha trovato in Gattuso e ha risposto subito presente, con gol e prestazioni importanti.
Guardando la rosa attuale dell’Atalanta, chi consideri il giocatore di maggior valore sul mercato? E quanto potrebbe realisticamente chiedere l’Atalanta per lui?
L’Atalanta ha tanti giocatori preziosi per il mercato, da Ederson a De Ketelaere, ma penso che il giocatore che può avere una crescita esponenziale a livello di mercato sia Carnesecchi. È già uno dei migliori portieri in Italia, ma credo che possa diventarlo anche a livello europeo. Quindi penso che in questo momento sia il giocatore di maggior valore, attuale ma soprattutto in prospettiva. Credo che sia un giocatore che possa superare anche i 50 milioni di euro come valutazione, considerando anche i prezzi di mercato dell’Atalanta, che non vende nessun giocatore, o quasi mai, sotto i 50 milioni. Penso che anche Carnesecchi supererà i 50 milioni di euro, qualora l’Atalanta dovesse decidere di venderlo.
Cagliari e Frosinone sono finora le grandi sorprese della stagione. Pensi che i grandi club si interesseranno a qualcuno dei loro giocatori nel mercato di gennaio?
Sì, è possibile. Nel Cagliari c’è sicuramente un giocatore come Romano, che ha debuttato anche in Nazionale e che può attirare l’attenzione dei grandi club italiani. Non so se il Cagliari se ne vorrà privare a gennaio, visto che l’ha appena comprato, ma sicuramente sarà il giocatore per cui riceverà più richieste. Nel Frosinone c’è sicuramente anche Kvernadze, che è un giocatore di grande talento, ma penso soprattutto a Ghedjemis, che è stato molto vicino alla cessione durante l’estate. È stato trattenuto, ma sicuramente torneranno alla carica sia dalla Scozia che dall’Inghilterra, perché è un giocatore molto forte. L’altro giocatore per il quale arriveranno offerte – ma non a gennaio – è Raimondo. Raimondo però è del Bologna: sono convinto che finirà la stagione in prestito a Frosinone e che l’estate prossima il Bologna deciderà se venderlo o riportarlo a casa per farlo giocare titolare.
Cesc Fàbregas ha costruito qualcosa di speciale a Como. Pensi che il suo prossimo passo sarà un ritorno in Premier League da allenatore? E quale club inglese sarebbe più adatto a lui?
Non so se il prossimo step possa essere la Premier League, ma sicuramente uno dei top 5 club europei. Non vedo Cesc Fàbregas lasciare il Como per una squadra grande ma non top. Credo che lui stesso lascerà il Como soltanto se dovesse arrivare la grande chiamata di un Chelsea, di un Arsenal, di un Barcellona, di un club di questo tipo. Non penso al Manchester City, visto che ha appena cominciato con Maresca, quindi o un Manchester United, o un Chelsea se Xabi Alonso non dovesse andare bene o un Barcellona se qualcosa non dovesse andare bene con Flick. Comunque, sicuramente lui è destinato a un top club internazionale, magari anche il Bayern se con Kompany dovessero sorgere delle difficoltà. È molto presto per dirlo, ma non credo che lui ne faccia una questione di Premier League, di Bundesliga o di Liga. Ne farà una questione di ambizione per poter essere competitivo per vincere il titolo nella sua nuova competizione ed essere competitivo anche in Champions League.
Se dovessi consigliare il Manchester United prima della sfida con il Como, cosa diresti della squadra di Fàbregas?
È difficile dare consigli a dei protagonisti sul campo da fuori. Sicuramente il Frosinone ha dimostrato che per battere il Como serve una partita perfetta ma a grande intensità. Devi pressarli per 100 minuti, senza farli ragionare, cercando di evitare che abbiano sempre il pallino del gioco, perché è una squadra che poi trova sempre delle traiettorie di gioco e la possibilità di farti gol in tutti i modi. È quindi una squadra che va pressata davvero dal primo all’ultimo minuto, devi essere al massimo delle tue condizioni fisiche e avere tutta la squadra al top, anche nei cambi, per non darle respiro. Questa penso che possa essere l’unica mossa per provare a bloccare il Como sul nascere.
Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000 i club di Serie A spendevano cifre enormi. Qual è il tuo trasferimento preferito di quel periodo?
L’acquisto che ricordo di più e che sicuramente mi ha fatto emozionare di più tra fine anni ’90 e inizio anni 2000 è quello di Ronaldo il Fenomeno. Vederlo in Italia, arrivando dal Barcellona – era il ’97 – ha cambiato l’era del calciomercato e l’era del calcio italiano. Era dai tempi di Maradona, Platini e Van Basten che non si vedeva un giocatore con quelle potenzialità. È un giocatore che ha davvero fatto emozionare tutti, non solo i tifosi dell’Inter ma anche i tifosi avversari e gli sportivi. Rimarrà uno dei più grandi giocatori che abbiano giocato in Italia. Purtroppo, in Italia è sempre più difficile, oggi, vedere arrivare giocatori di quella qualità, di quel talento e di quel potenziale, sia tecnico che umano.
Quali giocatori potrebbero essere al centro di un grande tormentone di mercato nei prossimi 12 mesi?
Credo che i protagonisti della prossima estate di mercato, anche se è molto presto, possano essere Mac Allister del Liverpool, perché non c’è aria di rinnovo, perché il Manchester City si era già interessato in estate e perché penso che possa essere un giocatore prezioso per tutti i top club europei. Penso che un’altra possibile sorpresa potrebbe essere Yildiz, per il quale già l’estate scorsa erano arrivate proposte e richieste di informazioni a tripla cifra da club come Arsenal e Tottenham, che la Juventus non ha mai valutato. La Juventus non ha mai aperto: è da capire se lo farà nel prossimo mercato, avendo anche preso Alajbegović come suo erede. Poi sarà da capire il futuro di Rodrygo ed Endrick: il primo rientrerà dall’infortunio, per il secondo vedremo se uscirà ancora in prestito o a titolo definitivo. Penso che possano essere due tormentoni brasiliani in uscita dal Real Madrid la prossima estate.
Quale giovane in Europa potrebbe essere il prossimo a superare i 100 milioni di euro di valutazione?
Penso che il nuovo mister 100 milioni o comunque il nuovo giocatore giovane da oltre 100 milioni possa essere proprio Yildiz. Qualora la Juventus dovesse mai venderlo, sarebbe sicuramente da tripla cifra, e tripla cifra anche di un certo livello. Sicuramente non 110 o 120 milioni, ma qualcosa che si avvicini più ai 150 milioni di euro. Quindi, se dovessi fare un nome che sicuramente supererà i 100 milioni di euro per una sua eventuale partenza, direi Yildiz della Juventus.
Da esperto di calciomercato, quale club europeo pensi abbia fatto il miglior mercato quest’estate, e perché? Chi si rivelerà l’acquisto dell’estate?
Penso che il miglior calciomercato europeo dell’estate sia stato quello del Paris Saint-Germain. Il PSG è riuscito a inserire ancora una volta dei talenti giovanissimi di grande qualità e di grande prospettiva, come Akliouche e Godts, giocatore che personalmente adoro. Penso che il calciomercato vada valutato non solo quando compri giocatori, ma anche quando vendi e sai vendere. Il Paris Saint-Germain ha saputo vendere sia giocatori come Kolo Muani, che non rientrava più nei piani tecnici e anche economici, riuscendo comunque a guadagnare da questa cessione, sia Gonçalo Ramos, che era un’alternativa ed è stata una cessione importantissima, perché sono stati incassati oltre 70 milioni di euro più bonus. Ma anche perché Barcola, che voleva andare via perché non trovava spazio, è stato venduto comunque a una cifra importante. Chiudo con la ciliegina, perché è arrivato Ferran Torres, che è un giocatore ideale per le caratteristiche di Luis Enrique: gli permetterà di giocare sia con una sola punta, Ferran Torres o Dembélé, sia con Dembélé centravanti e Ferran Torres pronto a entrare a partita in corso. Riuscire a prendere il protagonista, l’autore del gol che ha permesso alla Spagna di vincere il Mondiale, credo che possa rappresentare sicuramente uno dei colpi più importanti dell’estate. Ecco perché penso che il Paris Saint-Germain sia la squadra che si è mossa meglio.
L’acquisto più importante di quest’estate penso possa essere Rodri, perché può dare al Barcellona non solo quel carisma, quella leadership, quella mentalità vincente che ha acquisito sia con la Spagna che con il Manchester City, ma anche dal punto di vista tattico, perché Rodri può garantire un equilibrio ideale in una squadra molto offensiva e di grande talento come il Barcellona, che però ha sempre concesso tanti gol dal punto di vista difensivo. Rodri può essere la chiave giusta per portare il Barcellona magari ad arrivare fino in fondo anche in Champions League.
Il PSG è ancora la squadra da battere in Champions League quest’anno? Quale club consideri la minaccia più grande, e quale outsider potrebbe sorprendere e arrivare in fondo alla competizione?
Sì, penso che il PSG sia ancora la squadra più attrezzata, più ricca, con più alternative e con una qualità di gioco invidiabile – ormai gioca a memoria – e non credo che abbia perso stimoli ed entusiasmo. Quindi la ritengo ancora una favorita, anche se vincere la Champions League per il terzo anno consecutivo, lo sappiamo tutti, è difficilissimo. Penso che il Barcellona questa volta possa davvero arrivare fino in fondo, ma la squadra che mi ha impressionato di più, sia l’anno scorso che in questo inizio di stagione, e che credo possa ancora migliorare e arrivare fino in fondo, è il Bayern di Kompany. Credevo che potesse arrivare fino alla fine già l’anno scorso: ha impianto di gioco, qualità tecniche e alternative. Se Musiala starà bene al 100%, credo che il Bayern possa essere – se così vogliamo considerarla – una sorpresa capace di arrivare fino alla fine. Poi non escludiamo il Manchester City, che, al di là di tutte le situazioni extra campo che lo stanno coinvolgendo, è una squadra che secondo me aveva bisogno di cambiare. È stato un cambiamento necessario ed Enzo Maresca è l’allenatore giusto per riportarla competitiva anche in Champions League.