Ottaiano, Improta, Di Fusco e Lo Monaco a “Febbre a 90”

Anonio Ottaiano, Gianni Improta, Raffaele Di Fusco e Pietro Lo Monaco sono intervenuti a Febbre a 90, su Vikonos Radio:

Ottaiano: “Si gioca troppo ma nessuno fa niente. Tutto gira intorno ai soldi”

“Il ritmo continuo a cui i calciatori sono sottoposti indubbiamente produce più infortuni. I muscoli non hanno tempo di rilassarsi, da qualche anno si verifica questo e le squadre pagano dazio. Purtroppo è un male comune che si ripercuote sulle attività di gestione ordinaria dei club.

In 28 giorni il Napoli deve fare 9 gare, se consideriamo le partite delle Nazionali è facile che ci siano infortuni. è un cane che si morde la coda. Le soluzioni si trovano se c’è volonta di trovarle, l’indirizzo ormai è chiaro: tutto gira intorno ai soldi.

Il Napoli recupera alcuni calciatori e ne perde altri, Allegri non ha mai avuto l’intera rosa a disposizione. De Bruyne? Allegri ha visto certamnte le gare del belga in Nazioale, così come quelle di Hojlund, per cui non credo abbia bisogno di capire come far rendere al meglio i giocatori migliori. Di sicuro se De Bruyne gioca nei 30 metri avversasri diventa devastante.

La squadra avrebbe potuto avere qualche punto in più ma non sono preoccupato, ora bisogna vincere e non perdere contatti con chi è davanti. In Champions le prossime saranno fondamentali”.

Improta: “Qualcosa non quadra, non so cosa stia accadendo. Se Allegri coglie i segnali di De Bryune, rimette il Napoli in corsa”

“Non so cosa stia accadendo al Napoli, da due anni a questa parte ci sono troppi infortuni, Allegri non ha ancora avuto modo di conoscere tutti i suoi giocatori, è una situazione paradossale, qualcosa non quadra. Lo staff medico deve intervenire se c’è infortunio, mi chiedo se facciano vita regolare i giocatori perché non è possibile questo enorme numero di infortuni muscolari.

Ora bisogna fare di necessità virtù e nonostante gli infortuni non possiamo temere il Frosinone, per quanto sia una squadra organizzatissima e va rispettata.

Mc Tominay? Il ragazzo va gestito, un po’ alla volta lo si manderà in campo, c’è mancato tantissimo per la sua duttilità e capacità realizzativa. De Bruyne? Si tratta di una questione di organizzazione di gioco, nel Belgio fa cose differenti ma ora sta ad Allegri intervenire. Se coglie i segnali al volo rimette il Napoli in corsa”.

Di Fusco: “Max il meno responsabile, felice per il rientro di Meret”

“Meret è un titolare, indubbiamente, ha avuto un infortunio ma le gerarchie di Allegri mi sembrano chiare ed è anche giusto così. Gli infortuni? Si gioca troppo, chiaramente, poi è forse qualcuno non ha ancora smaltito i metodi usati in passato. Aggiungiamoci anche la predisposizione agli infortuni di molti giocatori, l’età anagrafica avanzata e il mercato pressochè inesistente ed il quadro è completo. E poi ce la si prende con Allegri, a mio parere il meno responsabile in questo momento. Anzi, sono convinto che con la sua grande esperienza Max farà grandi cose in azzurro”.

Lo Monaco: “Malagò Commissario? Dovrebbero tutti vergognarsi”

“Nel Napoli piove sul bagnato. Quello che sorprende è che a farsi male siano giocatori giovani, il che pone domande differenti. Il calendario delle Nazionali è campato in aria, non ha grande senso, con incontri così ravvicinati la percentuale di infortuni aumenta. Dispiace, in una squadra che ha già diversi infortunati per il tecnico diventa un problema allestire una formazione. Vero è che il Napoli ha una rosa ampia, in ogni caso abbiamo visto De Bruyne mi sembra tornato quello dei tempi miglori.

Malagò commissario? Una sceneggiata all’italiana, dovrebbero tutti vergognarsi e questo dimostra cosa sia diventato il calcio attuale. C’è chi pensa al proprio orticello e basta, tutti   sapevano che Malagò non fosse elegibile, l’hanno fatta in barba a tutto perché pensano di essere superiori ad ogni cosa. Poi, quando si è dovuto inficiare l’elezione ci si è inventato il Commissario eletto dal Coni.

E a dicembre lo stesso Malagò sarà magari candidato unico. Una roba ridicola, il nostro calcio ha bisogno di una rivoluzione che parta dagli uomini di calcio. Da vent’anni questo mondo è retto sempre dalle stesse realtà, che hanno fatto sì che il sistema andasse sempre più giù, senza pensare in funzione del sistema, che del resto non conoscono. Il sistema calcio è sì la Serie A, ma c’è anche la B, la C, i dilettanti, i settori giovanili, ma qualcuno evidentemente lo dimentica”.

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