Aurelio De Laurentiis approfitta della prestigiosa vetrina dei Collari d’Oro del CONI a Roma per fare il punto della situazione in casa SSC Napoli. Con i toni diretti che lo contraddistinguono, il patron azzurro ha rinnovato la piena fiducia nei confronti del proprio allenatore, Massimiliano Allegri, promuovendo a pieni voti gli ultimi accorgimenti tattici che hanno riportato serenità e risultati all’ambiente partenopeo.
“Non ho mai avuto dubbi su Allegri. Sono sempre stato silente, senza dare giudizi o fare commenti. Ora si è rimesso a tre dietro, evidentemente è lo schema che gli dà più sicurezza e abbiamo avuto successo contro il Frosinone che è una squadra vera.”
Parole che spazzano via le indiscrezioni di piazza e blindano la guida tecnica alla vigilia del delicato impegno europeo contro il Villarreal. Un appuntamento cruciale per il cammino internazionale del Napoli, su cui il presidente mantiene alta la concentrazione senza nascondere l’ottimismo per la tenuta del gruppo:
“Speriamo che domani sera le cose vadano bene. Il Villarreal gioca in casa ed è una squadra importante, ma io confido nei nostri ragazzi.”
Oltre alle vicende di campo, De Laurentiis ha spalancato le porte al dibattito sulla governance del calcio italiano, scagliandosi contro la burocrazia sportiva e prendendo una posizione netta in vista delle prossime elezioni federali. Al centro della sua difesa c’è il presidente del CONI, Giovanni Malagò, considerato un punto di riferimento imprescindibile per la crescita del movimento:
“Malagò non dovrebbe mai essere in discussione. Noi della Serie A siamo società di capitali e abbiamo a che fare con un mondo vecchio, dove ci sono personaggi che vengono eletti e devono dire la loro per giustificare il proprio ruolo. Il mondo si divide in imprenditori e prenditori. I politici sono molto spesso prenditori, capiscono poco di calcio e di dove il calcio dovrebbe andare in futuro. La Serie A confermerà la candidatura di Malagò per le elezioni FIGC del 14 dicembre? Assolutamente sì, altrimenti faremmo un passo indietro rovinoso.”
Un intervento a tutto campo che restituisce l’immagine di una società compatta attorno al proprio allenatore sul piano sportivo e, al tempo stesso, determinata a giocare un ruolo da protagonista nei palazzi della politica sportiva. Tra la ricerca di continuità tattica con la difesa a tre e le battaglie di sistema, il Napoli si proietta verso l’Europa con idee chiare e una leadership che non intende fare sconti a nessuno.