In una dettagliata intervista concessa al podcast “Colpi da maestro”, il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna ha tracciato un bilancio approfondito delle strategie societarie, svelando i retroscena della sessione estiva di calciomercato e analizzando l’evoluzione dell’area tecnica azzurra.
Le strategie di mercato e gli innesti
Il dirigente partenopeo si è espresso sui criteri che hanno guidato le operazioni in entrata e in uscita, spiegando le motivazioni dietro la scelta di non stravolgere l’organico:
«A sessione di mercato terminata i nostri tifosi non saranno stati contenti, perché il tifoso ha voglia di vedere il giocatore nuovo, ha voglia di emozionarsi. Noi però dovevamo seguire una linea specifica perché nel mio biennio abbiamo acquistato tanti calciatori e dovevamo rispettare i nostri parametri. La squadra era completa e abbiamo preferito non percorrere strade tortuose per non farci male».
Manna ha poi analizzato l’emergenza difensiva che ha portato all’ingaggio di Badiashile e l’inserimento del giovane Favasuli:
«Dietro non avremmo voluto fare nulla. Abbiamo provato a fare Gila all’inizio, ma non c’erano i tempi. Purtroppo Buongiorno si è fatto male e siamo dovuti riintervenire: Badiashile aveva le caratteristiche che cercavamo, ha struttura e sa giocare veloce. Bisogna assumersi il rischio. Favasuli? Cercavamo un calciatore che imparasse da Di Lorenzo. È un ragazzo interessante, un grande lavoratore e umile: valori che non si trovano più nel calcio moderno».
La gestione dell’addio di Lukaku
Spazio anche ai retroscena legati alla separazione dall’attaccante belga, operazione complessa sotto il profilo finanziario e gestionale:
«Era uno stipendio importante per noi, soprattutto perché avevamo fatto un investimento per sostituirlo con Hojlund e non è andata come ci aspettavamo anche la cessione. In un mercato complicato siamo stati fortunati. Gli auguro il meglio perché con noi ha vinto uno scudetto e ci ha dato veramente tanto».
Da Conte ad Allegri: la transizione e il colpo migliore
Il direttore sportivo ha speso parole di profonda stima nei confronti di Antonio Conte, ricordando la cavalcata tricolore, per poi illustrare le ragioni dell’ingaggio di Massimiliano Allegri:
«Con Antonio mi sono trovato benissimo, lo ringrazierò per tutta la vita. Mi ha fatto vincere uno scudetto storico e mi ha insegnato tanto. Dopo Conte era importante avere una personalità forte che lo spogliatoio e la piazza potessero riconoscere. Con Max stiamo cercando di plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza: dobbiamo cominciare a cambiare un pochino, perché siamo arrivati alla fine di un ciclo iniziato con Spalletti».
Interpellato infine su quale ritenga essere stato il suo miglior acquisto da quando veste il ruolo di direttore sportivo del Napoli, Manna non ha avuto dubbi, indicando in Scott McTominay l’operazione di maggior spessore della sua gestione.