Claudio PELLEGRINI: il Napoli avrebbe potuto vincere lo scudetto già nel 1981. Con la Juve non sarà una passeggiata…

Un gol contro la Juventus è per sempre. Soprattutto se addosso hai la maglia azzurra. Quello di Claudio Pellegrini è datato 25 gennaio 1981. Finì 1-1 al Comunale: il 71enne ex attaccante romano, con Napoli nel cuore, sbloccò il risultato dopo appena un minuto.

«Mi ricordo l’azione nei minimi particolari. Damiani si liberò sulla fascia destra e io superai Zoff di testa. Purtroppo non riuscimmo a vincere. Pareggiò Tardelli di nuca. Quando ci incontriamo, scherziamo ancora su quella partita»

Era la stagione 1980-81. Rino Marchesi in panchina, Krol fuoriclasse assoluto di un Napoli che all’improvviso si scoprì grande.


Potevate vincere lo scudetto

«Assolutamente sì. Ci è mancata cazzimma. Dovevamo crederci di più. A cinque giornate dalla fine eravamo primi in classifica con Roma e Juventus. Non ci abbiamo creduto. L’immagine di quell’annata è la sconfitta al San Paolo col Perugia, ma eravamo forti».

Lo schema classico: Krol lancia per Pellegrini
«È stato un onore giocare con Rudy, un fuoriclasse assoluto. Ci siamo incontrati l’1 agosto alla festa del centenario a Piazza Plebiscito. È stato bello stare insieme. Quel Napoli aveva un gruppo forte. C’era anche Nino Musella (scomparso il 30 settembre 2013, ndr), resterà sempre nel mio cuore».


Il mancato scudetto è in rimpianto della sua carriera?

«Sì. Potevamo farcela. Ne ho anche un altro…»

Quale?
«Non ho giocato con Maradona. Ho lasciato Napoli nel 1984 proprio quando lui arrivò. Fui scambiato con Daniel Bertoni e andai a Firenze. Sarebbe stato bello dialogare con Diego».


Adesso Pellegrini cosa fa?

«Vedo tanto calcio. E poi c’è la fotografia, la mia più grande passione. Avevo una camera oscura già quando giocavo nel Napoli. Scattavo e poi stampavo».

Quali sono i suoi soggetti preferiti?
«Scene di strada. Se vedo un viso oppure un angolo di strada che mi piace, scatto. Amo le foto in bianco e nero. Ne ho anche una del San Paolo. È stata casa mia, ci torno sempre volentieri. Due anni fa ho fatto ben quattro mostre. Ho un desiderio».

Quale?
«Mi piacerebbe organizzarne una a Napoli. Ho molti amici. Questa città mi ha dato tanto e continua a farlo. Ricevo sempre affetto».

È stato lunedì ai Campi Flegrei. «Faccio parte dell’Associazione Napoli Legends e siamo stati a Pozzuoli per una camminata di solidarietà. Abbiamo voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione degli sfollati a causa del bradisismo. Speriamo che le istituzioni facciano qualcosa».


C’è Juventus-Napoli

«Non pensiamo che sia una passeggiata. La Juve è stata sfortunata col Genoa, ha avuto diverse occasioni. La squadra è in ritiro, la società si è fatta sentire. Proveranno a reagire».

Cosa pensa del Napoli attuale?
«Pensavo partisse meglio. Magari non al primo posto in classifica, ma tra le prime tre. In alcune partite è stato molto lezioso. Ci sono ottimi palleggiatori, ma a volte è stato un po’ lento nello sviluppo del gioco. Serve maggiore velocità. Il Napoli ha l’uomo giusto».

A chi si riferisce?
«Kevin De Bruyne. Dobbiamo dare merito ad Allegri, gli ha trovato un ruolo nuovo in cui può fare bene. Il belga è bravo a verticalizzare. Mi sarebbe piaciuto giocare con Kevin, ma mi accontento di averlo fatto con Krol».

Chi vince domani?
«Mi auguro il Napoli, ma è difficile fare un pronostico».

Parliamo di Hojlund.
«Fortissimo. Sa difendere la palla e giocare in profondità. Ha segnato pochi gol finora, ma sono sicuri che arriveranno. È molto completo».

Lucca invece sta deludendo.
«Voglio andare controcorrente. Credo nelle sue qualità, lo conosco. Fare l’attaccante a Napoli e non segnare non facile. La pressione è tanta. Si deve soltanto sbloccare. Voglio pensare ancora che possa farcela».

Fonte: Repubblica

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