MELBOURNE (Australia) – Qualche conferma importante, ma anche alcuni passaggi a vuoto su cui lavorare per la Roma. Del resto, siamo a metà luglio e c’è tutto il tempo per Rudi Garcia e il suo staff. Dopo la vittoria con il Real Madrid di sabato, al Melbourne Ground Ticket (poco più di 41mila stavolta gli spettatori, circa la metà rispetto alla sfida con le merengues) in un match valido per l’International Champions Cup i giallorossi si arrendono dal dischetto al Manchester City (7-6 il punteggio definitivo), ma i 90′ conclusi sul 2-2 avevano mostrato una squadra compatta e, specie nel primo tempo, anche pericolosa, oltre che capace di rimontare per ben due volte i vice campioni d’Inghilterra (solo panchina per il centravanti bosniaco Dzeko e per Jovetic, due dei possibili uomini mercato, essendo nel mirino di club italiani) con le perle di Pjanic e Ljajic.
STERLING COLPISCE IN AVVIO, RISPONDE SUBITO PJANIC – A differenza della sfida con gli uomini di Benitez, stavolta l’avvio è shock per la Roma, subito sotto per il gol di Raheem Sterling, l’uomo da 68 milioni di euro che bagna nel migliore dei modi il suo debutto con i Citizens. Con la linea difensiva molto alta è Romagnoli, il giovane centrale inseguito dal Milan (già rifiutata a Trigoria una offerta da 25 milioni) e schierato stavolta dal primo minuto dopo che un affaticamento muscolare lo aveva fermato per il precedente match, a tenere in gioco l’ex Liverpool che s’invola tutto solo e non sbaglia davanti a De Sanctis, insaccando con un preciso destro rasoterra. La retroguardia giallorossa soffre il talento di David Silva e la rapidità dello scatenato Sterling (Manolas rischia il rigore), ma trova il pari al primo assalto: splendido destro di Pjanic dai 27 metri, nulla da fare per Caballero e pallone sotto la traversa.
COLE REGALA IL 2-1 AL CITY, MA LJAJIC LO RIAGGUANTA – L’1-1 risveglia la Lupa, che cresce con il passare dei minuti e con Torosidis, Florenzi, Totti, Gervinho e De Rossi sfiora il vantaggio prima dell’intervallo. Nella ripresa, come prevedibile, tantissimi cambi a cambiare completamente volto alle due contendenti. Ljajic centra l’esterno della rete, poi arriva la follia di Cole. L’ex Chelsea si concede un retropassaggio suicida sul quale il giovane Iheanacho si fa trovare pronto per riportare di nuovo avanti gli uomini di Pellegrini. La Roma si addormenta e Marcos Lopez esalta i riflessi di De Sanctis, decisivo nell’evitare il 3-1. La squadra di Garcia prova a reagire ma senza grande costrutto, fino a 3′ dal termine quando una splendida punizione dal limite (fallo su Doumbia) di Ljajic fredda Hart e manda la partita ai rigori, nonostante il sinistro di Tourè allo scadere metta i brividi a Lobont.
AI RIGORI FATALI GLI ERRORI DI DOUMBIA E KEITA PER I GIALLOROSSI – Dal dischetto Kolarov spara alle stelle, Doumbia con lo scavetto non sorprende Hart e allora si va a oltranza: Horsfield segna, Keita no e il City vince, intascando 2 punti e lasciandone 1 ai giallorossi. Ma per Garcia, nel percorso di crescita del suo gruppo, può anche bastare così.
MANCHESTER CITY – ROMA 7-6 AI RIGORI (2-2)
MANCHESTER CITY (4-4-2): Caballero (1′ st Hart); Sagna (1′ st Horsfield), Kompany (37′ st Evans), Mangala (1′ st Denayer), Clichy (1′ st Kolarov), Fernando (1′ st Toure), Zuculini (1′ st Lopes); Garcia (1′ st Nasri), Silva (1′ st Navas), Sterling (1′ st Barker); Iheanacho (27′ st Unal). All. Pellegrini.
ROMA (4-3-3): De Sanctis (20′ st Lobont); Florenzi (1′ st Maicon), Romagnoli (1′ st Yanga-Mbiwa), Manolas (1′ st Castan), Torosidis (1′ st Cole); Uçan (1′ st Nainggolan), De Rossi (1′ st Keita), Pjanic (20′ st Doumbia); Iturbe (1′ st Iago Falque), Totti (1′ st Destro), Gervinho (1′ st Ljajic). All. Garcia.
ARBITRO: Jarrett (Australia).
MARCATORI: nel pt 3′ Sterling (MC), 8′ Pjanic (R); nel st 6′ Iheanacho (MC), 41′ Ljajc (R).
Fonte: Repubblica
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