Con i 25 milioni all’anno dell’Etihad, l’Inter avrebbe dovuto prendere il volo: soldi freschi per far sognare i tifosi. Invece, era una truffa bella e buona. Macché Etihad. Dietro quella messinscena, c’erano il faccendiere Valerio Lattanzio e un misterioso avvocato. Come riferisce oggi il Corriere della Sera, sulla vicenda ora indagano i carabinieri e la Procura di Roma.
RECITA — Nei mesi scorsi, introdotti ai piani alti dell’Inter da Adriano Bacconi, ex consulente dei nerazzurri e volto noto come commentatore tv, i due truffatori si spacciano come intermediari di Etihad. La recita funziona per un po’ di tempo, al punto che al club arriva un’offerta – addirittura diffusa tra i tifosi e solo dopo smentita dalla stessa compagnia aerea – per una ricca sponsorizzazione: “Etihad sarebbe disposta a mettere il suo nome sulla maglia per 25 milioni di euro all’anno”.
BAGGIO — Intanto Lattanzio, dopo aver ingolosito i manager dell’Inter, va oltre: a Roma – questa volta accreditandosi proprio come un intermediario nerazzurro – va a caccia di un grande immobile – un hotel alle porte di Fiumicino – dove sarebbe dovuta sorgere l’università del calcio, diretta addirittura da Roberto Baggio. Tutto falso. Il tentativo era quello di incassare una commissione sulla compravendita.
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