Carlos Bacca (agf) MILANO – Il debutto casalingo di Cristian Brocchi sulla panchina del Milan sarà ricordato come una delle più malinconiche esibizioni calcistiche viste a San Siro negli ultimi anni: un pareggio deludente con il Carpi, nessun gol, pochissimi tiri in porta, ritmo lento e un pubblico prima silenzioso e poi sempre più indiavolato. In alcuni momenti sembrava davvero difficile pensare che si trattasse di una partita di uno dei campionati più importanti d’Europa. Alla vigilia l’ex centrocampista aveva descritto l’emozione di tornare a San Siro da protagonista. Alla fine sarà stato difficile conservare sensazioni altrettanto positive.
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RECORD INUTILE – Il Milan ha macinato gioco come nessuna altra squadra aveva fatto prima in questo campionato: 76.9% di possesso palla, battuto il record del Napoli che era arrivato a 76.2% sempre contro il Carpi. Ma in questi tre-quarti di partita controllati i rossoneri non sono riusciti a concretizzare nulla. Brocchi ha provato a far ruotare quasi tutto il potenziale offensivo a sua disposizione, lasciando però in panchina Honda. Ma non è bastato. Anzi, proprio gli elementi del tridente d’attacco (trequartista e due punte) hanno dato le risposte meno convincenti. Boateng, per la prima volta titolare, non è stato all’altezza: a ogni errore i fischi aumentavano fino alla disapprovazione generale al momento della sua uscita dal campo. Mihajlovic aveva concesso pochissimo spazio al ghanese. Da ieri è chiaro perché. E chissà se lo ha notato anche il suo sponsor Berlusconi che ieri è tornato a parlare della trattativa per la cessione delle quote: “Voglio vendere ma fare anche in modo che finisca in mani stabili e sicure – ha riportato l’agenzia Agi – se vendo quote del Milan, è solo per far sì che continui la sua storia gloriosa”.
CASO BACCA – Balotelli è calato alla distanza. Menez non ha lasciato il segno quando è entrato. Ma è Bacca il caso più spinoso: il colombiano, non in una delle sue migliori serate, ha vissuto come un affronto la sostituzione. D’altronde è il terzo cannoniere della Serie A, di gran lunga migliore bomber stagionale del Milan e autore del gol partita che ha permesso a Brocchi di vincere al debutto a Marassi con la Sampdoria. Uscire mentre la squadra aveva bisogno di sbloccare la partita lo ha mandato su tutte le furie: mancata stretta di mano a Menez, tuta abbandonata sul prato e fuga nel tunnel ignorando Brocchi, destinatario di un’occhiata feroce. L’ex Siviglia ha lasciato quasi subito lo stadio, mentre l’allenatore assicurava che un caso del genere non si ripeterà. Ed è curioso che tecnico e centravanti siano legati da una circostanza extra-calcistica: Bacca abita nella villa di Trezzano sul Naviglio fatta costruire dall’allora calciatore Brocchi nel 2003. Il numero 70 è il primo caso della gestione del successore di Mihajlovic. Una vicenda che potrebbe avere conseguenze sul mercato estivo perché il calciatore, abituato a misurarsi da protagonista in Europa col Siviglia, ha offerte interessanti.
TANTI SCONTENTI – La situazione, con quattro partite e la finale di Coppa Italia ancora da giocare, non è delle migliori: sono tanti gli scontenti all’interno dello spogliatoio, soprattutto tra gli stranieri (più compatto invece il gruppo italiano). E la squadra ieri non ha certo giocato con la determinazione necessaria a chiudere al meglio un annata negativa. Unica nota davvero positiva è lo spezzone disputato da Josè Mauri: l’ex del Parma è stato dinamico e rapido negli inserimenti, elementi che al Milan mancano tantissimo. Ed è arrivato il debutto del giovane Locatelli. Il Milan ha terribilmente bisogno della loro freschezza. Il tempo delle passerelle dei grandi ex è finito.
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Fonte: Repubblica