Il graffio di Corbo: “In viaggio oltre la Coppa”

Neanche lo spettacolo dei fuochi di artificio cancella il un dubbio: si fa proprio di tutto per salvare il calcio?

È insopportabile la fragilità della sua bellezza.

È inspiegabile l’indifferenza di chi vede tanti ragazzi in tutta Italia giocare alla guerra intorno al calcio. E non interviene.

È insostenibile il timore che la dittatura dei violenti possa coinvolgere altri giovani, portandoli lontano dal fascino di questo gioco che ti rapisce quando sei ragazzo e non ti molla più.

Rivedere i gol di Insigne e Mertens, ripensare alla lunga attesa terribilmente vissuta tra notizie frammentarie e incubi, assistere alla festa, vedere quella Coppa che Hamsik alza più alta della sua buffa cresta: è un film che continua, ma ancora tutto da capire, fermate i titoli di coda, lasciate altro tempo e spazio perché la gravità di quanto visto a Roma non rimanga una eterna e irrisolta emergenza.

Nei prossimi giorni si parlerà anche del Napoli: come cambierà, è difficile dirlo ora. Ma di che cosa abbia urgente bisogno possiamo dirlo anche qui.

Ci provo:

1) Una preparazione intensa con tutta la rosa, senza attendere gli esiti dei preliminari di Champions per decidere numero e qualità degli acquisti.

2) La conferma di Reina.

3) Un attaccante di valore pari a Higuain, magari di caratteristiche diverse.

4) Almeno un difensore e due centrocampisti di buon palleggio.

5) Non può essere Insigne l’unico napoletano del Napoli. Altri piccoli Insigne ci sono, basta aprire loro le porte con strutture e maestri edeguati in città e provincia.

La Coppa Italia non chiude una stagione indefinita. Invita a proseguire un ciclo dagli orizzonti più vasti: Benitez è una irripetibile opportunità per vincere presto e subito, e preparare squadra e successi di domani.

Una volta questa Coppa poteva sembrare un obiettivo raggiunto. Un traguardo. Una storia bella e chiusa. È solo una bandiera a scacchi bianchi e azzurri che fa partire il Napoli: l’Italia e l’Europa ne aspettano un altro, quello che in un anno si è solo intravisto.

Antonio Corbo Blog

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