Iavarone: “Napoli, la passione vincente e la pena per un calcio da rottamare”

Toni Iavarone, noto giornalista sportivo, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Con le immagini da guerriglia urbana che ancora feriscono gli occhi, forse riusciamo a pensare che quei ragazzi in campo, giocando con passione e buonsenso la finale di coppa Italia, hanno alleviato la sofferenza di un calcio ormai ridotto alla pena generale. Alla trasfigurazione e al paradosso di un Paese dove tutto si affastella, ogni cosa è spendibile per un fine, per uno scopo. Senza più etica, senso di cittadinanza. Già, Napoli-Fiorentina può aver salvato in parte l’ipocrisia di quelli che si fanno scudo della frase di rito (“sono cose che nulla hanno a che vedere con il calcio”). Ma è per il calcio che un giovane è salito su un’auto ieri mattina presto e ha raggiunto Roma. Per andare a vedere il suo Napoli contro la Fiorentina. Forse non è per il calcio che ora lotta tra la vita e la morte ma una parte del calcio era scesa sul sentiero di guerra e ha prodotto questo tentato omicidio. E quella parte é stata idealmente interlocutrice dello Stato nel decidere se la finale di coppa Italia si dovesse giocare oppure no. O meglio s’è scelto il mediatore in un capo ultrá legato a un clan camorristico con tanto di maglietta che è un folle omaggio all’assassino di un poliziotto. Dialogo? Ricerca di una soluzione? No, purtroppo l’ennesima resa in uno stadio. Perché il dramma è di ieri, ma lo scontro frontale è vecchio e l’ultimo giro di vite dopo i colpi di pistola che hanno ferito il tifoso del Napoli, lo ha inasprito. A Roma, per la prima volta, un ultrà ha usato armi da fuoco, si è sparato per una partita di calcio, come accade solo nel terzo mondo del calcio. Il delinquente romanista, che negli anni ha attraversato impunito ben tre processi, ora ha questo macabro primato. Poi l’assalto ai cordoni di sicurezza e le scene da guerriglia. Perché qui ogni gara è la vigilia di una battaglia. Da nessuna parte, in Europa, c’è una presenza così massiccia di forze dell’ordine intorno al calcio, e da nessuna parte il calcio è così esposto ai lutti, ai morti, ai feriti, alle devastazioni. È su questa lacerante contraddizione che bisognerebbe lavorare, perché la violenza, da qualunque parte arrivi, c’è sempre. Sembrava calata, stando alle statistiche, ma era solo accantonata, aspettava di riprendersi le prime pagine esattamente come gli ultrà aspettavano un’occasione per ricompattarsi, tutti uniti contro gli sbirri e i pennivendoli (giornalisti, fotografi, cineoperatori, quanti ne hanno menati ieri?). Fa bene Luca Calamai sulla Gazzetta dello Sport a chiedere a Renzi, seduto in una tribuna d’onore che impotente ha assistito alla farsa del prepartita, se non c’è da rottamare pure il mondo del pallone e i suoi vertici, i suoi presidenti e chi convive ancora nell’abbraccio velenoso con i delinquenti professionali che occupano gli stadi. Si dia da fare Renzi, affinché quella passerella di fine stagione all’Olimpico non sia ricordata solo come la lunga pantomima fatta di appelli ai capi ultrà, riunioni sotto le curve, di patti scellerati e di un governo del calcio che ormai non dà più segni di vita”.

 

 

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!