Una passeggiata, poco più di un allenamento, per gli azzurri il posticipo contro il demotivato Cagliari di Pulga, arrivato a Napoli già salvo e senza alcuno stimolo a fare da sparring partner per la facile vittoria degli uomini di Benitez. Per tutti i 90 minuti non c’è stata mai gara, tanto è stata scarsa l’opposizione che la squadra sarda ha offerto contro i partenopei. Per questi ultimi è stato facilissimo costruire occasioni e tenere ben saldo nelle proprie mani il pallino del gioco, vista l’assoluta mancanza di pressing dei rossoblù. Questa situazione ha favorito enormemente Inler e Dzemaili, padroni del centrocampo e liberi di impostare e di proporsi in appoggio liberamente. Buona la prova anche degli uomini sulla trequarti, soprattutto di Mertens, che nel primo tempo è stato l’elemento più pericoloso degli azzurri, grazie alle sue accelerazioni sulla sinistra, che però spesso non riusciva a portare a compimento con la precisione nel passaggio finale. Buona anche la prova di Hamsik, libero di giostrare dietro la punta, che con personalità ha cercato per tutta la gara di mandare a rete i compagni e, soprattutto, trovare lui stesso la rete, tuttavia non riuscendoci nemmeno dagli undici metri, confermando il suo periodo poco fortunato. L’elemento più determinante in questa serata post finale di Coppa Italia è stato però Pandev. Il macedone, schierato da prima punta al posto dell’indisponibile Higuaìn, è stato abile nel dialogare con i compagni d’attacco ed è risultato decisivo procurandosi due calci di rigori e realizzando una facile rete su assist di Callejòn.
Partita molto agevole anche per la difesa, guidata con grande autorevolezza da Federico Fernandez, sollecitata talvolta solo da sporadiche iniziative del velocissimo Ibarbo, comunque sempre tenuto bene a freno da un’accorta retroguardia. Positiva la prova di Mesto, finalmente tornato in campo dal primo minuto, e Ghoulam, abili sia a contenere le rarissime iniziative cagliaritane sugli esterni, sia, soprattutto, ad agire in fase di appoggio.
Nella ripresa c’è stato spazio anche per Colombo (alla prima presenza in campionato dopo tre anni a Napoli), Duvan Zapata, sfortunato anche lui nella sua ricerca del gol, e Radosevic, ma il copione della partita ha sempre visto gli uomini di Benitez dominare in scioltezza, soprattutto dopo l’espulsione del portiere cagliaritano Silvestri.
In una gara che poco o nulla aveva da dire sul piano agonistico, sono dunque emersi i valori tecnici nettamente superiori degli azzurri, che hanno potuto godere di una serena serata di buon calcio, dopo gli avvenimenti concitati dell’Olimpico, i cui strascichi sono stati ancor presenti al San Paolo nella mitezza dei festeggiamenti e nel comprensibile silenzio dei tifosi sugli spalti.
di Eduardo Letizia