Jolanda De Rienzo, giornalista sportiva, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Quando il calcio è aggregazione, passione, solidarietà, non esistono confini nè rivalità. Per un giorno, i tifosi di tutte le squadre di calcio, di ogni categoria, si sono riuniti nel nome di Carmelo Imbriani. Una persona, prima che un calciatore, perché “il calcio finisce, la vita resta e voglio dare sempre come uomo un ricordo importante”. E così, queste sue parole hanno accompagnato il fratello Gianpaolo per la costruzione di questo evento. In tanti sono scesi in campo per lui, non sono importanti i nomi o le squadre, perché l’affetto per Carmelo non ha un solo colore… li ha tutti. “Imbriani non mollare” si leggeva sugli spalti, un motto nato un anno fa, durante la breve malattia ma che ora è diventato il modo per ricordare, ai tanti giovani che si avvicinano a questo sport, di non smettere di credere in loro stessi. Perché con la dedizione, la passione ed il rispetto si raggiungono i risultati migliori. Lo sa bene Lorenzo Insigne, pronto a dare il massimo al raduno di Coverciano per convincere mister Prandelli. Di tutti gli azzurri impegnati nelle rispettive nazionali, lui rappresenta l’orgoglio di Napoli. Ed allora è questa l’aria che devono respirare le nuove generazioni: quando il calcio diventa aggregazione ed un Raffaele Palladino o Gianluca Grava (per dire due nomi a caso) sono lì davanti a te, sorridenti, pronti per una foto. Lo stesso sorriso che si è visto in campo durante le tre partite. Un pomeriggio soleggiato, “Carmelo, uno di noi” cantavano le curve. Dopo una giornata così, come si fa a pensare che le cose non possano cambiare? Aiutiamo l’associazione di Gianpaolo Imbriani, esportiamo i sani valori dello sport: questa settimana sul sito www.imbrianinonmollare.it ci sarà un’asta del cuore. Dalla maglia di Messi al pallone autografato del Napoli, oggetti donati da campioni veri, in campo come nella vita. Basta una donazione per portarli a casa. Costruiamo noi stessi il mondo migliore dove vogliamo vivere”.