Insigne fra stupore e gioia: “Non ci credo, vado al Mondiale!”

CHE FESTA. E allora, beleza Lorenzinho: che compleanno, vero? Che spettacolo, i 23 anni da festeggiare oggi, l’ultimo giorno utile per riuscire ad abbracciare a Perugia la famiglia e gli amici prima di prendere l’aereo che lo porterà dall’altra parte del mondo. «Nulla di più bello» . Chiuda gli occhi, please, ed esprima un desiderio soffiando forte sulle candeline come da copione: «Il mio desiderio è quello di vivere un grande Mondiale e poi disputare una splendida stagione con il Napoli». Champagne, ce n’è per tutti. E a stappare la prima bottiglia è proprio lui, Lorenzo Insigne, dal sito web ufficiale del club azzurro: la sua culla, la casa, lo scrigno. Da chiudere a tripla mandata.

IL SOGNO. Dire che questi siano i giorni più felici della sua vita, beh, magari è fin troppo per chi, come lui, è anche un padre; però è certo che il periodo inaugurato domenica scorsa con la comunicazione di Prandelli sia quanto meno il più bello della sua esistenza sportiva. «Sì, è un sogno che si avvera. Che diventa realtà. Io ci ho sempre creduto e sperato, in questa convocazione per i Mondiali» . Intercalari a parte, sia chiaro: si dice che, dopo l’ufficialità della notizia, Lorenzo abbia inforcato il telefono e sparato telefonate a raffica in famiglia al grido di, «non ci credo. Non ci credo» .

I SACRIFICI. E in effetti, a onor del vero, a un certo punto le sue speranze s’erano un po’ affievolite: diciamo a metà della settimana scorsa; facciamo dopo una chiacchierata con il ct. Poi, però, la vita l’ha saputo stupire ancora una volta: «Sono davvero felice: da bambino il mio sogno era giocare con la maglia azzurra del Napoli, la mia squadra del cuore, e ora s’è avverato anche l’altro di disputare il Mondiale con la Nazionale» . Una gioia conquistata attraverso sacrifici di ogni tipo: sembra ieri che, dopo l’esperienza con la Cavese e prima di cominciare a lavorare con il maestro Zeman, decise di darci dentro con l’atletica anche in vacanza (scelta azzeccata, considerando la resistenza e l’esplosività che ha sviluppato); sembra ancora strano che, uno come lui, coniugatore naturale del verbo “attaccare”, abbia imparato a sacrificarsi per la squadra e a difendere come un terzino; sembrava assurdo a tanti esperti – eccezion fatta per il suo scopritore Giuseppe Santoro, l’uomo che lo ha portato al Napoli -, che un giocatore alto un metro e 63 potesse guardare dall’alto tanti giganti. E’ accaduto: «Sono momenti emozionanti che non dimenticherò mai. Appena l’ho saputo ho chiamato la mia famiglia e ci siamo commossi» .

LA DANZA. Le lacrime e poi i sorrisi al cospetto del messaggio inviatogli dal presidente Aurelio De Laurentiis. «Mi ha augurato di portare la gioia partenopea al Mondiale e di danzare in campo anche per la gente di Napoli. E’ stato un messaggio molto bello: in Brasile farò di tutto per riuscire a dare dare la gioia al presidente e ai tifosi azzurri» . Oggi, nel frattempo, l’appuntamento per tutti è a Perugia, dove l’Italia di Prandelli sfida in amichevole il Lussemburgo: lady Jenny con Carmine junior; papà Carmine e mamma Patrizia; i fratelli Marco, Antonio e Roberto, che proprio con il Perugia ha festeggiato la promozione in serie B; il manager Antonio Ottaiano. Tutto il mondo di Lorenzo. Tutto l’azzurro che c’è. Buon compleanno. E in bocca al lupo.

Corriere dello Sport

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