De Laurentiis-Lamela: un amore mai finito. Il patron vuole riportare l’argentino in Italia

Verrebbe da dire: certi amori non finiscono. Perché quando s’è intuito che si stava aprendo uno spiraglio e quando poi se n’è cominciato a parlare, a De Laurentiis sono brillati gli occhi, a Benitez è scappato un sorriso e Bigon ha capito che per lui stava cominciando “l’inferno” del mercato, quello vero. Certi amori non finiscono: perché quando Erik Lamela (22) ha cominciato ad avere la forma di un’idea, De Laurentiis s’è ricordato di tutto ciò che gli avevano raccontato, dell’offerta d’un anno fa alla Roma (40 milioni per prenderselo con Marquinhos) e Benitez ha pensato che con quattro ali come l’argentino ed Insigne e Callejon e Mertens è assai più semplice pensare in grande e poi Bigon ha intuito che stava per essere inghiottito dalle fiamme d’un mercato terrificante e comunque bello. Già, perché prendere Lamela ha un senso compiuto tatticamente ed il piano è partito, le consultazioni pure e ora bisogna avvicinare il Tottenham per capire.

IL COSTO. Si chiama contatto ed è vietato immaginare il contratto: però il mercato è questo, anche i sospiri hanno un valore. Erik Lamela a Londra non ci si trova proprio benissimo, l’arrivo di Pochettino certo sembra giovare all’umore, ma il valzer è cominciato: per (ri)portarlo in Italia ci vorrebbero ventisei-ventisette milioni di euro, mica barzellette, e per cominciare eventualmente a trasformare l’intenzione in trattativa bisognerà cominciare a dare una sfoltitina alla richiesta arrivata attraverso canali laterali.

LA VOLONTA’. Il problema è ciò che è accaduto nell’estate del 2013 e quei trenta milioni di euro volati Oltremanica: è inevitabile che a Londra cerchino di recuperare il capitale o di rivalutarlo, dunque di cederlo senza minus valenza o di lustrarlo affidandolo a Pochettino. Però quella somma è ritenuta eccessiva, una prova di sfarzo altrui che non può essere emulata, anche alla luce del campionato sostenuto dal talento argentino: ma Lamela piace a chiunque, nel Napoli, e nel progetto – mica solo quello tattico, pure quello societario – lui ci sta da (piccolo) re. L’irruzione in Gran Bretagna di Bigon prevede passi graduali e però, tra le pieghe del mercato, va inserito anche il capitolo cessioni che potrebbe portare un tesoretto utile.

Corriere dello Sport

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