Armero e Vargas: due giocatori in vetrina al Mondiale in cerca di una sistemazione

Due casi molto simili ma di certo non uguali. Due nodi da sciogliere assolutamente, perché a suo tempo s’è puntato su entrambi e le fiches erano di quelle pesanti. Balla ancora nel piatto una cifra cospicua per Armero, ed una molto importante fu messa a bilancio per Vargas. Le similitudini? Entrambi hanno giocato la prima partita ai Mondiali, entrambi furono a suo tempo corteggiati ed inseguiti, salvo poi non soddisfare le aspettative. Per tutti e due quindi (chi prima e chi poi) è arrivato il prestito, è arrivato il momento di cambiare aria per provare a ritrovare la verve e (soprattutto) la quotazione perduta. Prima Edu Vargas e per due volte di seguito: al Gremio e al Valencia. Invece a Pablo Armero è toccato nel corso dell’ultima stagione trasferirsi al di là della Manica, al West Ham. Altra similitudine? Non è che poi i due cambiando club abbiano ritrovato i motivi migliori.

EDU GIRAMONDO. Per il cileno 25 presenze col Valencia condite da 5 gol e rendimento altalenante. Meglio era andata proprio in quel Brasile che adesso ha ritrovato con la sua nazionale. Col Gremio, l’anno scorso, i gol furono 9 a corredo di 37 presenze. Il tutto molto lontano però dai numeri precedenti, quelli che gli avevano propiziato il pallone d’argento sudamericano dietro Neymar, nel biennio trascorso all’Universidad de Chile. Era arrivato a Napoli il 3 gennaio 2012, per una cifra vicina ai 12 milioni, corredata da quadriennale, ma in effetti non è riuscito mai a trovare il giusto feeling con la città e lo spogliatoio.

SCETTICISMO. Mazzarri parve subito scettico, tanto che alla vigilia dell’acquisto peraltro dichiarò: «Vargas? Non lo conosco». Per poi tentennare quando si trattò di buttarlo in mischia. Lo stesso Benitez, poi, avallò il suo prestito al Valencia, ritenendolo chiuso nel suo ruolo dai vari Insigne, Mertens e Callejon. Ebbene Vargas ha fatto l’intera corsa contro l’Australia, mostrando a tratti sprazzi di bel gioco. Subito impiegato al ct Sampaoli, che lo conosce benissimo e col quale aveva conquistato la Copa Sudamericana ai tempi dell’Universidad. Tocca dunque pazientare. La strategia alquanto obbligata è quella di aspettare la fine delle ostilità brasiliane per provare a piazzare il giovane cileno senza rimetterci troppo. Ma non è da escludere un ritorno sui suoi passi da parte di Benitez, nel caso in cui Turboman dovesse ritrovare se stesso.

PABLO-GOL. Diamine, manco il tempo di mettere palla al centro e fischiare l’inizio che Pablo Estifer Armero ha segnato il primo gol della nazionale colombiana ai greci. E poi i festeggiamenti coi compagni a passo di El Bunde, come faceva con Zuniga in azzurro. Un messaggio anche per il Napoli, un segnale ben preciso dopo un’ultima opaca stagione con l’Udinese prima di trasferirsi sotto il Vesuvio, laddove l’andazzo non è poi tanto cambiato. Un mezzo flop anche per lui, il che l’ha estromesso dai piani del tecnico spagnolo. Dovrebbe essere riscattato (d’obbligo) dai friulani per quattro milioni, che adesso paiono un’enormità . Il Napoli ne aveva già acquisito la metà e naturalmente si augura che arrivino tempi ed occasioni migliori per trovargli una destinazione definitiva. Ma senza rimetterci troppo.

Corriere dello Sport

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