Higuain mette le cose in chiaro: “Né io, né il mio agente abbiamo mai parlato con il Barcellona”

L’ha detto: e così ha spazzato via quel velo di dietrologia, pure quel venticello sospettoso, che s’avvertiva in giro, quando dalla Spagna arrivò un’indiscrezione che diventò un tam-tam che si trasformò in una notizia e che inevitabilmente implose sino a essere un caso. «Ma io sono un giocatore del Napoli». L’ha detto el Pipita, sua Maestà Gonzalo Higuain, in sintesi il bomber: ventiquattro reti con il Napoli, una pesantissima con l’Argentina, e il capoccione che dondola – e par di vederlo – perché ora c’è altro a cui pensare . «Ho la testa al Mondiale».

IO STO QUA. La cronaca dura un po’, poi diviene materiale d’archivio, e pure le storielle finiscono negli scatoloni di ciò ch’è stato un giochino estivo: vale per tutti, of course, perché il mercato è ampio, è uno spiffero o anche un desiderio e pure quelli rappresentano una notizia; persino un sospiro lo è; e se il centravanti del Napoli, ex bomber del Real Madrid, attuale prima punta dell’Argentina solletica l’interesse del Barcellona, è elementare. «Ma a noi nessuno ha detto nulla ed io sono un giocatore del Napoli».

CLOSE. Il resto è vita di Higuain attraversata standosene in quella bolla d’aria umida ch’è il Brasile, in quella favola che è il Mondiale, in quel desiderio umanissimo d’arrivare laddove sono arrivati i grandi del calcio: stavolta può toccare a lui, domani sera c’è la semifinale, c’è l’Olanda di Robben e di quel furbone di Van Gaal, c’è l’ultimo sforzo prima di andarsi a giocare la Coppa più ambita. «Dal primo giorno che ho messo piede qua, è stato il mio chiodo fisso».

NAPOLI E’. Tutto è (ri)cominciato un anno fa, l’estate del 2013, quello del grande affare: quaranta milioni di euro per cambiare la propria esistenza, di suoi già «sciccosa», e per far da volano alle aspirazioni del Napoli, ch’è andato dal Real Madrid e s’è preso un gioiello assoluto.
Gonzalo Higuain è il simbolo della Napoli che guarda lontano, che vuole restare nella scia della Juventus e della Roma, che vuole afferrare la qualificazione in Champions League: non solo un centravanti, ma l’identità stessa d’un progetto che non può prescindere dalla autorevolezza assoluta di un interprete del genere. «Io quando è cominciato il Mondiale ho avuto problemi per un incidente patito in coppa Italia con il Napoli e dunque non ero in buone condi zioni. Ho avuto bisogno di tempo per entrare in forma; ma sulle mie qualità, mai avuto dubbi».
Non ne ebbe neanche il Napoli, nello scorso ottobre, quando el pipita attraversò un momento critico, quando i muscoli lo abbandonarono per un po’, lasciandogli perdere la sfida all’Emirates contro l’Arsenal e poi mettendogli un po’ d’ansia addosso, scacciata via già a Marsiglia con l’assist a Callejon e poi con il Torino con due rigori secchi per prendere a pallonate la sfortuna.

CLARO, NO. E quando dalla Spagna è cominciata a danzare la notizia che el Pipita fosse un obiettivo del Barcellona, lui prim’ancora che spuntasse Luis Suarez, s’è alzato il polverone ch’è rimasto per un po’, giusto per un po’, ma che da ieri è svanito nel nulla, con la frase che lascia il cielo di Napoli – e di Higuain – sempre assai azzurro. « A me e al mio agente del Barça nessuno ha mai detto nulla. Ed io sono un calciatore del Napoli». L’ha detto.

Corriere dello Sport

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