Napoli-Psg: San Paolo in festa, concerto del Pipita con i tre tenori

Che notte! L’estate napoletana vivrà emozioni e ricordi, tutto in novanta minuti. Riaprirà il San Paolo, stasera, per una partita di livello internazionale. Il Napoli ospiterà il Psg, reduce dal pareggio contro il Reims, nella prima di Ligue 1. Calcio vero, per intenderci, al di là del carattere amichevole della sfida, attesa come un evento, perché riporterà a Fuorigrotta Ezequiel Lavezzi e Edinson Cavani, due protagonisti della storia recente del club. Un ritorno che invaderà la mente della gente, ne affollerà i pensieri rendendo attuali quei ricordi, nemmeno troppo lontani, di un Napoli super, in grado di arrivare agli ottavi di finale della Champions 2011-12 e di uscire dalla competizione per un gol in più incassato a Stamford Bridge, nel ritorno contro il Chelsea. Appena due anni, ma sembra un’eternità. Il Pocho è andato via dodici mesi prima di Cavani, facendo affluire nelle casse della società 30 milioni di euro. La cessione dell’attaccante uruguaiano, invece, ne ha portati 60, con tanti ringraziamenti da parte di Aurelio De Laurentiis che li aveva voluti per arrivare allo scudetto.
Tre tenori Con loro due, c’è stato pure Marek Hamsik, l’unico che ha saputo resistere alle tentazioni dei grandi club, italiani ed europei, pur di concretizzare il programma condiviso nel giorno del suo arrivo a Napoli. Insieme sono stati un bel vedere, hanno saputo esaltare il popolo del San Paolo che è ritornato a vivere eventi importanti, il grande calcio, per intenderci, fatto di Europa e di conquiste (2 Coppe Italia nelle ultime 3 stagioni). Loro tre, insieme, hanno frantumato le difese avversarie, hanno consegnato alle statistiche numeri importanti, con tanto di record battuti. L’ultima stagione di Lavezzi nel tridente napoletano (11-12) è stata delle più entusiasmanti, loro tre hanno realizzato 56 reti tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Cifre indiscutibili, da campioni veri.
Vite stravaganti Ritornano, Lavezzi e Cavani, nella loro Napoli, in quella città che ha saputo circoscrivere al proprio territorio le stravaganze e certe insoliti abitudini che hanno caratterizzato la loro vita negli anni napoletani. Le risse del Pocho, il flirt del Matador con una fanciulla casertana, piantata di colpo subito dopo il trasferimento a Parigi: storie delle loro notti, fatte di tentazioni e trasgressioni e che mai ne hanno alterato le prestazioni in campo. Ma anche l’amore per Napoli, finito quando è stata prospettata loro la possibilità di guadagnare qualche milione in più.
Higuain idolo Storie passate, cancellate da un presente che con Rafa Benitez ha aperto ad una nuova frontiera. Il San Paolo, adesso, ha un nuovo idolo, si chiama Gonzalo Higuain e indossa la maglietta numero 9. E con lui c’è José Maria Callejon, uomo mercato di quest’estate: l’avrebbe voluto l’Atletico Madrid, pronto a spendere 22 milioni di euro, 13 in più di quanto Aurelio De Laurentiis aveva dovuto versare al Real Madrid appena un anno fa. Loro due, hanno fatto sfaceli nella prima stagione napoletana: il Pipita ha realizzato 24 reti, mentre l’esterno spagnolo 20.
Voglia di scudetto Numeri incredibili, dai quali Rafa Benitez ed il presidente sono ripartiti, quest’anno, per l’assalto finale: al di là dell’imminente preliminare di Champions League, cont ro l’Athletic Bilbao, Napoli sogna lo scudetto, l’allenatore vuole vincere, perché ritiene la squadra matura per puntare al titolo. La prime amichevoli hanno confermato le potenzialità di un collettivo che non ha ancora potuto disporre di Gonzalo Higuain, reduce dal Mondiale. Ma questa sera il Pipita ci sarà. Magari, cercando il gol al cospetto di chi l’ha preceduto in maglia azzurra, per imporre la propria legge in quello stadio che avrà occhi solo per lui.

La Gazzetta dello Sport

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