Inter, Vidic: ”Gli arbitri? Devo abituarmi, calcio inglese più onesto”

MILANO – Non è sorpreso Nemanja Vidic quando parla del calcio italiano, piuttosto il difensore dell’Inter è consapevole del fatto che “Ci sono differenze tra calcio italiano e quello inglese, mi devo abituare. Io preferisco quello inglese perché è più rispettoso e onesto”. Il nerazzurro torna anche sulla squalifica durante Torino-Inter: “C’è diversità tra gli arbitri inglesi e quelli italiani. Certo i giocatori, in generale, non facilitano il loro lavoro, a volte chiedono punizioni o rigori per situazioni che non sono mai accadute”.

Vidic non parla solo delle difformità tra i due modi di concepire il calcio (inglese e italiano), il centrale ha in testa soprattutto la partita contro il Palermo: “E’ importante iniziare senza prendere gol e vincendo, daremo continuità anche contro il Palermo”, e sugli obiettivi stagionali ha già idee chiare: “Puntiamo ai primi tre posti, vincere lo scudetto sarebbe bello, ma dobbiamo pensare a gara dopo gara”.

Vidic, che Inter vedremo a Palermo dopo quella che ha battuto il Dnipro?
“E’ stato positivo vincere l’ultima partita perché ci dà più fiducia. Iniziare in questo modo è stato importante e vogliamo fare vedere anche a Palermo”.

Che idea si è fatto del campionato italiano?
“Mi devo adattare al calcio italiano e posso farlo solo giocando. Vengo da un campionato diverso, da un’altra nazionale e cercherò di ambientarmi prima possibile, anche agli arbitri”.

L’Inter può vincere lo scudetto?
“Dobbiamo vincere il prossimo incontro e fare una bella stagione, finendo tra le prime tre. Pensiamo partita dopo la partita e alla fine vedremo se riusciremo ad arrivare in Champions come tutti speriamo. Vincere lo scudetto sarebbe bello, ma è presto per parlare di obiettivi”.

Si è fatto spiegare dall’addetto degli arbitri Andrea Romeo il diverso approccio degli arbitri italiani rispetto a quello che succede in Italia?
“La grande differenza è che in Italia i giocatori chiedono falli, rigori e ammonizioni che non ci sono, in Inghilterra non succede e per gli arbitri qui è più difficile. Mi devo adattare prima possibile ai giocatori, non solo agli arbitri. Non voglio far cambiare mentalità all’intera Lega, ma se mi chiedete quale campionato mi piace di più, vi rispondo che la mentalità inglese la preferisco perché la ritengo più rispettosa nei confronti dell’avversario. L’onestà è fondamentale in campo e poi avere una partita con più ritmo e meno interruzioni è più piacevole. Romeo mi ha detto quello che devo evitare per non avere problemi con gli arbitri. Spero di adattarmi al nuovo metro arbitrale il prima possibile”.

Si sente un punto di riferimento per il resto della squadra complice la sua leadership e il suo carisma?
“Io credo nella squadra e penso che non possa esserci un giocatore solo che sia d’esempio sia per il modo di allenarsi, sia per il comportamento fuori dal campo. Se si ha un buon gruppo si hanno più possibilità di raggiungere obiettivi importanti”.

Si possono fare similitudini tra Mazzarri e Ferguson?
“Entrambi gli allenatori hanno lo stesso modo di costruire una bella atmosfera nello spogliatoio perché ritengono che lo spirito di gruppo importante. A Manchester giocavamo 4-4-2, con Mazzarri il modulo è
diverso, ma l’approccio dell’allenatore con la squadra è ugualmente positivo”.

Come procede il suo adattamento alla difesa a tre?
“Ho lavorato duramente nel pre campionato e mi sento più a mio agio in questa posizione. In questi incontri mi sono sentito a mio agio e spero di dimostrarlo anche a Palermo. E’ tutta la squadra che sta difendendo bene”.

E’ più facile per l’Inter qualificarsi alla prossima Champions League vincendo l’Europa League o arrivando in uno dei primi tre posti in campionato?
“Per me è lo stesso… L’importante è approcciarsi ad ogni partita al meglio, senza guardare troppo in avanti. Da qui alla sosta per le nazionali dobbiamo affrontare ogni incontro al meglio per poi trovarci nella miglior condizione di classifica possibile”.

Il pensiero di non aver ancora preso gol nelle partite ufficiali è piacevole o alla lunga può essere un peso?
“Per la squadra è importante essere solida difensivamente anche perché così i nostri attaccanti non si sentono obbligati a segnare 2-3 reti a incontri, ma non pensiamo certo di finire la stagione senza subire gol. L’importante è vincere le partite, è questo quello che vogliamo: costruire una mentalità importante e subire poco”.

Fonte: Repubblica

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