Il bello della difesa, svolta dopo 5 mesi: Rafa carica Rafael

La compattezza (ri)trovata. Il blitz a Sassuolo racchiude un altro dato che fa sorridere. Il Napoli è riuscito a mantenere la porta inviolata per la prima volta in questa stagione. L’1-0 non è un risultato cui Benitez è abbonato. Nello scorso campionato è arrivato solo il 9 marzo, contro la Roma. Il bis del Mapei Stadium è stato fondamentale per frenare l’emorragia: 11 gol subiti in 7 partite ufficiali. All’ottava è arrivato lo zero (l’ultimo precedente in campionato risale al 6 maggio contro il Cagliari) che fa tirare un sospiro di sollievo. Una mossa decisiva è stata l’inserimento della (doppia) cerniera, Gargano e David Lopez. Lo spagnolo è essenziale: non si fa notare per lanci millimetrici, ma è sempre al posto giusto. L’uruguaiano, invece, è ovunque tanto da diventare indispensabile. La loro presenza ha aiutato molto il quartetto arretrato, con gli intoccabili Albiol e Koulibaly. L’ex Real Madrid non è stato impeccabile e ha commesso qualche sbavatura su Pavoletti; il francese, invece, è stato più continuo nel rendimento. Benitez ha affiancato loro Britos e la scelta non è parsa casuale: l’uruguaiano non è un terzino sinistro di ruolo ma ha limitato Floccari e ha rappresentato una diga preziosa sui calci piazzati, l’altro tallone d’Achille di un Napoli molto fragile dalla cintola in giù. A destra, dunque, Zuniga ha avuto la possibilità di esprimersi con maggiore libertà. La formula dei terzini — uno bloccato, l’altro con propensione offensiva — ha ricordato molto l’assetto del finale della scorsa stagione con Henrique trasformato in esterno basso. Benitez sta provando a trasmettere sicurezza anche a Rafael, con il quale si è intrattenuto prima dell’allenamento di ieri mattina. Il brasiliano soffre troppo nelle uscite. È l’ultimo dettaglio da sistemare. Forse il più importante.

La Repubblica

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