Napoli-Torino, c’è Insigne: Lorenzo deve riscattarsi dopo un inizio difficile

Torna il campionato al San Paolo, torna l’uomo del campionato: Lorenzo Insigne. Sì, ancora lui e ancora l’eterno, imprescindibile ballottaggio con il collega Dries Mertens alla vigilia della sfida con il Toro. Una costante, una storia che probabilmente non avrà mai fine con questi interpreti e questi protagonisti, ma soprattutto un motivo di interesse tecnico-tattico che alimenta puntualmente la curiosità e le discussioni dei fan club. In sintesi? Beh, considerando che in campionato Rafa ha sempre dimostrato di prediligere il made in Naples, e aggiungendo che giovedì il belga è rimasto in campo – senza brillare – per tutti i novanta di Bratislava, gli exit poll non posso che essere interamente a favore del candidato Insigne.

GOL PERDUTO. E allora, sotto con il Torino. E anche con un bel po’ di brace negli occhi: perché sullo sfondo c’è l’esclusione dalle convocazioni azzurro-Italia di Antonio Conte e un periodo un po’ così. Con tanto di caccia a un gol da ritrovare al più presto. Magari anche al volo, se proprio vogliamo, e non soltanto perché un attaccante vive di certe soddisfazioni e certi colpi, ma soprattutto perché un episodio favorevole potrebbe rappresentare la stura: a conti fatti, calcolando che il suo ultimo graffio azzurro risale alla stagione precedente, e più precisamente alla trasferta di Marassi con la Samp dell’11 maggio, sono quasi cinque i mesi di astinenza prolungata.

IL TAPPO. Più precisamente: in questa stagione, considerando che al di là del doppio impegno con l’Athletic Bilbao non ha ancora esordito in Europa League, Lorenzo non ha ancora segnato né in campionato né in campo internazionale (l’ultima gioia di questo tipo risale all’amichevole pre Mondiale della Nazionale con il Fluminense in Brasile). Ritrovare la via del gol, insomma, varrebbe un bel sorriso e anche una liberazione: come un detonatore utile a far saltare via quella sorta di tappo che, da un po’, s’è messo tra Insigne e il suo grande talento.

IN SALITA. Siamo onesti: si farebbe un torto a lui, Lorenzo detto in serie Lorenzinho e anche il Magnifico, se si facesse finta di niente. E invece, la verità è che, per una serie di motivazioni che galleggiano tra quelle personali a quelle tattiche, il giovane trequartista napoletano non ha cominciato la nuova stagione con i presupposti migliori: il muso un po’ lungo per il desiderio di un rinnovo (più ritocco) fermo alle schermaglie iniziali; le incomprensioni con il pubblico nella notte di Champions con l’Athletic; e i sacrifici tattici che incidono sulla verve del fantasista sono tutti elementi che, mixati, hanno condizionato il suo rendimento. Finora: nello sport, si sa, basta un clic e tutto cambia. Soprattutto se la natura ti ha dotato del dono del talento.

RIPOSATO. La partita con il Torino, insomma, arriva proprio al momento giusto: fresco e riposato dopo la panchina di Bratislava con lo Slovan, oggi Insigne è il candidato numero alla casella sinistra del tris di trequarti alle spalle di Higuain. Lui più di Mertens, dicevamo, che invece giovedì l’Europa League l’ha vissuta in campo per tutta la durata della sfida. Tra l’altro, nelle prime cinque giornate di campionato, Benitez ha quasi sistematicamente puntato su Lorenzo dal primo minuto: con il Genoa, il Chievo, l’Udinese e il Sassuolo, lanciandolo a partita in corso esclusivamente con il Palermo. Due indizi fanno una prova, di solito.

Fonte: Corriere dello Sport

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