Benitez-De Laurentiis: quella contro l’Inter non è una partita qualsiasi

Come su un set cinematografico: Benitez la riscossa, scena prima, settima, ciak, si gira. Il tecnico spagnolo ieri sera si è messo alle spalle la porta della villa di Colby ed è tornato nel suo appartamento nell’Holiday Inn di Castelvolturno. Ma anche lì non ha mai smesso di pensare alla gara con l’Inter neppure per un minuto. Per somma gioia della moglie Maria. Un film continuamente in replica nella sua testa, un vedere e rivedere, un provare e riprovare, un copione per ora senza conclusione. Perché con i nerazzurri, anche se la parola vendetta non fa parte del suo vocabolario, non è una gara come le altre. Né può esserlo. Non lo è neppure per Aurelio De Laurentiis che incontra Mazzarri che ha preferito il progetto dell’Inter a quello del suo Napoli. Bello smacco, per il patron. Ovvio, nell’incontro annunciato per oggi pomeriggio, ma che potrebbe tranquillamente slittare a domani o ad altro giorno della settimana, il presidente di tutto parlerà con la squadra – che si ritrova dopo tre giorni e mezzo di riposo – tranne che di questo desiderio «speciale» di voler mettere nei guai il tecnico di San Vincenzo. De Laurentiis farà visita a Benitez e si farà vedere dal gruppo. Perché la sua presenza è sempre significativa. Sa bene che ogni volta che va scatta la scintilla. È stato nel centro tecnico a scuotere la squadra prima di partire per gli Stati Uniti, a inizio settembre. Le sue sono state chiacchiere da riscossa anche mirate: voleva capire – dopo il ko di Bilbao e i passi falsi in campionato – se sotto la cenere c’era ancora la scintilla e l’orgoglio per riaccendere il fuoco e per intuire da dove questa eventuale scintilla può arrivare. Da qui l’ottimismo prima del suo viaggio a Los Angeles. «Torneremo in alto», confidò a tutti. La sua missione, nelle prossime ore, è quella di continuare a tranquillizzare l’ambiente. Benitez in questi giorni è serissimo, concentrato, sembra molto sul pezzo, sa che nelle prossime tre settimane ci si gioca buona parte  della stagione. Nella sala delle riunioni tattiche di Castelvolturno il leggio è rimasto aperto su un grande foglio dedicato agli schemi difensivi nelle situazioni di palla inattiva. Campeggiano riferimenti a«barriere»e«blocchi». La fiducia trasmessa da De Laurentiis ha rasserenato ancor di più il tecnico. De Laurentiis e Benitez si sentiranno in queste ore. Ma il presidente scambierà, come sempre, qualche idea con Hamsik, il capitano: fra i due, ci sono sempre colloqui sereni. Tipici di chi sta navigando assieme da otto anni. Benitez e De Laurentiis devono capire se questo gruppo, alla prova dei fatti, può inseguire gli obiettivi minimi: la qualificazione alla Champions (magari senza preliminare), e l’Europa League. Con la ciliegina Supercoppa. Che pure ha un peso rilevante nelle strategie aziendali. Tutto questo perché a gennaio si apre una finestra importante di mercato: il Napoli potrebbe muoversi in anticipo provando a fermare qualche giocatore in scadenza. In agenda due nomi: Ayew e Milner. Ma con Maggio e Britos in scadenza, il club azzurro deve muoversi anche in difesa: tra i nomi proposti quello di Johnson del Liverpool, Samba della Dinamo Mosca e Schär del Basilea. Perché, e questo è chiaro a tutti, una società che fa leva sull’autofinanziamento non può fare a meno della Champions per due anni consecutivi. Soprattutto se il monte-ingaggi è di 75 milioni di euro.

Il Mattino

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