IL PERSONAGGIO – Lorenzo Insigne, la rabbia e l’ orgoglio

Se qualcuno dopo il primo tempo di Napoli – Torino ci avesse predetto la “celebrazione”  al termine dei 90 minuti di gara dello scugnizzo Lorenzo Insigne da Frattamaggiore, gli avremmo risposto semplicemente con un sorriso amaro e scettico … La prima frazione di gioco in effetti, contrassegnata oltre che dal vantaggio granata firmato Fabio Quagliarella, altro scugnizzo ex azzurro odiato e contestato dal suo popolo, dai due gol facili facili falliti dal Magnifico, sembrava dover essere il preludio ad un’ altra nottataccia, l’ ennesima per il talento del Napoli che, diciamoci la verità, seguendo il destino di Iuliano & Co. , gente che i colori azzurri non li ha solo indossati ma li ha amati, non ha mai avuto vita facile nella sua città. E così se durante il periodo critico che ha seguito l’ eliminazione degli azzurri dalla Champions League ad opera di un Athletic Bilbao tutt’ altro che irresistibile, sembravano esserci alibi per chiunque, dagli imbarazzanti Rafel e Albiol al marpione don Rafè, il numero 24 sembrava essere diventato il capro espiatorio di tutti i guai e le incertezze dell’ ambiente partenopeo. E faceva quasi tenerezza l’ inquieta sua presenza in mezzo al campo .. la confusione e  la scarsa lucidità sotto porta erano figlie dell’ ansia e dell’agitazione, oltre che della intollerabile caparbietà del suo coach che affidandogli ruoli e compiti poco idonei alle sue caratteristiche ha pesantemente contribuito a complicargli la vita costringendolo poi a trascinare croci che non doveva essere lui a portare … il San Paolo era per l’ex pupillo di Zeman diventato peggio di  un’ arena da affrontare con addosso un macigno color cielo “… E’ fragile Lorenzo!!” malinconicamente si pensava “… Non ha le spalle abbastanza larghe per reggere le pressioni dell’ esigente e impietosa piazza partenopea …” E si era ahimè quasi certi che dalla prigione psicologica che da qualche mese ormai lo costringeva Insigne si sarebbe liberato solamente cambiando casacca e direzione. Forte deve essere il legame di Lorenzinho con quei colori che se da un lato lo tormentano dall’ altro lo riscaldano … Fatto sta che il secondo tempo di Napoli – Torino porta la targa azzurra ed è firmato con coraggio e orgoglio da un rigenerato Insigne, il “piccoletto” del Napoli che, a pochi minuti dall’ inizio della ripresa riesce, dal  basso del suo metro e sessantatrè e in mezzo a tanti che attorno a lui sembrano giganti,  a mettere  di testa la palla in gol raccogliendo il cross di Zuniga e il consenso dei supporter partenopei … Ed è una rete irrorata dalle lacrime, quelle contagiose e liberatorie che rigano il volto di un commovente e commosso Insigne … quelle che probabilmente scacceranno via i fantasmi e le paure e doneranno energia, vigore e consapevolezza ad un ragazzo chiamato presto a misurarsi col fervore e l’ impazienza della sua gente. “Chiedo scusa a tutti per i miei errori … “ dirà a fine partita con voce serena e volto disteso il matador del Toro godendosi la meritata gloria cosciente però  del fatto che uno come lui dovrà lavorare sempre il triplo per ottenere i riconoscimenti che molti dei suoi compagni già col minimo sforzo normalmente conquistano. Si ricomincia da qui! Dall’ equilibrio e dalle innegabili abilità tecniche di Lorenzo, oltre che dalle sue eloquenti lacrime  d’ amore … lacrime che non necessitano di alcuna traduzione ma che ribadiscono in modo chiaro e perentorio che lo scugnizzo c’è e che per Napoli ci sarà sempre … Sta a Napoli esserci, da oggi in avanti per lui.

Tilde Schiavone

Questo articolo è stato letto 620 volte

avatar

Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!