Intervento riuscito alla perfezione, la mente di Insigne è già proiettata verso il recupero

Il dramma di Insigne. Rottura del crociato anteriore del ginocchio destro: responso amarissimo dal controllo medico di ieri mattina a Villa Stuart a Roma. L’attaccante del Napoli è stato operato nel pomeriggio dal professore Mariani, l’intervento durato un’ora e un quarto è perfettamente riuscito. Per questo tipo d’infortunio è previsto uno stop tra i quattro e i sei mesi, un tempo d’inattività comunque mediamente lungo. Fatale la distorsione accusata contro la Fiorentina, un movimento innaturale e il ginocchio destro ha fatto crac dopo 23 minuti nel primo tempo della partita al Franchi: stagione largamente compromessa con il ritorno in campo nella migliore delle ipotesi a primavera inoltrata. Stop che arriva nel momento migliore e proprio alla vigilia della convocazione praticamente certa da parte di Conte nella nazionale azzurra in vista del match di qualificazione europea contro la Croazia. Lorenzo è uscito dal campo in lacrime, mani sul volto, una fitta al ginocchio e la preoccupazione fin dal primo momento di essersi potuto procurare un qualcosa di grave. Insigne è stato accompagnato ieri a metà mattinata dal medico sociale D’Andrea a Villa Stuart, con lui il papà Carmine, la moglie Genny, i procuratori Ottaiano e Andreotti, il dirigente del Napoli Saracino. L’arrivo intorno alle 10.40, felpa, cappuccio e cappellino, umore ovviamente nerissimo: la visita, i controlli, il responso e la decisione immediata dell’operazione. Purtroppo tra le diagnosi peggiori per l’infortunio subito a Firenze: la rottura del legamento crociato. «L’intervento ci garantisce una ripresa totale e di tempi relativamente brevi. La cosa importante sarà restituire Lorenzo al cento per cento, anzi più forte di prima. I tempi di recupero sono tra i quattro e i sei mesi, dipende da caso a caso», spiega Alfonso De Nicola, il responsabile dello staff sanitario.

Primo infortunio grave. Per Lorenzo è il primo infortunio grave della carriera, traumatico, la rottura del legamento crociato anteriore. Altri stop in passato erano stati al massimo di natura muscolare e nel Napoli in questi tre anni stava avendo una continuità impressionante di rendimento. Molto impiegato nella prima stagione azzurra da Mazzarri, trend positivo proseguito con Benitez che in questo campionato l’aveva ormai scelto da titolare per la fascia sinistra d’attacco. Una crescita sotto tutti i punti di vista con l’applicazione ormai perfetta del modulo di gioco del tecnico spagnolo. Generosissimo nella fase difensiva, ormai determinante sia nel movimento offensivo che in quello senza palla. Una prestazione magistrale contro la Roma, la migliore in assoluto con la maglia del Napoli, il feeling ritrovato con i tifosi dopo i fischi nel preliminare di Champions League con l’Athletic Bilbao.

Il recupero. Insigne resterà oggi e domani a Roma, poi verrà dimesso. A Villa Stuart comincerà già la riabilitazione. Poi potrà cominciare il lavoro di recupero a Napoli con lo staff sanitario azzurro, un lavoro attivo per cercare di rientrare il più velocemente possibile ma ovviamente senza rischiare nulla. Sarà seguito dai medici dello staff sanitario azzurro, Alfonso De Nicola e Enrico D’Andrea, e da tutti i fisioterapisti e riabilitatori del Napoli. La prossima settimana Lorenzo partirà già con il lavoro di riabilitazione e potrebbe indossare un tutore protettivo nella fase di riposo.

I precedenti. Il terzo infortunio al crociato in casa Napoli, dopo quelli di Mesto e Rafael nella scorsa stagione. Il difensore si fece male contro il Catania a fine ottobre ed è rientrato in campo ad aprile contro la Lazio, cioè dopo quattro mesi e mezzo. Il portiere brasiliano Rafael s’infortunò in Europa League a Swansea a febbraio scorso ed è rientrato in gruppo per il ritiro estivo a Dimaro a metà luglio e cioè dopo cinque mesi e mezzo. Tutti e due sono tornati al top nel gruppo di Benitez da un punto di vista clinico. Per Insigne verrà seguito un protocollo simile di recupero stabilito dal professore Mariani. L’infortunio, l’uscita dal campo, le visite di controllo e l’operazione: tutto in meno di ventiquattr’ore: la mente di Lorenzo è già proiettata verso il recupero.

Il Mattino

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