Mercato, Ivan Perisic segna contro l’Italia e manda un messaggio al Napoli

Perché il conto alla rovescia è cominciato: un mese e mezzo (o giù di lì) poi si riparte, tutti assieme e mica appassionatamente, a giocarsela fuori campo, in quell’arena ch’è il mercato, provando a buttarla sull’anticipo o sulla strategia, aspettando il momento buono e stavolta evitando di farsi del male (e neanche gratutitamente). Perché fingere? Il ballo è cominciato: serve un’idea, almeno una, ed un progetto, che sia uno, serve raschiare il fondo del data base e quello delle conoscenze d’un ds e dei suoi uomini dello scouting che tirino fuori «la soluzione» e non la scommessa, dunque non Vargas (e dodici milioni di euro) o Mascara o figure marginali, ma un vice-Insigne e un erede per Zuniga.

VAI RAGAZZO. Perisic è Ivan il terribile, nel senso calcistico s’intende. Ora lo sa anche Buffon, battuto proprio da un tiro (non proprio irresistibile…) del croato. Gol a parte, Perisic sembra un giocatore completo, di quelli che Rafa gradisce. Ha un’età che consente di puntarci (26 a febbraio), ha gamba e vocazione offensiva che va a miscelarsi con la natura da centrocampista esterno e ieri si è visto anche in copertura. Ha le stimmate del talento che ad un croato sono racchiuse nel codice genetico. Poi c’è l’aspetto economico e su questo dovrà decidere ovviamente il Wolfsburg, al quale gli euro non fanno eccessivo effetto. Però si parte da qui, dalla destra, insomma.

LA SVOLTA. A sinistra è dettata da valutazioni diverse: André Ayew (25 a dicembre) può essere più semplicemente rintracciabile, va in scadenza nel prossimo giugno e, in casi del genere, si può sempre trovare un accordo con chi sarà costretto a cedere, l’OM nell’occasione. Però c’è la coppa d’Africa, ma un parametro zero e di quella fibra può far comodo comunque.

VENTO DELL’EST. La new entry è Yevhen Konopljanka (guarda un po’ anche lui venticinque, compiuti a settembre). L’ucraino della Dnipro ha una sua tendenza tattica che rientra tra le esigenze del 4-2-3-1, forse ha meno appeal rispetto ad altri, ma una consistenza fisica ed una presenza atletica che finisce per incidere e indurre ad attendere un momento prima di fare altre mosse: Perisic è indubbiamente in vantaggio, però alle spalle ci sono esterni che premono.

GIOVENTU’. Altrimenti c’è Carlos Vela (26 a marzo), che con la Real Sociedad sta recuperando il biglietto della lotteria bruciato a Londra, nell’Arsenal di Wenger, un amico di Benitez dal quale ci si può informare su ogni dettaglio caratteriale di questo messicano che per tendenza è quello che maggiormente somiglia a Insigne, anche se gradisce maggiormente partire da destra. In Spagna invece gira il nome di Montoya (23 anni) difensore del Barcellona.

INDIETRO TUTTA. Ma guai dimenticare l’esterno basso, uno che possa assicurare il futuro (avendo adesso fuori Zuniga ed a giugno Maggio e Mesto in scadenza). Su Darmian del Torino (25 tra due settimane) si rischia l’asta soprattutto con la Juventus; sull’olandese Van Rijhn (24 a giugno) c’è un leggero vantaggio: l’uno e l’altro sono di destra, forse serve (dire) anche qualcosa di sinistra…

Corriere dello Sport

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