Il Napoli non convince: Benitez chiamato a compiere scelte difficili..

Il Napoli perde il ritmo-rincorsa delle ultime 7 giornate (17 punti), si fa acchiappare due volte (da 2-0 a 2-2, da 3-2 a 3-3) e meriterebbe il kappaò. Non è la prima volta, era già successo allo stesso e identico modo contro il Palermo: se Benitez non avrà il coraggio di scelte difficili, leggi Hamsik nella fattispecie, potrebbe non essere l’ultima. E intanto Juve e Roma fanno bye-bye. Gioca meglio il Cagliari. Sempre «zemaniano», per carità, perché non rinuncia all’attacco in velocità, alle tre punte che lasciano nella polvere i difensori, agli schemi consolidati (da cui per esempio nasce il 2-1 di Ibarbo): tutte caratteristiche-marchio di una ditta orgogliosa di essere così dal 1900 e passa, come nelle pubblicità, con musica nostalgica di sottofondo. Ma è anche più responsabile: e l’impressione visiva viene confermata dalle statistiche. Il Cagliari cerca sì la profondità ma sa essere «corto» (31 metri contro i 29 del Napoli).
Prevale in larghezza (61 metri, mentre il Napoli si dispone in appena 50). Si tiene saggiamente basso (baricentro 49 metri contro i 51 dei rivali). Cifre da squadra equilibrata. Ed è psicologicamente solido. Gioca peggio il Napoli. Non è soltanto questione di singoli, benché Henrique fatichi da centrale, Callejon si spenga dopo un tempo, Hamsik sia sotto il minimo sindacale, Koulibaly scherzi troppo col pallone finendo per perderlo nel momento decisivo. No: è anche un problema di un sistema di gioco che in situazioni del genere, quando gli incursori non girano e «spaccano», paga l’assenza di un play. Nessuno prende in mano la situazione dopo che Ibarbo e Farias hanno riequilibrato il risultato sul 2-2.

La Gazzetta dello Sport

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