Difesa distratta e in ritardo, soliti problemi per la retroguardia azzurra…

DISAPPUNTO. Un pareggio dalle proporzioni di un patatrac che lo stesso Benitez ha accusato parecchio. Poiché, dopo aver lavorato a lungo con lo staff, sulla fase difensiva, sulle palle inattive e quant’altro servisse alla bisogna, ha visto crollare tutto in un sol colpo e, come non avveniva da tempo. Davanti a 45mila fiduciosi, come un castello di carte. Eppure quando s’era seduto in panca, poco prima del fischio iniziale, ostentava un volto disteso e sorridente. Completamente l’opposto di quello inquadrato a fine match: tirato e con una malcelata smorfia di delusione. Non pensava di certo al piccolo record da prolungare dopo i 270 e passa minuti senza gol (Young Boys, Roma e Fiorentina), ma a quegli episodi che di certo gli avranno fatto perdere la pazienza, dandogli la sensazione di essere tornati punto e a capo: a quel 18 settembre in fotocopia (Napoli-Palermo 3-3 ma davanti a 18mila), e più indietro ancora a quel 27 agosto del San Mamés. Due notti da incubo, ma per motivi diversi. E con questa, sono tre le volte che gli azzurri ne incassano altrettante in una soluzione. Ma poi di recente avevano pure bruciato e fatto danni (in classifica soprattutto), sia la rete presa aBergamo che le due di San Siro contro l’Inter.

LE TOPICHE. Sarà stata la sosta deconcentrante, saranno stati gli elogi nel caso specifico di Koulibaly, o entrambe le cose. Fatto sta che sul primo gol di Ibarbo, hanno pasticciato non poco sia Henrique che il francese. Difesa schierata e ipnotizzata dall’uno-due di Farias e Balzano, e poi Ibarbo lasciato libero (da Henrique) di saltare Koulibaly e scoccare. A seguire lo schema su punizione, con Rossettini prevalente di testa su Kalidou, e Farias del tutto libero di correggere in gol. Infine la terza topica per la seconda rimonta rossoblù: Koulibaly in uscita tenta la finezza su Ibarbo che non abbocca, ma scambia rapido con Dessena per poi imbeccare Farias. Con tutta la linea difensiva azzurra in colpevole ritardo e Koulibaly di nuovo fermo a mo’ di boa. Occorre perciò rimediare con urgenza.

Corriere dello Sport

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