Benitez insiste: “Il modulo non c’entra, quando non si è capaci di gestire certe situazioni le spiegazioni sono altre”

Neanche Benitez riesce a capacitarsi. «Arrabbiato, a dir poco. Non tanto per il risultato quanto per quello che proviamo in settimana e non riusciamo a mettere in pratica. Abbiamo commesso errori imperdonabili, eppure non eravamo partiti male. Avremmo dovuto mantenere equilibrio dopo essere passati in svantaggio, invece ci siamo disuniti. Poi, nel finale c’è stata la reazione veemente che ci ha portato al pari e vicinissimi alla vittoria. No, il modulo non c’entra. Con lo stesso modulo avevamo messo sotto avversari che giocano come l’Empoli. Quando non si è capace di gestire certi momenti, le spiegazioni sono altre».

TOCCA AI BIG. Per il tecnico spagnolo il vero problema del Napoli sarebbe di natura caratteriale. Come se il gruppo non avesse sufficiente personalità per superare i momenti critici e far sua la gara . Come se la squadra accusasse improvvisi vuoti di memoria appena viene trafitta. Ed a tale proposito chiama in causa i big: «I giocatori di personalità ci sono. Tocca a loro tirarla fuori. Quando si tratta di gestire la gara in un determinato modo devono essere loro a fare da traino. Purtroppo questo non sempre accade e con l’Empoli non è accaduto anche se resta encomiabile la reazione nel finale».
E’ evidente che Benitez si riferisca ai vari Callejon, Mertens, Higuain, lo stesso Albiol. Intanto ha dovuto sostituire per l’ennesima volta Hamsik, uno di quelli che dovrebbe ergersi a protagonista, uscito dal campo tra fischi ed applausi al tempo stesso: «Non si possono discutere le qualità di Marek. Qualche volta si esprime al meglio, altre no. Io sto provando a recuperare il vero Hamsik che è uno che può fare la differenza. Ma al di là di lui, tutta la squadra non ha fatto bene la fase passiva nel doppio vantaggio dell’Empoli ed anche in altre situazioni. Se Callejon e Mertens fanno il loro, l’equilibrio non lo perdiamo. Tutti avevano detto che la coppia David Lopez-Jorginho dava più garanzie, poi se le cose non vanno si dice il contrario. Il problema è complessivo, non dei singoli».
Intanto per Don Rafa non esiste altra ricetta che quella di lavorare e crescere, eliminando certi difetti che sembrano endemici. Non vuole parlare di mercato ma è chiaro per gennaio si aspetti interventi meglio mirati da parte della società anche perché la lista degli indisponibili è quella che è (fermi Zuniga, Insigne, Michu, mentre Ghoulam sarà impegnato in Coppa d’Africa). Oltre a Gabbiadini, Benitez si aspetta un altro paio di pedine. A fine gara si è intrattenuto con il presidente: «Ma non ci siamo detti alcunché di particolare. L’arrabbiato ero io. Normale che dopo un pareggio interno nessuno sia contento. La squadra fa tutto bene, poi perde la memoria e la ritrova alla fine magari sotto la spinta nervosa. Non va bene, così». In realtà hanno avuto l’ennesimo scambio di idee su cosa serva all’organico per colmare certe carenze.

IMBATTUTI PERO’.. . L’undicesimo risultato utile consecutivo scivola intanto sotto l’alone di delusione per l’ennesima occasione sprecata di avvicinarsi a Juventus e Roma. Il Napoli ha sciupato altri punti preziosi tra le mura amiche ed è atteso quattro sfide prima dello stop natalizio (Slovan Bratislava, Milan, Parma e Juventus per la Supercoppa). Benitez si è fatto sentire già ieri pomeriggio nello spogliatoio a fine partita. Lo farà ancora. E chiamerà in causa i big sperando che tirino fuori quella personalità che spesso è mancata al Napoli negli ultimi tempi altrimenti anche il terzo posto diventa un’impresa.

Corriere dello Sport

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