De Laurentiis: “Io e Rafa una cosa sola, ci rinforzeremo a Gennaio”

NON CEDO. E allora, stupefacente. Sì, proprio come il film «Un Natale stupefacente» che ieri, nell’elegante salone dell’Hotel Vesuvio, De Laurentiis e il suo primogenito, Luigi, hanno presentato in nome e per conto della Filmauro (insieme con il cast capeggiato da Lillo e Greg). L’avvio è soft, perché l’idea originaria era probabilmente di concentrarsi più sul cinema, però il Napoli è la sua vita e l’istinto manda in un angolo i programmi. «Ci ho messo la faccia. Ci ho messo dieci anni del mio tempo e della mia attività: non mollerò mai il Napoli. Non lo mollerò mai nelle mani di nessuno e continuerò a lavorarci. Lasciatemi lavorare». Non cede. Non indietreggia e lo dice senza mezzi termini. «Non mi sono mai tirato indietro e mai lo farò: siamo una società seria». E il primo argomento è archiviato. Salam aleikum.

TORNATE TIFOSI. Il secondo, di strettissima attualità, riguarda invece la disaffezione latente del popolo azzurro: l’insoddisfazione generale e la fuga dal San Paolo sono sotto gli occhi di tutti. «I tifosi? Tutte le congetture negative si fanno perché, come si dice a Roma, uno è affetto da piagnonismo. Io non sono un piagnone per natura e dico che le cose vanno giudicate alla fine: ritengo scorretto e ingiusto stare dalla parte di chi è forte quando è forte e poi abbandonarlo quando in un momento sembra apparentemente debole. E’ molto triste e strano, tutto ciò: è come essere innamorati di una donna bellissima e poi lasciarla per un’altra quando ha l’influenza, per paura di ammalarsi». Citazione in dialetto napoletano: «Come si dice qui? A pazziella ‘mmano a ‘e creature?». Letteralmente: il giocattolo in mano ai bambini. «Sono ‘creature’ o sono davvero innamorati i tifosi? Bisogna tornare a essere tifosi del Napoli: difendiamo i colori della nostra città e non smettere di tifare e seguire un campionato quando si perdono troppe partite. Non si può sostenere soltanto quando si è primi e addirittura si vorrebbe esserlo con 20 punti di vantaggio».

LA RISCOSSA. Il terzo capitolo è dedicato alla squadra e ai progetti per il futuro. Partendo da un assioma: «Qual è la coppia vincente del Napoli? Rafa Benitez e Aurelio De Laurentiis, mi sembra la cosa più ovvia e naturale». Bang. «Sono arrivati Higuain e Callejon dal Real Madrid, e poi Mertens: il processo di internazionalizzazione, che passa anche attraverso un allenatore indiscutibilmente straordinario come Benitez, è ormai consolidato. In futuro vedremo come migliorare il Napoli, è il nostro compito: la nostra squadra è forte, anche se l’infortunio di Insigne si è fatto sentire. Comunque siamo sempre competitivi e andremo avanti fino alla fine a testa alta». Gli chiedono se si è arrabbiato molto a Milano. La risposta è secca: «No». E poi: «Ora avremo il tempo di rinforzarci dal punto di vista mentale e dell’organico, febbraio è il momento in cui bisognerà suonare la riscossa».
Un colpo al cerchio e uno alla botte, alla cena degli auguri di Natale, ieri sera, il presidente parlando alla squadra ha poi usato parole forti: «Da ora siete tutti sotto la lente di ingrandimento. Sconti a nessuno, è un patto d’onore tra me e voi. Io e Rafa siamo una cosa sola, chi tradisce lui tradisce me».

DOHA AZZURRA. De Laurentiis la invoca su tutti i fronti: «Il Trabzonspor? Abbiamo sempre pescato avversari di ferro, ma questa volta siamo stati premiati: è una squadra forte ma abbordabile, sono fiducioso sul passaggio del turno. Rafa tiene all’Europa League quanto me e i giocatori stessi». Ma non solo: «Bisogna ripartire al meglio anche in campionato e in Coppa Italia». E intanto, dietro l’angolo c’è la finale di Supercoppa: «Un Natale stupefacente per tutti noi? Beh, vedremo cosa combineremo a Doha: speriamo di fare una partita bella, generosa, a testa alta. E’ un trofeo importante, io sarò al fianco dei ragazzi».

Corriere dello Sport

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