Udinese-Roma 0-1, decide Astori. Bianconeri infuriati con l’arbitro

UDINE – Il 2015 calcistico inizia con un fiume di polemiche. La Roma, infatti, ha superato 1-0 l’Udinese al Friuli grazie al gol contestatissimo di Davide Astori. Il colpo di testa dell’ex difensore del Cagliari ha colpito la traversa prima di oltrepassare (questione di millimetri) la linea di porta. Ma le protesta dei bianconeri nascono perché in un primo momento il direttore di gara, Guida, non aveva concesso la rete. Proteste inferocite anche nel finale di gara per un fallo in area giallorossa di Emanuelson su Konè: il rigore poteva starci. Clima dunque tesissimo e sicure polemiche durante la settimana. La Roma però si gode il successo e raggiunge momentaneamente la Juventus a 39 punti.

LA CRONACA, C’E’ TOTTI – E’ Totti la sorpresa nelle formazioni ufficiali. Il capitano giallorosso si era allenato a parte durante la settimana e la sua presenza era in forte dubbio. Invece Rudi Garcia lo schiera dall’inizio nel tridente con Iturbe e Ljajic. Ma non è l’unica sorpresa, perchè si rivede a centrocampo Strootman: riposa Nainggolan, diffidato e a rischio per il derby. Nell’Udinese c’è Geijo insieme a Di Natale e torna dal primo minuto Gabriel Silva sulla corsia sinistra. Nei primi 10′ niente tiri in porta ma solo un angolo giallorosso dopo un tiro cross di Maicon deviato da Domizzi. Al 15′ Pjanic pecca di altruismo e serve in mezzo Strootman in area, ma il pallone gli schizza via e non riesce a calciare.

GIALLO ASTORI – Al 16′ l’episodio che scatenerà le polemiche. Punizione di Totti, colpo di testa di Astori, la palla colpisce la traversa e poi cade a terra prima di essere preda di Karnezis; il dubbio è se abbia o meno oltrepassato completamente la linea di porta, in un primo tempo Guida non convalida, ma poi cambia decisione nonostante il parere contrario dell’arbitro addizionale Maresca e le immagini televisive sembrano dargli ragione. Reazione rabbiosa dell’Udinese e al 27′ gran giocata di Di Natale, che dalla destra di controbalzo mette un gran pallone sul secondo palo, Geijo non ci arriva e Gabriel Silva manda di pochissimo a lato. Il primo tempo si chiude sullo 0-1.

LA RIPRESA, SI FA MALE LJAJIC – La Roma gestisce il vantaggio nella ripresa, rischiando poco nella prima parte di gara. Al 18′ bella incursione di Allan che si fa spazio, entra in area ma viene fermato ottimamente da Astori. Al 21′ doppio cambio per Garcia: dentro Torosidas e Florenzi al posto di Marcon e Totti. La risposta di Stramaccioni non si fa attendere e al 23′ entrano Thereau e Pasquale al posto di Di Natale e Gabriel Silva. Il tecnico giallorosso poi è costretto a sostituire l’infortunato Ljajic (molto dolorante al ginocchio) con Emanuelson.

IL RIGORE NON CONCESSO – Proprio Emanuelson è protagonista di un episodio che manda su tutte le furie l’Udinese. Cross dalla destra di Widmer e rischiosissimo intervento in area del nuovo entrato ai danni di Kone. Il rigrore è evidente e giocatori, panchina e pubblico esplodono contro l’arbitro Guida. A fine gara il portiere friulano Karnezis salva due volte proprio su Emanuelson e su Florenzi. Il direttore di gara fischia la fine e si prende una bordata di fischi per le decisioni che faranno inevitabilmente discutere.

UDINESE-ROMA 0-1 (0-1)
Udinese (3-5-2): Karnezis 7, Danilo 6, Domizzi 6.5, Piris 5; Widmer 5,5, Guilherme 5,5 (36′ st Bruno Fernandes sv), Allan 6, Kone 6, G.Silva 6.5 (23′ st Pasquale 6); Geijo 6, Di Natale 6 (23′ st Thereau 5,5). In panchina: Brkic, Scuffet, Bubnjic, Belmonte, Hallberg, Jankto, Jaadi, Vutov. Allenatore: Stramaccioni.
ROMA (4-3-3): De Sanctis 6; Maicon 6 (21′ st Torosidis 6), Manolas 6, Astori 6.5, Holebas 6,5; Pjanic 6, De Rossi 6,5, Strootman 6,5; Iturbe 7, Totti 6 (21′ st Florenzi 5,5), Ljajic 5,5 (38′ st Emanuelson 5,5). In panchina: Skorupski, Yanga-Mbiwa, Cole, Somma, Verde, Naingollan, Paredes, Borriello, Destro. Allenatore. Garcia.
ARBITRO: Guida di Torre Annunziata
RETI: Astori al 16′
AMMONITI: Di Natale, Maicon, Pjanic. Astori, Torosidis ed Emanuelson.
ANGOLI 5-4 per l’Udinese.
Recupero 1′ e 5′

Fonte: Repubblica

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