Milan e Inzaghi a nervi tesi: l’ombra di Sacchi, liti tra giocatori e allenamento punitivo

MILANO – L’allenatore che sembrava protetto da tutti improvvisamente si ritrova quasi senza rete. Il disastroso avvio di 2015 del Milan ha scombussolato la posizione sicura di Pippo Inzaghi, il tecnico che era stato blindato da Galliani dopo i dissapori della gestione Seedorf, presentato come un testimonial ideale da Barbara Berlusconi il giorno del raduno (non a caso è lui il protagonista degli spot di Mediaset Premium insieme a Tevez) e coccolato dal padre con visite settimanali a Milanello.
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GALLIANI SUBITO A MILANELLO
– Dopo la doppia sconfitta casalinga con Sassuolo e Atalanta, tutto è cambiato. Questa mattina Adriano Galliani, che ieri aveva lasciato San Siro delusissimo, si è recato subito a Milanello dove i giocatori si sono allenati con un cambio chiaramente punitivo rispetto al programma che prevedeva il giorno di riposo. Una presenza diversissima rispetto a quelle degli ultimi mesi. L’ad rossonero ha tenuto a rapporto la squadra per capire cosa si sia incrinato dopo la pausa natalizia. Il club vuole approfondire le cause di una crisi inattesa dopo il finale di 2014 scandito dalle vittorie con Napoli e Real (amichevole) e il pareggio in trasferta con la Roma. Ora invece la formazione rossonera sembra aver completamente smarrito il filo del gioco, lasciando costantemente l’iniziativa agli avversari. E’ proprio questo uno dei problemi principali da analizzare, insieme alla differenza di rendimento tra le sfide con le grandi e quelle con le provinciali. Manca una reazione apparente a questo progressivo crollo che dura dal 6 gennaio.

MERCATO AL RISPARMIO – Senza dimenticare però che molti all’interno del Milan sanno che il livello della rosa non è eccezionale perché da anni mancano innesti di fuoriclasse veri a causa della politica voluta dalla proprietà (ultimo caso Ibrahimovic e in parte Balotelli). E questa tendenza non è destinata a invertirsi nel corso del mercato di gennaio. E’ arrivato Cerci in prestito dall’Atletico Madrid all’interno di uno scambio con Torres. E’ stato subito tesserato il giovane spagnolo Suso dopo aver perfezionato la cessione in prestito di Saponara all’Empoli. E dovrà essere così anche per i successivi colpi: un movimento in entrata se ce ne sarà uno in uscita. Ma non potranno essere campioni in grado di cambiare il volto alla squadra. In questo momento l’esigenza più pressante è quella di un terzino sinistro. Ieri si è fatto male anche Bonera, scelto come sostituto di De Sciglio fermo per il riacutizzarsi dell’infortunio al piede. Si parla di Pasqual e Siqueira. Gli obiettivi principali Destro e Witsel sono difficilissimi da raggiungere. Il belga dello Zenit sarebbe utilissimo al Milan che ha bisogno di idee in mezzo al campo. Ma si tratta di un colpo piuttosto costoso.


A RAPPORTO AD ARCORE
– Il confronto tra Galliani e la squadra non sarà l’unico in programma oggi. Possibile l’ad incontri Berlusconi ad Arcore. E lunedì è tradizionalmente il giorno del pranzo di famiglia ad Arcore. Ieri il presidente rossonero, che ha seguito la partita in tv con la figlia Barbara, ha preferito evitare commenti sulla prestazione della squadra. Ovviamente non è un bel segnale per Inzaghi e i giocatori. Come non lo era il copione delle ultime due visite di Berlusconi a Milanello. Nessun discorso alla squadra, nessuna battuta. Un brusco ribaltamento rispetto agli “hip hip hurra” del 5 gennaio, quando impazzava ancora l’entusiasmo per il successo in amichevole sul Real. E chissà se anche quel clima eccessivamente festoso per il mini-ciclo di fine 2014 non abbia contribuito ad allentare una tensione ora difficile da recuperare. Segnale ancora peggiore per Inzaghi la presenza di Arrigo Sacchi all’ultimo pranzo a Milanello a poche ore dalle voci su un possibile ruolo da dirigente forte a fianco all’allenatore di Fabio Capello (poi smentite). L’allenatore delle due Coppe Campioni consecutive invece resta in campo, anche se non si sa con quale veste: settore giovanile oppure “consigliere padre nobile” per la prima squadra.

DECISIVA LA LAZIO – Al momento non sembra ipotizzabile un cambio di panchina. Di sicuro si aprirà una discussione anche sulla composizione dello staff tecnico e occorrerà prendere in considerazione alcuni segnali di nervosismo dei calciatori: Muntari a Torino, ieri Abate e Cerci. Una spia di allarme sulla situazione dello spogliatoio. Sulle decisioni della società gioca anche la necessità di non appesantire il bilancio che si annuncia già in profondo rosso per la mancata partecipazione alla Champions League. Seedorf è a libro paga fino a giugno 2016, stessa scadenza del contratto di Inzaghi. In caso di esonero  –  dato per altamente improbabile un ritorno dell’olandese che pure aveva fatto segnare una buona media punti nel ritorno dello scorso campionato  –  si tratterebbe di ingaggiare un terzo allenatore. Complicato in un momento nel quale il club persegue un austerity assoluta. E’ stato appena venduto per 150.000 euro il pullman utilizzato per gli spostamenti della squadra (servizio ora dato in gestione). Un movimento che dà l’idea della necessità di limare ogni uscita per esigenze di bilancio. Ma è evidente che non è possibile continuare sulla linea di questo rovinoso inizio anno. Ora Inzaghi ha davanti dieci giorni di fuoco che dovranno dare responsi significativi. Due partite con la Lazio: sabato in campionato all’Olimpico, martedì in Coppa Italia a San Siro. L’unico trofeo che il Milan può vincere in questa stagione. L’unica gioia del 2015 finora è arrivata da lì con la vittoria sul Sassuolo. Inzaghi ora è obbligato al bis.

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Fonte: Repubblica

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