OBIETTIVO NAPOLI – Passaggio del turno nonostante gli affanni difensivi

Hamsik slovan bratislava-napoliPassaggio del turno soffertissimo per il Napoli, che conferma la propria sintonia con i rigori, riservando ai bianconeri di Udine la stessa sorte toccata a quelli di Torino.
Gli azzurri stasera non hanno disputato una buona prova, accendendosi solo a tratti e manifestando parecchi limiti in fase difensiva e di conclusione della manovra.
Nel primo tempo, soprattutto, si è vista una scarsa intesa tra i giocatori d’attacco, giustificabile solo in parte con il turnover praticato da Benitez. Mertens e Hamsik, in particolare, hanno faticato a trovare armonia nelle giocate nella prima fase di gara, e allo stesso tempo Gabbiadini è parso troppo avulso dagli schemi della sua nuova squadra. Alla scarsa ispirazione dei giocatori d’attacco è corrisposta una tenuta molto approssimativa della coppia centrale difensiva formata da Henrique e Britos. I due hanno fatto spesso confusione negli interventi, incorrendo in frequenti incertezze che hanno spesso dato il via ad iniziative di un’Udinese altrimenti impotente.
A peggiorare la qualità complessiva del gioco mostrato dalle due squadre si è messa poi anche la pioggia, fattore penalizzante soprattutto per l’undici di Benitez, chiamato a fare la partita e quindi a cercare maggiormente di imbastire la manovra palla a terra.
Nella ripresa il Napoli ha cercato di aumentare il suo ritmo, cercando di mettere l’Udinese alle corde. In questo gli azzurri sono stati favoriti soprattutto dai due episodi che hanno portato al secondo (dubbio) rigore realizzato da Jorginho, dopo il primo sbagliato ad inzio gara da Mertens, e all’espulsione di Widmer. I friulani di Stramaccioni però non hanno mai mollato la presa, trovando anche in 10 contro 11 la forza di rispondere colpo su colpo agli acuti estemporanei di un Napoli che ha continuato per tutta la gara a fare fatica nel costruire azioni pulite con continuità. Gli azzurri sono andati a sprazzi, come già sottolineato, affidandosi a giocate estemporanee del singolo che di volta in volta riusciva ad emergere dal grigiore generale. Non hanno apportato grandi benefici i cambi di Benitez. Togliendo Gargano quando la squadra si è trovata in superiorità numerica, il tecnico spagnolo ha rischiato di sbilanciare troppo i suoi, non lasciando praticamente nessuno sul rettangolo verde capace di recuperar palloni e correre per tutti. Questo ha permesso all’Udinese di rendersi pericolosa ogni volta che si spingeva in avanti. Nemmeno l’ingresso in campo di Callejòn ha apportato particolari vantaggi, anche per la mancanza di spazi dove sfruttare la sua abilità negli inserimenti. L’unica sostituzione che effettivamente ha scaturito esiti positivi è stata quella che ha visto l’entrata in campo di Higuaìn che, seppur tardiva, è stata decisiva al momento dei rigori, visto che il Pipita ha avuto il merito di siglare quello della definitiva vittoria.
Nonostante le difficoltà incontrate stasera e, soprattutto, nonostante il solito Kone, scatenato quando incontra gli azzurri, la formazione di Benitez avrà l’occasione di sfidare l’Inter ai quarti, per cercare di difendere il titolo di campione della Coppa. Un ulteriore obiettivo, insieme all’Europa League, che potrà riservare importanti soddisfazioni per la compagine partenopea.

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